"È tempo di grandi cambiamenti". Cheryl Boone Isaacs, presidente Academy e donna di colore, è pronta a dare voce alla polemica sulla mancanza di diversità agli Oscar e in una dichiarazione ufficiale ha annunciato che saranno fatti passi significativi per cambiare la composizione dei soci dell'Academy, l'ente che organizza gli Oscar. "Come molti di voi sanno - si legge - negli ultimi quattro anni abbiamo introdotto cambiamenti per diversificare i nostri soci. Ma questi cambiamenti non si stanno concretizzando in modo spedito. Dobbiamo fare di più, meglio e più velocemente". Solo negli ultimi anni l'Academy ha iniziato a selezionare membri che non sono esclusivamente bianchi e di sesso maschile.
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Nel 2014, secondo quanto scrive The Verge, 10 su 21 autori invitati (si diventa soci su invito, ndr) erano di colore, mentre i registi erano 10 su 26, tuttavia la composizione dell'Academy è ancora per il 93% bianca e 76% di sesso maschile. A questo stato delle cose, secondo l'Hollywood Reporter ci sarà un cambiamento vero solo quanto saranno morti tutti i soci più' vecchi (l'età media è di 63 anni, ndr).
George Clooney e l'attore britannico di colore David Oyelowo si sono uniti alle fila di coloro che chiedono seri cambiamenti nell'organizzazione degli Oscar e nelle regole generali dell'industria cinematografica. L'Academy of Motion Picture Arts and Sciences, l'organizzazione professionale onoraria nata per sostenere lo sviluppo dell'industria cinematografica nazionale, non ha nominato alcun artista di colore nel 2016, cosa accaduta anche l'anno precedente. Due anni, per molti, sono stati davvero troppi e "sospetti": "Se ci si pensa bene, dieci anni fa l'Academy faceva un lavoro migliore. Pensate a quanti afroamericani sono stati nominati a quel tempo. Mi farei qualche domanda. Non si tratta di un problema relativo a chi scegli fino a quanto non fai una scelta reale: quante possibilità ci sono di nominare attori di colore, anche per parti in film minori, soprattutto di qualità?", ha spiegato Clooney a Variety.
Oyelowo, che si pensa sia stato ampiamente snobbato lo scorso anno per la sua performance nei panni di Martin Luther King Jr. nel film Selma, ha dichiarato che l'Academy dovrebbe muoversi molto velocemente per risolvere il problema: "Questa istituzione non rispecchia i pensieri del suo presidente... Io sono un membro dell'Academy e l'Academy non mi rispecchia. Bisogna fare qualcosa e anche al più presto".
Anche Michael Moore ha denunciato la mancanza di diversità all'Academy. Il regista di Bowling for Columbine e Fahrenheit 9/11, lui stesso premio Oscar, ha dichiarato di essere ben felice di dare il proprio sostegno a ciò che ha definito una pazzia, ossia il fatto che per due anni consecutivi, su 40 attori nominati, non ce ne sia stato neppure uno colore. "Ci ho pensato tutto il giorno - ha detto Moore riferendosi al boicottaggio della cerimonia il mese prossimo - e non ho intenzione di andarci. Non la vedrò, neanche in televisione". La protesta è stata iniziata da Spike Lee con un post su Instagram.
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Nel 2014, secondo quanto scrive The Verge, 10 su 21 autori invitati (si diventa soci su invito, ndr) erano di colore, mentre i registi erano 10 su 26, tuttavia la composizione dell'Academy è ancora per il 93% bianca e 76% di sesso maschile. A questo stato delle cose, secondo l'Hollywood Reporter ci sarà un cambiamento vero solo quanto saranno morti tutti i soci più' vecchi (l'età media è di 63 anni, ndr).
George Clooney e l'attore britannico di colore David Oyelowo si sono uniti alle fila di coloro che chiedono seri cambiamenti nell'organizzazione degli Oscar e nelle regole generali dell'industria cinematografica. L'Academy of Motion Picture Arts and Sciences, l'organizzazione professionale onoraria nata per sostenere lo sviluppo dell'industria cinematografica nazionale, non ha nominato alcun artista di colore nel 2016, cosa accaduta anche l'anno precedente. Due anni, per molti, sono stati davvero troppi e "sospetti": "Se ci si pensa bene, dieci anni fa l'Academy faceva un lavoro migliore. Pensate a quanti afroamericani sono stati nominati a quel tempo. Mi farei qualche domanda. Non si tratta di un problema relativo a chi scegli fino a quanto non fai una scelta reale: quante possibilità ci sono di nominare attori di colore, anche per parti in film minori, soprattutto di qualità?", ha spiegato Clooney a Variety.
Oyelowo, che si pensa sia stato ampiamente snobbato lo scorso anno per la sua performance nei panni di Martin Luther King Jr. nel film Selma, ha dichiarato che l'Academy dovrebbe muoversi molto velocemente per risolvere il problema: "Questa istituzione non rispecchia i pensieri del suo presidente... Io sono un membro dell'Academy e l'Academy non mi rispecchia. Bisogna fare qualcosa e anche al più presto".
Anche Michael Moore ha denunciato la mancanza di diversità all'Academy. Il regista di Bowling for Columbine e Fahrenheit 9/11, lui stesso premio Oscar, ha dichiarato di essere ben felice di dare il proprio sostegno a ciò che ha definito una pazzia, ossia il fatto che per due anni consecutivi, su 40 attori nominati, non ce ne sia stato neppure uno colore. "Ci ho pensato tutto il giorno - ha detto Moore riferendosi al boicottaggio della cerimonia il mese prossimo - e non ho intenzione di andarci. Non la vedrò, neanche in televisione". La protesta è stata iniziata da Spike Lee con un post su Instagram.