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"Pasolini maestro corsaro", Nastro d'argento al docufilm di Emanuela Audisio

Una menzione speciale al lavoro realizzato dalla giornalista di Repubblica per il quarantennale della morte dello scrittore. I Nastri ai migliori documentari saranno consegnati il 25 alla Casa del Cinema di Roma. Nastri speciali per "Fuocoammare" di Gianfranco Rosi e "Ridendo e scherzando" di Paola e Silvia Scola
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UNA menzione speciale per quei film che "con un'attenta e appassionata ricostruzione, nell'anno di un anniversario importante, hanno riacceso la curiosità e l'indagine non solo giornalistica ma di autentico approfondimento, oltre il potere della divulgazione, sulla cultura, la poesia, l'originalità e in una parola, appunto, sulla voce unica di uno straordinario protagonista del Novecento e non solo sul suo cinema che continuiamo ad amare". Per queste ragioni il Sngci, il sindacato nazionale giornalisti cinematografici italiani che assegna ogni anno i Nastri d'argento, ha deciso di premiare per la sezione documentari tre film dedicati a Pier Paolo Pasolini, fra i quali Pasolini maestro corsaro di Emanuela Audisio, firma di Repubblica (gli altri due sono Pasolini, il corpo e la voce di Maria Pia Ammirati e La voce di Pasolini di Matteo Cerami e Mario Sesti). Il docufilm realizzato da Audisio in occasione del quarantennale della morte dell'…
UNA menzione speciale per quei film che "con un'attenta e appassionata ricostruzione, nell'anno di un anniversario importante, hanno riacceso la curiosità e l'indagine non solo giornalistica ma di autentico approfondimento, oltre il potere della divulgazione, sulla cultura, la poesia, l'originalità e in una parola, appunto, sulla voce unica di uno straordinario protagonista del Novecento e non solo sul suo cinema che continuiamo ad amare". Per queste ragioni il Sngci, il sindacato nazionale giornalisti cinematografici italiani che assegna ogni anno i Nastri d'argento, ha deciso di premiare per la sezione documentari tre film dedicati a Pier Paolo Pasolini, fra i quali Pasolini maestro corsaro di Emanuela Audisio, firma di Repubblica (gli altri due sono Pasolini, il corpo e la voce di Maria Pia Ammirati e La voce di Pasolini di Matteo Cerami e Mario Sesti). Il docufilm realizzato da Audisio in occasione del quarantennale della morte dell'intellettuale è un viaggio alla ricerca di quel che resta, nella società italiana, della sua riflessione e della sua dell'opera, dal cinema ai libri fino alla passione per il calcio. Sessanta minuti di testimonianze, introdotte dal racconto di Fabrizio Gifuni, materiali inediti, ricordi e interviste, dagli amici di sempre come Dacia Maraini e Ninetto Davoli a Martin Scorsese, Dante Ferretti, Adriana Asti, Paolo Poli per citarne solo alcuni. Fra gli argomenti affrontati, anche l’omicidio di Pasolini, mistero italiano che continua a pesare sulla coscienza del paese.

Nel palmarès dei Nastri d'argento Documentari ci sono anche riconoscimenti per un grande attore come Elio Pandolfi (A qualcuno piacerà, di Caterina Taricano e Claudio de Pasqualis) e Silvana Stefanini oggi tornata dopo molti anni in scena protagonista del docufilm girato da suo figlio Mario Balsamo (Mia madre fa l’attrice). Per Pandolfi, un premio che è anche un omaggio a una lunga carriera, molto apprezzata dal pubblico e vissuta tra cinema, radio, doppiaggio e naturalmente teatro. Ed erano stati già annunciati i due Nastri speciali 2016, che vanno a Fuocoammare di Gianfranco Rosi, fresco vincitore dell'Orso d'oro al Festival di Berlino (“Grande cinema, con un effetto di denuncia potente che richiama i governi del mondo a responsabilità colpevoli e ormai indilazionabili") e a Ridendo e scherzando, ritratto di un regista all’italiana di Paola e Silvia Scola, prodotto da Palomar e Surf film in omaggio a Ettore Scola.

I "premi dei 70 anni" vanno a Antonietta De Lillo e Gianfranco Pannone, "alla carriera per il loro impegno nel cinema del reale", rispettivamente quest’anno con Oggi insieme, domani anche e L’esercito più piccolo del mondo. Due riconoscimenti anche a Il segreto di Otello di Francesco Ranieri Martinotti, con la produzione di Andrea Sisti, e a Filmstudio mon amour di Toni D’Angelo: entrambi raccontano due luoghi "mitici", non solo per il cinema romano ma per la tradizione e la grande storia del cinema italiano.

I migliori documentari dell’anno saranno premiati giovedì 25 nel corso di una cerimonia alla Casa del Cinema di Roma.