Per tre mesi a raccogliere primi piani dei quadri di Leonardo, Van Gogh, Rembrandt, Caravaggio, Holbein, Tiziano, Vermeer, Rubens. Quasi duecento ore di girato, interviste al consiglio direttivo, ai lavoratori del museo, ai visitatori. "Il montaggio, poi, come faccio da quarant'anni, restituisce la verità dell'indagine che ho compiuto". Parola di Frederick Wiseman, il regista americano Leone d'oro alla carriera alla Mostra del cinema di Venezia del 2014, celebre documentarista, autore di National Gallery, un docufilm che immerge lo spettatore nel museo londinese guidandolo in un viaggio nel cuore dell'istituzione di Trafalgar Square e dei capolavori che custodisce. Presentato alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes, uscito in Italia per un solo giorno la scorsa primavera, National Gallery è il ritratto di un luogo dall'interno, la narrazione di come funziona e il rapporto con il mondo, ma anche il ritratto delle persone che vi lavorano, del suo pubblico, dei suoi dipinti. National Gallery è il prossimo appuntamento di Nuovo Cinema Repubblica: sarà visibile in streaming gratuito lunedì 23 novembre alle 21 su Repubblica.it e MYMOVIESLIVE.IT (basta prenotare un posto), e nei giorni successivi sarà disponibile on demand su MYmovies.it con un abbonamento Unilimited (euro 1,90) che permette l'accesso anche ad altri 500 titoli d'autore.
"NATIONAL GALLERY": PRENOTA LA VISIONE
[[ge:rep-locali:repubblica:127740422]]
Quando un regista dallo sguardo curioso e lucido esplora una delle più grandi istituzioni museali al mondo, quel che ne nasce è un film eccezionale che coltiva il gusto della lentezza e della contemplazione e riserva sorprese continue. Grazie a un autore, Wiseman, narratore paziente e "invisibile" sempre attento ai minimi dettagli con la capacità di svelare i segreti dei microcosmi che si trova a indagare. In National Gallery scopriamo così il teschio deformato che si nasconde nell'olio su tavola degli Ambasciatori di Holbein il Giovane per partecipare poi alle riunioni dello staff del museo assieme al direttore Nicholas Penny: prendiamo parte ai problemi legati all'illuminazione e ai restauri; ci lasciamo stupire dalla composizione, rivelata dai raggi X, sotto il Ritratto di Federico Rihel a cavallo di Rembrandt: partecipiamo al balletto, coreografato da Kim Brandstrup e Wayne McGregor, messo in scena nelle sale del museo in occasione della mostra Metamorfosi: Tiziano.
Nato nel 1930 a Boston, Wiseman si è dedicato a lungo al profilo delle grandi istituzioni del Nord America e del resto del mondo. Nel 1967 è uscito nelle sale il suo primo documentario, Titicut Follies, sulla realtà dei manicomi criminali. Sin da subito l'opera di Wiseman si è distinta da quella dei suoi contemporanei: i suoi film, spesso avvicinati a saggi letterari, non presentano interviste, musiche o commenti aggiunti in fase di montaggio ma offrono una visione cruda della realtà. Tra le opere più note High School, Hospital, Juvenile Court, Primate, Welfare, Meat, The Store, Near Death, Central Park, Zoo, Ballett, La Comédie française, Public Housing, Domestic Violence, The Garden e La Danse. Le Ballet dell'Opéra de Paris. Autore di docufilm selezionati e presentatei in molti festival internazionali (da Cannes a Berlino a Venezia dove Wiseman ha presentato nel 2013 At Berkley, sulla crisi che ha colpito gli atenei Usa) Wiseman è membro onorario dell'American Academy of Arts and Letters.
"NATIONAL GALLERY": PRENOTA LA VISIONE
[[ge:rep-locali:repubblica:127740422]]
Quando un regista dallo sguardo curioso e lucido esplora una delle più grandi istituzioni museali al mondo, quel che ne nasce è un film eccezionale che coltiva il gusto della lentezza e della contemplazione e riserva sorprese continue. Grazie a un autore, Wiseman, narratore paziente e "invisibile" sempre attento ai minimi dettagli con la capacità di svelare i segreti dei microcosmi che si trova a indagare. In National Gallery scopriamo così il teschio deformato che si nasconde nell'olio su tavola degli Ambasciatori di Holbein il Giovane per partecipare poi alle riunioni dello staff del museo assieme al direttore Nicholas Penny: prendiamo parte ai problemi legati all'illuminazione e ai restauri; ci lasciamo stupire dalla composizione, rivelata dai raggi X, sotto il Ritratto di Federico Rihel a cavallo di Rembrandt: partecipiamo al balletto, coreografato da Kim Brandstrup e Wayne McGregor, messo in scena nelle sale del museo in occasione della mostra Metamorfosi: Tiziano.
Nato nel 1930 a Boston, Wiseman si è dedicato a lungo al profilo delle grandi istituzioni del Nord America e del resto del mondo. Nel 1967 è uscito nelle sale il suo primo documentario, Titicut Follies, sulla realtà dei manicomi criminali. Sin da subito l'opera di Wiseman si è distinta da quella dei suoi contemporanei: i suoi film, spesso avvicinati a saggi letterari, non presentano interviste, musiche o commenti aggiunti in fase di montaggio ma offrono una visione cruda della realtà. Tra le opere più note High School, Hospital, Juvenile Court, Primate, Welfare, Meat, The Store, Near Death, Central Park, Zoo, Ballett, La Comédie française, Public Housing, Domestic Violence, The Garden e La Danse. Le Ballet dell'Opéra de Paris. Autore di docufilm selezionati e presentatei in molti festival internazionali (da Cannes a Berlino a Venezia dove Wiseman ha presentato nel 2013 At Berkley, sulla crisi che ha colpito gli atenei Usa) Wiseman è membro onorario dell'American Academy of Arts and Letters.