Will Smith, da principe di Bel Air a medico 'contro' il football: "Grido la verità"
Filippo Brunamonti
In 'Zona d'ombra' è il dr. Bennet Omalu, un neuropatologo che scopre il legame tra i traumi cranici e la comparsa dell’encefalopatia cronica, una malattia degenerativa cerebrale di cui soffrono molti atleti del football americano: "Come mia nonna, di religione battista, prego Dio affinché la verità ci renda liberi"
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NEW YORK - “Mi sono sentito emarginato per gran parte della mia vita: colore della pelle, straniero, rapper incazzato. Poi il riscatto, e la profonda fede di mia nonna, mi hanno rimesso in contatto con Dio”. Una conversazione in un hotel a Soho con Will Smith scaccia tutte le tarme della celebrità, “perché non importa quanto tu sia famoso, quello che conta è essere in tempo per rimediare, per riparare alle ingiustizie sociali”. Questo è il mantra dell’ex principe di Bel Air: “Gridare la verità”. Una fondazione, creata assieme alla moglie Jada Pinkett, per combattere il traffico umano e fornire supporto ai giovani nei ghetti; due nomination all’Oscar, prima per Ali di Michael Mann poi per La ricerca della felicità di Gabriele Muccino, di cui conserva “il ricordo più umano” della sua carriera. Quale connubio può far risaltare la sua bravura se non la perfetta adesione con il dr. Bennet Omalu?
Will Smith in 'Zona d'ombra', un neuropatologo contro il football
In Zona d’ombra (Concussion), dal 21 aprile al cinema, Will Smith sfida la potente National Football League americana interpretando - con accento nigeriano - il medico neuropatologo Bennet Omalu che ha scoperto per primo il legame tra i traumi cranici e la comparsa dell’encefalopatia cronica, una malattia degenerativa cerebrale di cui soffrono parecchi atleti della NFL. Il film di Peter Landesman nasce proprio da un articolo d'accusa pubblicato su GQ dalla giornalista Jeanne Marie Laskas e divenuto un romanzo bestseller. “Questo film non intende aggredire la più importante lega professionistica nordamericana di football americano” ci racconta Landesman, ex inviato di guerra e giornalista investigativo del New York Time Magazine. “Non mi sono mai consultato con la NFL né ho domandato permessi prima di girare. La priorità è raccontare questa storia, mettere in salvo il maggior numero di giocatori di football (secondo il vero dr. Omalu, il 90% dei giocatori del campionato soffrirebbe di encefalopatia cronica e non lo sa ancora, ndr) e dar loro tutte le informazioni sulla CTE, la
Un medico dentro al football americano, Will Smith in 'Zona d'ombra'
A convincere Smith ad interpretare il dr. Bennet Omalu è stato lo specchio tra la sua vita e il percorso religioso e professionale del medico: “Immigrato dalla Nigeria, Bennet ha cercato di inserirsi a Pittsburgh e mostrare la propria stoffa” racconta. “Tutto quello che sognava era diventare americano, contagiare chi ama, come Prema Mutiso (interpretata da Gugu Mbatha-Raw, ndr), con la fede. Purtroppo, per farlo si scontra con la scoperta di una malattia scomoda; se comunicata al mondo, farebbe crollare la più potente lega sportiva della nazione. Come dire alla gente che la CTE non si trova solo nel football ma dappertutto?”. Secondo il regista di Parkland (film presentato a Venezia e girato in parte per commemorare il cinquantesimo anniversario dell’assassinio di JFK), Zona d’ombra “non si presenta come un documentario. È fiction. Ma la verità che porta in sé il dr. Bennet Omalu, di grande aiuto durante la lavorazione, segna già un'ottima ragione per trarne un film, prodotto tra gli altri da Ridley Scott”. Poco prima dell’uscita nelle sale statunitensi, la NFL contestava ancora la pericolosità della CTE e la fondatezza degli studi di Omalu. Poi, lo scorso 14 marzo, l’ammissione. Ci ha pensato un dirigente della società, il vicepresidente per le politiche di sicurezza e della salute dell’NFL, Jeff Miller, a riconoscere il legame diretto tra i traumi cranici subiti dai giocatori e l’encefalopatia cronica.
Da meno di 48 ore la Corte d'appello di Filadelfia ha messo d’accordo NFL e avvocati di migliaia di giocatori di football con un compenso finale per i danni neurologici subiti. Si tratterebbe di 5 milioni di dollari a testa; tre anni fa, la NFL aveva acconsentito a pagare 765 milioni di dollari di risarcimento alle famiglie di giocatori in pensione che, a loro volta, avevano istituito una class action. Intanto il dibattito prosegue; la ricercatrice Ann McKee (Boston University) ha spiegato al New York Times: “Tanta gente pensa che esageriamo e facciamo allarmismo. Il problema è grave e la patologia è riscontrabile su centinaia di soggetti testati”. Non ci sono esami preventivi che mostrino quando inizia il processo di degenerazione neurologica: “L’encefalopatia cronica derivante da traumi è una patologia che causa depressione, perdita di memoria, istinti suicidi” aggiunge Will Smith. “All’inizio del film troviamo l’attore David Morse impersonare l’ex campione Mike Webster, affetto da demenza. Credo sia un’immagine raccapricciante, potrebbe riguardare i nostri figli un giorno. Io non riesco a dimenticare la bellezza dell’atletica, amo lo sport e in famiglia sia Jaden che Trey praticano football. Ma non posso chiudere gli occhi davanti ai rischi reali. Proprio come mia nonna, di religione battista, prego Dio affinché la verità ci renda liberi”.