Spettacoli

CINEMA

Giovanni Veronesi: "Il mio film sui ragazzi ai quali non sappiamo dare un futuro"

Dal programma radiofonico di Radio2 al cinema: il regista ha iniziato a girare "Non è un paese per giovani", le riprese fa Roma e Cuba. "Lasciano l'Italia per diventare grandi altrove. Alle generazioni future mancheranno molti tasselli"

1 minuti di lettura
SONO i ragazzi che se ne vanno, quelli che lasciano l'Italia per un luogo in cui realizzare un sogno, costruire qualcosa, trovare un futuro, diventare grandi. E se ne vanno in tanti, a cercare l'America si diceva un tempo ma oggi ci sono anche l'Australia, la Francia oppure Londra. Connessi fra loro, grazie alla tecnologia, ma lontani. Ai ragazzi che se ne vanno è dedicato Non è un paese per giovani, il film che Giovanni Veronesi ha iniziato a girare ieri (e del quale firma la sceneggiatura insieme a Ilaria Macchia e Andrea Paolo Massara), una produzione Paco Cinematografica con Rai Cinema (sarà distribuito da 01 Distribution). Nel cast ci sono Filippo Scicchitano, Giovanni Anzaldo, Sara Serraiocco, anche Sergio Rubini e Nino Frassica, musica dei Negramaro, le riprese dureranno circa sei settimane fra Roma e Cuba, l'Avana e Cayo Largo. Perché è a Cuba che due dei ragazzi, Sandro e Luciano, approdano inseguendo la svolta economica ma inciampano in un'altra italiana, Nora, tanto bella e tanto estrema da cambiare le loro vite.

Il titolo del film e l'ispirazione sono arrivati dal programma condotto da Veronesi su Radio2. "Forse è la prima volta che accade, un film tratto da una trasmissione radiofonica - commenta il regista - ma non è un caso. Un'esperienza fatta di dirette quotidiane durante le quali chiamavo un ragazzo italiano all'estero, mi facevo raccontare la sua storia e perché se n'è andato dall'Italia. Qualche volta le risposte sono state divertenti, ma a volte anche spietate, insostenibili". E' un esodo lento e inesorabile, oltre 100 mila ragazzi l'anno. "Se ne vanno dall'Italia in silenzio - continua Veronesi - senza fare rumore ed è un processo che porterà alla mancanza di tasselli fondamentali per le generazioni future". Un tema inedito per un regista che ha sempre affrontato le storie in chiave di commedia, "i miei film sono sempre stati divertenti e non voglio perdere questa valenza ma non voglio neanche perdere di vista il momento storico in cui viviamo, e quindi raccontarlo attraverso questo argomnto, così delicato".

"A proposito di immigrazione - aggiunge Veronesi - in questo momento l'Italia sta vivendo una situazione difficile, è diventata anche uno specchio mediatico quotidiano, assistiamo ogni giorno ai racconti di miserie e atrocità di alcuni posti del mondo da cui la gente fugge. E allo stesso tempo ci si disinteressa totalmente di un altro aspetto, quello che raccontiamo in questa storia: l'emigrazione, appunto, dei nostri ragazzi che, messi alle strette, sono obbligati ad andare a cercare all'estero i propri sogni".