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Batman v. Superman, quando i supereroi si picchiano tra loro

Mercoledì in sala il kolossal da 400 milioni firmato da Zack Snyder che racconta lo scontro tra l'uomo pipistrello e il figlio di Krypton, il 4 maggio Capitan America e Iron Man si battono in "Civil war".

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"La più grande sfida tra gladiatori nella storia del mondo", dice Lex Luthor su Batman contro Superman. Se uno dei due supereroi sorvolasse la capitale vedrebbe stagliato sul Colosseo il nostro Jeeg Robot, ma lo scontro resta circoscritto a due città americane spartite da un fiume: Gotham City e Metropolis. Una sotto la dittatura dell’uomo pipistrello, l’altra intenta a venerare il figlio di Krypton. Ci sono spiegazioni filosofiche, strategie di marketing e il sospetto di un voler raschiare il fondo del barile in questo tutti contro tutti dei cinefumetti attuali.
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Mercoledì ecco l’imponente Batman v Superman - Dawn of justice, il 4 maggio è di scena la lotta fratricida degli Avengers: una Civil war che vede contrapposti Capitan America e Iron man, i Vendicatori spaccati tra chi accetta di farsi dirigere dal governo e chi invece vuole l’indipendenza. Oltre alle citazioni da arena romana, Batman v Superman di Zack Snyder pesca dalla mitologia: Chris Terrio, uno degli sceneggiatori, descrive Batman «come Plutone, dio del mondo sotterraneo» mentre Superman è accostato «al solare Apollo». Come nei miti, a far le spese di rabbia e capricci degli dèi fumantini sono gli umani. Lo raccontavano i peplum della Cinecittà anni Sessanta, cinquanta sfumature di Ercole poi, per sfinimento, gli antesignani “crossover”: Ercole sfida Sansone, Maciste contro tutti. E i buffi Totò contro Maciste, Maciste contro il vampiro. Nel ‘64, quando il genere è in declino per la ripetitività dei soggetti e ci sono pochi soldi, Giorgio Capitani dirige Ercole, Sansone, Maciste e Ursus gli invincibili, la Justice League de’ noantri, con i forzuti che prima si combattono poi si alleano. Ieri il corpo a corpo era tra culturisti in mutande cosparsi di olio, oggi, avvolti in tutine tecnologiche sexy ci sono Ben Affleck e Henry Cavill, Batman e Superman, che dopo questo film daranno vita a una Lega con Wonder Woman, Aquaman, The Flash, Cyborg.

Ma c’è poco da ridere: l’immaginario cinematografico che deriva dalla DC Comics è decisamente più crepuscolare della rivale Marvel. Alla guida di Batman v Superman, 400 milioni di dollari tra budget e promozione, c’è Zack Snyder, erede benedetto da Christopher Nolan e esperto di fumetti. Snyder ha già firmato Watchmen: “Chi controlla i controllori?”, era lo slogan del film, un verso del poeta latino Giovenale. Anche stavolta il regista promette un conflitto ricco di chiavi di lettura (del resto filosofi e sociologi si sono sempre sbizzarriti nell’analisi dei fumetti, a partire da Umberto Eco) e di effetti realistici, per creare un mondo pericoloso e sporco dove bene e male si confondono. Batman v Superman s’ispira ancora a Miller, a Il ritorno del cavaliere oscuro e Il cavaliere oscuro colpisce ancora: ritroviamo un Batman invecchiato e in ritiro dopo che Joker ha ucciso l’amico Robin. Quando s’incontrano, Bruce Wayne dice a Clark Kent: «Abbiamo brutti trascorsi con squilibrati vestiti da clown». Temendo le azioni del supereroe, il vigilante di Gotham City affronta il salvatore di Metropolis mentre il mondo cerca di capire di quale eroe abbia bisogno. Una minaccia aliena li costringe a unirsi. Lo scontro vero è sugli incassi: si stimano oltre 150 milioni nel weekend Usa. Obiettivo necessario: Batman v Superman è il caposaldo del progetto del DC Extended Univers: nove film entro il 2020.