Usa, cartoni e supereroi salvano il cinema. In Italia successo dei Cinemadays
Andrea Silenzi
Secondo i dati diffusi dalla Motion Picture Association of America, nelle sale crescono gli adolescenti e i bambini ma più della metà degli spettatori è donna. In lieve crescita gli afroamericani. In Italia aumenta il numero degli under 17 ma è allarme pirateria
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Il cinema è per le donne e per i giovanissimi, un po' meno per il pubblico bianco. Secondo i dati diffusi dalla Motion Picture Association of America, l'organizzazione dei produttori, il cinema gode di buona salute, ma il contributo più significativo arriva dal pubblico femminile (negli Stati Uniti le donne rappresentano più del 51 per cento degli spettatori) e dai giovani di età compresa tra i 12 e i 17, oltre che dagli under 10. In calo le presenze dei frequentatori abituali bianchi, mentre tra quelli afroamericani si registra una lieve crescita.
Botteghino in salute. Secondo i dati forniti dallo studio, il cinema ancora non passa di moda. Anzi. Nonostante la pirateria online e la concorrenza di smartphone, tablet e pc, gli incassi globali del 2015 hanno fatto registrare una crescita del 5 per cento: il totale è pari a 38.3 miliardi di dollari, con numeri positivi anche per il mercato italiano, soprattutto grazie ai record collezionati da Checco Zalone con il recente Quo vado?. Come sempre accade, i numeri sono determinati dall'arrivo nelle sale dei blockbuster: nella scorsa stagione i grandi trascinatori sono stati Jurassic World e Star wars: il risveglio della forza, ma un significativo incremento è arrivato anche dal mercato cinese, che ha quasi raddoppiato le presenze nelle sale (più 49%) con un saldo finale di 6.8 miliardi di dollari.
Il cinema salvato dai supereroi, dinosauri e cartoon
Pubblico Usa sale e scende. Per quanto riguarda il mercato americano (associato a quello canadese), i numeri sono contraddittori: i botteghini hanno fatto registrare un più 8 per cento. 253 milioni di persone sono andati al cinema almeno una volta nel corso dell'anno, e le presenze sono aumentate del 2 per cento. In controtendenza, però, il dato delle persone che si recano al cinema almeno una volta al mese, che scende del 10 per cento. Ma complessivamente il numero dei frequentatori abituali è salito rispetto all'anno precedente, e l'incasso ha fatto registrare una crescita pari a 2.9 milioni dollari.
Spettatori sempre più giovani. Più compositi i dati relativi alle fasce d'età. L'esperienza del grande schermo non sembra coinvolgere troppo gli spettatori di età compresa tra i 18 e i 24 anni, visto che il botteghino ha fatto registrare un calo pari a oltre 7 milioni di dollari. Segno meno anche per la fascia 12-24 anni e per quelle 40-49 e 50-59; le uniche fasce in crescita sono quelle 2 -11 anni (grazie soprattutto al costante boom dei film di animazione) e 25-39 anni. Ma le cifre più sorprendenti arrivano dai ragazzi tra i 12 e 17 anni, che per quanto appartenenti alla generazione dei cosiddetti "nativi digitali" continuano a preferire lo schermo del cinema a quello dei pc o dei cellulari. E per quanto rappresentino solo l'8 per cento della popolazione americana, hanno acquistato il 16 per cento dei biglietti venduti nel corso della stagione.
Gli uomini vengono da Marte e le donne... Per quanto riguarda le scelte dei titoli, uomini e donne continuano ad avere gusti molto differenti. Quattro dei grandi blockbuster della scorsa stagione (Jurassic world, Star Wars, Avengers: Age of Ultron e Fast & Furious 7) hanno attirato un pubblico composto in massima parte da uomini. Soltanto Inside out, tra i grandi incassi del 2015, è stato vista in maggioranza da donne.
Non è un cinema per neri. E gli stessi film di cassetta hanno diviso il pubblico anche da un punto di vista etnico. Furious 7 è stato visto per il 25 per cento da ispanici, per 22 per cento da afroamericani e per l'8 per cento da asiatici. Jurassic world ha attirato principamente ispanici (19 per cento), seguiti da afroamericani (16 per cento) e asiatici (11 per cento). Complessivamente, il 60 per cento degli spettatori è di etnia bianca. Gli ispanici rappresentano il 19 per cento del totale degli spettatori, mentre il 12 per cento è composto da afroamericani. Per quanto riguarda le donne, la loro presenza ai botteghini raggiunge il 51 per cento del totale.
Da "Inside Out" a Sorrentino i primi venti film del boxoffice 2015
Il film più visto del 2015 è stato il lungometraggio animato Inside Out che ha incassato 25.343.003 di euro, seguito da Minions con 23.434.198 di euro. Terzo sul podio con 20.195.072 di euro Star Wars: il risveglio della forza. Nei primi venti titoli dell'anno appena concluso troviamo solo quattro film italiani: in ottava posizione Si accettano miracoli di Alessandro Siani, sedicesimo Vacanze ai Caraibi, diciassettesimo Natale col boss e diciannovesimo Youth di Paolo Sorrentino.
Sezionando ancora i dati, però, si scopre che il numero degli habitué bianchi è sceso da 21 a 19 milioni, mentre gli afroamercani hanno fatto registrare una leggera crescita (da 3.7 a 3.8 milioni).
San Checco salva l'Italia. Segnali positivi arrivano anche dal boxoffice italiano. Secondo i dati Cinetel, i biglietti venduti nel 2015 sono stati 99.362.667, con un incremento dell'8.56 per cento rispetto al 2014. Gli incassi hanno quasi raggiunto i 368 milioni di euro, facendo segnare un aumento pari al 10.78 per cento. Decisamente positivo anche l'avvio del 2016: dal primo al 17 gennaio si sono registrati quasi 15 milioni di biglietti staccati (più 52,59 per cento rispetto all'anno precedente). Al boon ha contribuito in aneiera decisiva Quo vado di Checco Zalone, che ha raccolto circa 65 milioni di euro in appena un mese e mezzo di programmazione.
Adolescenti in crescita. Per quanto riguarda l'analisi della tipologia degli spettatori italiani, l'ultimo studio presentato dall'Agis sottolinea come il 19 per cento degli spettatori oltre i 15 anni di età ha acquistato il 68 per cento dei biglietti staccati. Il bacino stabile degli utenti cinematografici è di circa 28 milioni di persone, ossia il 54 per cento della popolazione over 15. Lo studio ha rilevato anche una moderata crescita del monte biglietti acquistato da chi si reca in sala solo 1 o 2 volte all'anno, mentre è in netta crescita il dato relativo a coloro che vanno al cinema tra le 5 e le 10 volte anno (oltre 4 milioni di euro in più). Una curiosità: più di 7 milioni di persone faticano a trovare un film in programmazione in linea con i propri gusti.
Attenti ai pirati. Secondo lo studio, il profilo dello spettatore cinematografico si caratterizza per una leggera prevalenza della componente maschile, un'età più giovane rispetto alla media della popolazione italiana sopra i i 15 anni, e un utilizzo di gran lunga superiore alla media di dispositivi tecnologici. A questo proposito, il dato più preccupante riguarda la pirateria: dalla ricerca risulta che ogni giorno in Italia un milione e 235 mila individui vedono film scaricati dalla rete. Un numero che, accostato a quello degli spettatori giornalieri delle sale che è pari a 290 persone, aiuta a capire con precisione quale sia l'impatto del consumo illegale sul mercato cinematografico.
Il boom dei Cinemadays. Sempre sul fronte italiano, ottimi risultati arrivano dall'iniziativa CinemaDays, che permette di acquistare il biglietto a 3 euro. Nell'edizione primaverile, che si è svolta dall'11 al 14 aprile, gli spettatori sono stati un milione e 200 mila. In termini percentuali, rispetto ai primi quattro giorni della scorsa settimana (4-7 aprile) si è registrato un incremento delle presenze del 147% e rispetto all’analogo periodo dell’anno scorso (13-16 aprile 2015) del 118%. Guardando agli incassi, c’è stato un incremento del 49% rispetto alla scorsa settimana e del 30% rispetto al 2015, superando la cifra di 3 milioni 800 mila euro.