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Hollywood in riva al mare quando Pisorno sfidava Cinecittà
La spledida curva degli studi Pisorno su disegno razionalista di Antonio Valente
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Amazzoni bianche, di Gennaro Righelli (1936): Luisa Ferida sul set col direttore della fotografia Fernando Martini
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Ancora Bonnard: Maria Donati ne Il conte di Bréchard (1938)
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In campagna è nata una stella (1939): Eduardo De Filippo, al centro nascosto dietro il direttore della fotografia Mario Albertelli (ma riconoscibile dalla universalmente note guance incavate), valuta una inquadratura della sua commedia
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Leda Gloria in Il cavaliere di Kruja di Carlo Campogalliani (1940)
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Macario, stella del varietà e attor comico di vaglia, in Il pirata sono io! (1940) del valoroso Mario Mattoli
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Giorgio Ansoldi e Gabriele Varriale in Idillio a Budapest (1941) di Sergio Tofano, anche celebre fumettista e inventore del Signor Bonaventura e Giamburrasca
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Il regista Mario Bonnard, nome in gran voga all'epoca, durante una pausa di Rossini (1942) sul set con due star d'allora: Paola Barbara e Greta Gonda
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Don Cesare di Bazan (1942) di un altro nome di spicco, Riccardo Freda: in una rara Pisorno innevata Anneliese Uhlig
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Una tenebrosa posa della sensualissima Doris Duranti con Pal Javor per la foto di un flano di Carmela (1942) diretto da Flavio Calzavara
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Il grande divo Paul Muni, attore di sovrumana versatilità, al trucco per Imbarco a mezzanotte (1952), a volte accreditato, oltre che al maestro Joseph Losey, anche ad Andrea Forzano, figlio di Giovacchino, il fondatore di Pisorno
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Idem: la troupe è pronta a girare
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Franco SIlva e Maria Pia Casilio in una pausa della lavorazione de Il canto dell'emigrante (1955), tipica commedia post bellica di Andrea Forzano
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In questa e nelle successive quattro foto, una Loren mozzafiato alle prese con Madame Sans-Gene (1961), ascesa e rovina di una libertina nella Francia di Napoleone; la regia è dell'eccellente francese Christian-Jaque. Un ruolo che in passato aveva dato alla divina Gloria Swanson l'ennesimo trionfo nell'epoca del muto, più tardi fu interpretato pure da Arletty
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I sequestrati di Altona (1962), malgrado fosse tratto da un noto testo teatrale di Sartre e il superbo cast internazionale (Schell, Richard Wagner, la Loren, Frederich March) è forse il titolo meno noto e amato di Vittorio De Sica: una tragedia della coscienza per l'ex ufficiale Wehrmacht interpretato da Françoise Prévost, qui in primo piano. Sullo sfondo le inquietanti scenografie di Guttuso, in mostra a Pisa