Al Lincoln Center di New York dal 18 maggio una grande retrospettiva con i film di una stella del cinema mondiale
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Anna Magnani e New York, due mondi apparentemente lontani eppure mai così vicini come nei prossimi giorni. Se il rapporto dell’attrice con la California è lungo e ben documentato, dal premio Oscar ricevuto per “La rosa tatuata” (prima attrice italiana a conquistare la statuetta) alla nomination l’anno successivo con “Selvaggio è il vento”, fino alla cerimonia per la stella sulla “Walk of Fame” di Hollywood, meno si può dire del suo rapporto con la Grande Mela: "Se si può dire che New York è una città per Anna Magnani?" disse ironica la Magnani rispondendo ad un’intervista radiofonica della Rai nel 1953, in occasione della prima newyorchese del film Bellissima, "Oddio, ad unire due cose così violente insieme non so cosa succederebbe!". Ma dal 18 maggio la protagonista di “Roma, città aperta”, il film simbolo del neorealismo italiano, sarà la protagonista di una grande retrospettiva in programma al Lincoln Center intitolata “La Magnani” dedicata a una delle stelle del cinema italiano e mondiale.
Mamma Roma, "La Magnani" a New York
Dal 18 maggio all'1 giugno, il Lincoln Center di New York, in colaborazione con Istituto Luce- Cinecittà, rende omaggio ad Anna Magnani. La retrospettiva dedicata alla carriera, al mito, all’arte della più grande attrice del cinema italiano, protagonista della storia del cinema mondiale, si intitola "La Magnani" e verrà poi presentata in tutti gli Stati Uniti e in Canada. Verranno riproposti 24 film indimenticabili, opere di Rossellini, De Sica, Visconti, Fellini, Pasolini, Renoir, Cukor, Lumet, Dieterle, e tanti altri. Tutti in pellicola 35 e 16mm
La retrospettiva avrà luogo dapprima a New York e dal 1 giugno in tour nelle maggiori città americane e canadesi: Chicago, Detroit, Berkeley, Los Angeles, San Francisco, Houston, Columbus, Toronto, Cambridge, dove verranno proiettati 24 film, da Roberto Rossellini di “Roma città aperta” e “L’amore” a Luchino Visconti (“Bellissima”), da Pier Paolo Pasolini (“Mamma Roma”) a Federico Fellini (“Roma”), da Vittorio De Sica (“Teresa Venerdì”) a Alberto Lattuada (“Il bandito”), da Mario Monicelli (“Risate di gioia”) a Luigi Zampa (“L’Onorevole Angelina”). E ancora “La carrozza d’oro” di Jean Renoir, “Pelle di serpente” di Sidney Lumet accanto a Marlon Brando, a un film intrecciato alla vicenda biografica con Rossellini come “Vulcano” di William Dieterle, che si dice accettò di girare come una risposta polemica al regista che in quello stesso periodo stava girando con la Bergman “Stromboli”. E poi “La rosa tatuata” di Daniel Mann, al fianco di Burt Lancaster, il film scritto da Tennessee Williams appositamente per l’attrice che le valse l’Oscar e di cui quest’anno ricorre il sessantesimo anniversario, e a “Selvaggio è il vento” di Cukor, con cui la Magnani vinse per la miglior interpretazione al Festival di Berlino. I film, che provengono in gran parte dall’Archivio Internazionale di Luce Cinecittà, verranno proiettati in pellicola in formato 35 e 16 millimetri, fino al 1 giugno 2016 presso il Walter Reade Theater del Lincoln Center.
Una retrospettiva che copre l’intera carriera della Magnani, dal terzo film “Tempo massimo” di Mattòli del ’34, fino all’addio artistico con “Roma” di Fellini nel 1972, che girò un anno prima di morire. Non manca “Roma città aperta”, il capolavoro di Roberto Rossellini, il film simbolo del neorealismo italiano che la consacrò come una stella del cinema mondiale: «Ti ho sentito gridare Francesco dietro un camion e non ti ho più dimenticato», le scrisse Giuseppe Ungaretti.