Biografilm Festival, così il digitale ha cambiato le nostre esistenze
Alessandra VitaliDal 10 al 20 giugno a Bologna la XII edizione della manifestazione dedicata ai racconti di vite. Ospite Gael Garcia Bernal, anteprima italiana del nuovo film di Herzog
Sarà dedicata al tema "The brand new world - Raccontare la civiltà digitale" la XII edizione del Biografilm Festival - International celebration of lives che torna a Bologna dal 10 al 20 giugno, la rassegna interamente dedicata ai racconti di vite. Un'edizione caratterizzata dall'ospite Gael Garcia Bernal, dall'anteprima italiana di Lo and behold di Werner Herzog (nella foto in alto, una scena del film), e dalla presenza - sullo schermo - di Kevin Spacey, ancora nei panni di un presidente degli Stati Uniti in Elvis e Nixon, Penelope Cruz nel ruolo che le è valso la nomination al Goya in Ma ma oltre a più di cento film in calendario.
"Il fatto che anche un maestro come Herzog affronti la nascita del mondo digitale - dice il direttore artistico Andrea Romeo - dimostra quanto questa nuova era sia già matura, anche se solo all'inizio. Vedremo racconti su come è cambiata la vita di ognuno di noi e su come ognuno sia …
"Il fatto che anche un maestro come Herzog affronti la nascita del mondo digitale - dice il direttore artistico Andrea Romeo - dimostra quanto questa nuova era sia già matura, anche se solo all'inizio. Vedremo racconti su come è cambiata la vita di ognuno di noi e su come ognuno sia …
Sarà dedicata al tema "The brand new world - Raccontare la civiltà digitale" la XII edizione del Biografilm Festival - International celebration of lives che torna a Bologna dal 10 al 20 giugno, la rassegna interamente dedicata ai racconti di vite. Un'edizione caratterizzata dall'ospite Gael Garcia Bernal, dall'anteprima italiana di Lo and behold di Werner Herzog (nella foto in alto, una scena del film), e dalla presenza - sullo schermo - di Kevin Spacey, ancora nei panni di un presidente degli Stati Uniti in Elvis e Nixon, Penelope Cruz nel ruolo che le è valso la nomination al Goya in Ma ma oltre a più di cento film in calendario.
"Il fatto che anche un maestro come Herzog affronti la nascita del mondo digitale - dice il direttore artistico Andrea Romeo - dimostra quanto questa nuova era sia già matura, anche se solo all'inizio. Vedremo racconti su come è cambiata la vita di ognuno di noi e su come ognuno sia diventato emettitore oltre che fruitore di notizie". Ecco allora Zero Days del premio Oscar Alex Gibney sul virus Stuxnet, commissionato da Usa-Israele contro il programma nucleare israeliano; A good american di Friedrich Moser su Bill Binney, l'uomo che forse avrebbe potuto prevenire l'11 settembre. "Si parlerà molto anche di migranti", prosegue Romeo, a partire dall'italiano Un paese di Calabria di Shu Aiello e Catherine Catella, nella sezione No Borders. "Molte storie - dice - si collocano laddove c'è una frattura, con molti racconti su Iran, Pakistan e Afghanistan".
Il più noto tra i 10 film del concorso internazionale è Sonita, premiatissima storia della giovane afgana che sogna di diventare rapper raccontata da Rokhsareh Ghaem Maghami. Ma c'è anche Il fiume ha sempre ragione di Silvio Soldini su due artisti-artigiani dell'editoria, la prima volta della Malesia al festival con A good day to die del giovane Harold Monflis, il ritorno di Petra Costas con Olmo and the seagull, la dedica ad Uncle Howard di Aaron Brokner e The land of the enlightened di Peter Jan De Peu girato tra i bambini afgani che recuperano l'esplosivo dalle mine anticarro inesplose.
Due i film italiani in Contemporary Lives, il controverso Porno e libertà di Carmine Amoroso e Shashamane di Giulia Amati. Top secret invece il film d'apertura, ma anche "un altro titolo italiano molto forte, che non diciamo ancora", aggiunge Romeo. E poi ancora, quattro opere prime per Biografilm Italia, focus sulla Corea del Nord, i ritratti di Enrico Rava, della Madonna di Strike a pose di Anna Piaggi e Marina Abramovic. Celebration of lives Awards a Gael Garcia Bernal per il suo festival Ambulante - Gira de documentales, al regista Jaco Van Dormael e al produttore Valerio De Paolis.
"Il fatto che anche un maestro come Herzog affronti la nascita del mondo digitale - dice il direttore artistico Andrea Romeo - dimostra quanto questa nuova era sia già matura, anche se solo all'inizio. Vedremo racconti su come è cambiata la vita di ognuno di noi e su come ognuno sia diventato emettitore oltre che fruitore di notizie". Ecco allora Zero Days del premio Oscar Alex Gibney sul virus Stuxnet, commissionato da Usa-Israele contro il programma nucleare israeliano; A good american di Friedrich Moser su Bill Binney, l'uomo che forse avrebbe potuto prevenire l'11 settembre. "Si parlerà molto anche di migranti", prosegue Romeo, a partire dall'italiano Un paese di Calabria di Shu Aiello e Catherine Catella, nella sezione No Borders. "Molte storie - dice - si collocano laddove c'è una frattura, con molti racconti su Iran, Pakistan e Afghanistan".
Il più noto tra i 10 film del concorso internazionale è Sonita, premiatissima storia della giovane afgana che sogna di diventare rapper raccontata da Rokhsareh Ghaem Maghami. Ma c'è anche Il fiume ha sempre ragione di Silvio Soldini su due artisti-artigiani dell'editoria, la prima volta della Malesia al festival con A good day to die del giovane Harold Monflis, il ritorno di Petra Costas con Olmo and the seagull, la dedica ad Uncle Howard di Aaron Brokner e The land of the enlightened di Peter Jan De Peu girato tra i bambini afgani che recuperano l'esplosivo dalle mine anticarro inesplose.
Due i film italiani in Contemporary Lives, il controverso Porno e libertà di Carmine Amoroso e Shashamane di Giulia Amati. Top secret invece il film d'apertura, ma anche "un altro titolo italiano molto forte, che non diciamo ancora", aggiunge Romeo. E poi ancora, quattro opere prime per Biografilm Italia, focus sulla Corea del Nord, i ritratti di Enrico Rava, della Madonna di Strike a pose di Anna Piaggi e Marina Abramovic. Celebration of lives Awards a Gael Garcia Bernal per il suo festival Ambulante - Gira de documentales, al regista Jaco Van Dormael e al produttore Valerio De Paolis.