"La memoria che resta": omaggio alle donne e agli uomini che hanno costruito la democrazia
Benedetta Tobagi
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Alessandra Vitali
In occasione del 25 aprile Nuovo Cinema Repubblica propone in streaming gratuito il docufilm di Francesca La Mantia che racconta la Liberazione a Milano. Le testimonianze, i ricordi, gli insegnamenti: "Era più importante lottare e soffrire e magari morire per la conquista di un bene comune, la libertà, la pace, la democrazia"
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LA memoria che resta non sono semplicemente i ricordi. E' il filo rosso che li lega e tiene insieme pezzi della nostra storia, del futuro, le donne e gli uomini che passano le consegne alle donne e agli uomini che verranno. La memoria che resta è il titolo del docufilm della giovane regista Francesca La Mantia, omaggio a Milano Medaglia d'oro della Resistenza. La memoria che resta attraverso le esperienze dirette dei protagonisti che raccontano quel che accadde. In una città in cui la memoria è a ogni angolo e parla attraverso i monumenti, le corone, le lapidi. Prodotto in collaborazione con Anpi Milano, Cgil, Fondazione Franceschi, Aned Sesto, La memoria che resta è il film di Nuovo Cinema Repubblica visibile in streaming gratuito per tutta la giornata di lunedì 25 aprile. La videopresentazione è affidata a Benedetta Tobagi:
In tempi di fascismi e intolleranze, La memoria che resta vuol dare lustro a una memoria che è coscienza civica e antifascista. Ci sono le storie di persone che più di settant'anni fa hanno fatto una scelta, hanno preso l'unica strada che, in quel momento, fosse possibile percorrere: quella della lotta contro la tirannia nazifascista. Grazie agli operai, agli insegnanti, ai contadini, alle donne, madri, figlie, sorelle Milano è divenuta il simbolo della rivolta venuta dal basso, del sacrificio. Un progetto, spiega la regista, "che ha come protagonista il sommerso e variegato mondo della Resistenza, gente che non appare spesso in tv e sui libri, ma che ogni giorno combatte la sua lotta: nelle scuole, nelle sezioni Anpi e in ogni occasione della propria vita".
Ci sono gli scioperi nelle fabbriche e le deportazioni, la vita quotidiana a scuola e i bombardamenti americani, l'armistizio del 1943, i giorni della Liberazione. Francesca La Mantia lascia che a dirne siano i protagonisti o coloro che hanno saputo conservare la memoria che resta, Luigi Pestalozza e Franco Loi, Dina Croci e Sergio Violante, la nipote di Giacomo Matteotti Francesca Laura Wronowska (nella foto in alto, con la regista); e ancora, Claudia Ruggerini che con Elio Vittorini si barricò nell'edificio del Corriere della sera all'alba del 25 aprile, e Antonietta Romano Bramo, Maria Luisa Rumi, Roberto Kasman, Sergio Temolo, Filippo Davis e tanti altri. Nelle loro parole anche la voce dei tanti che da quelle lotte non fecero ritorno. Una convinzione li accomuna tutti: "Era più importante lottare e soffrire e magari morire per la conquista di un bene comune, la libertà, la pace, la democrazia".