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CINEMA

The Pills, tre uomini (e non solo) sul grande schermo: "Un film serio che fa ridere"

Prima si intitolava "Mezzogiorno meno un quarto", poi "Sempre meglio che lavorare". Prima aveva un cast di soli uomini ("un po' sfigati"), ora c'è anche una donna ("una pischella carina"). Il gruppo nato sul Web è qui per cambiare la faccia del nostro cinema. Cominciando da una nonna molto speciale e da un signore chiamato Giancarlo Esposito

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Entrano come rockstar tra un pubblico plaudente. Lì in mezzo, si fanno notare una strega dalla faccia dipinta di verde e uno scultoreo Dragonball. Non mancano Flash e Capitan America. Sono seduti tra le poltrone del cinema Astra. È il pubblico delle grandi occasioni che si può trovare solamente a Lucca Comics & Games. La strega dalla faccia verde è particolarmente interessante perché fa riferimento a un sofisticato fumetto underground (Megahex, pubblicato da Coconino, la casa editrice del graphic novel) e sancisce la sacra alleanza tra il lettore alternativo, il mainstream dei manga (Dragonball) e quello dei supereroi americani (Flash e Capitan America). Il che ci dice molto su chi sono i potenziali fruitori del film delle nuove star provenienti da Internet. Stralunati, surreali, rutilanti, i Pills sono tre amici che hanno capito che il Web poteva essere l'unico modo per riuscire a farsi notare in un mondo come quello del cinema, patologicamente afflitto dalla raccomandazione. Hanno anche capito quanto fosse importante venire a presentarlo a Lucca, qui nell'Area Games, a cui guarda quella parte di cinema che ha capito che questo è il nuovo Comic-Con, la “fiera del fumetto” di San Diego, diventato nel giro di pochi anni il luogo fondamentale della cinematografia. Un tempo considerata da “nerd”, oggi trionfante per numeri.

"Il cinema italiano è in un momento difficile. Noi abbiamo cercato di non realizzare l'ennesima pellicola che si svolge al sud, dove il protagonista è bello e ha una vespa, la protagonista è bella e sale sulla vespa e poi si innamorano", spiega Matteo Corradini, uno dei tre Pills. "Anzi, nel nostro film non c'era neanche una donna, solo uomini. E pure sfigati", aggiunge Luigi Di Capua. "Infatti la produzione ci ha costretti a cambiare e adesso c'è una ragazza. Ma è normale: si chiama Margherita Vicario ed è anche una cantautrice. Anche il film è completamente diverso da quello che facciamo di solito: è triste", chiude Luca Vecchi, che oltre a essere il terzo Pills è pure il regista. "Poi però la produzione ci ha obbligati a cambiare e adesso fa anche un po' ridere".

Tutto questo naturalmente non è vero ma è vero invece che fino a ieri Lucca era piena di manifesti del film che si intitolava Mezzogiorno meno un quarto, mentre stamattina gli stessi manifesti avevano un altro titolo... Uscirà in sala il 21 gennaio. Matteo: "Mezzogiorno meno un quarto era perché è l'ora in cui ci svegliamo di solito ma non è cambiato il titolo, è proprio cambiato il film: quello era il titolo del film drammatico", spiega Matteo. Risate in sala. "Houston, abbiamo un problema, ci ha detto il marketing e noi: 'Ci dispiace'. 'Non avete capito: bisogna cambiarlo'. Quello precedente era troppo intellettuale: ricordava Antonioni. Doveva essere più 'Pills', ci hanno detto, e allora non poteva che essere Sempre meglio che lavorare. Altre risate. Il marketing ha imposto un tipo di promozione non facile ai Pills. "Sì. Parlare del film senza parlare del film. Non so se ci stiamo riuscendo".
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Però possiamo vedere un trailer. Che svela un ospite importante e supercool: in un delirante dialogo con una vecchietta che si rivela essere la vera nonna di Luca Vecchi, appare Giancarlo Esposito (il Gus Fring di Breaking Bad per cui ha avuto una nomination agli Emmy). Si esibisce in una gag ad alto tasso citazionista: cerca di carpire alla nonna di Luca la ricetta del pollo alla romana (nel telefilm Gus/Esposito ha un fast food di pollo fritto). Applausi scroscianti dei presenti in sala. "Esposito fa una parte molto importante: dura tre minuti", dice Luigi, "dopo era distrutto, è dovuto andare a riposarsi in camper. Non solo: c'è anche un cameo di Gianni Morandi", aggiunge Matteo.

Il mondo che raccontano è lo stesso di Zerocalcare: senza pretendere di ergersi a portavoce di una generazione i Pills, qualitativamente parlando, costituiscono l'aristocrazia tra i cosiddetti YouTubers, mentre la popolarità premia personaggi come Favij il cui film però, così come quelli di altri che dalla Rete hanno tentato la via del cinema, non è andato bene al botteghino. Diventano seri: "Noi però su YouTube non facciamo la recensione dei videogiochi. Sappiamo bene che grazie alla popolarità che abbiamo acquisito ci è stata data una possibilità e vogliamo sfruttarla. Non abbiamo semplicemente riportato le gag che facciamo su YouTube sul grande schermo ma abbiamo cercato di girare un vero film. Che fa ridere, certo, ma che ha in sé anche quella malinconia che noi abbiamo amato, come quella di Sordi o Verdone. Questo film l'abbiamo scritto e diretto noi, ci abbiamo lavorato pesantemente: non è un'operazione per sfruttare un fenomeno. È un film vero. O almeno lo speriamo. Sarebbe molto bello se riuscissimo a dimostrare che è possibile anche per noi trentenni fare qualcosa di bello", spiega Luigi. È il momento che questa generazione trovi i suoi cantori, dopo il fumetto di Zerocalcare candidato allo Strega, anche nel cinema. E forse questa volta ci siamo.