Penélope Cruz mamma coraggio: "Per un film rinuncio alla bellezza ma non alla salute"
Silvia Bizio, SILVIA BIZIO
L'attrice premio Oscar, protagonista e produttrice di 'Ma Ma' di Julio Medem su una donna malata di cancro, si racconta. La decisione di non ricorrere alla chirurgia estetica, la vita dopo i figli e la scelta che sì ci si può imbruttire per un personaggio ma mai mettere a repentaglio la salute
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Penélope Cruz, 42 anni e nessun ritocco sul suo bellissimo viso spagnolo, moglie da cinque anni del suo grande amore di sempre, l’attore Javier Bardem, e madre di due bambini, è più affascinante e sexy che mai. E nella sua alternanza tra donne belle e fiere, dai Pirati dei Caraibi al Grimsby di Sacha Baron Cohen e Zoolander 2, e personaggi più sofferti ha scelto di recitare una donna in fin di vita, devastata dal cancro una madre che fa la difficilissima scelta di avere un secondo figlio per non lasciare solo il primo nel film Ma ma (nelle sale italiane il 16 giugno) di cui è anche produttrice, diretto da Julio Medem. È la seconda volta che la Cruz interpreta una donna ammalata di cancro - dopo Elegy con Ben Kingsley dal libro di Philip Roth – e non è nuova a "imbruttirsi" per lo schermo, come aveva fatto coraggiosamente con Non ti muovere di Sergio Castellitto, come ci ricorda in questo nostro incontro a New…
Penélope Cruz, 42 anni e nessun ritocco sul suo bellissimo viso spagnolo, moglie da cinque anni del suo grande amore di sempre, l’attore Javier Bardem, e madre di due bambini, è più affascinante e sexy che mai. E nella sua alternanza tra donne belle e fiere, dai Pirati dei Caraibi al Grimsby di Sacha Baron Cohen e Zoolander 2, e personaggi più sofferti ha scelto di recitare una donna in fin di vita, devastata dal cancro una madre che fa la difficilissima scelta di avere un secondo figlio per non lasciare solo il primo nel film Ma ma (nelle sale italiane il 16 giugno) di cui è anche produttrice, diretto da Julio Medem. È la seconda volta che la Cruz interpreta una donna ammalata di cancro - dopo Elegy con Ben Kingsley dal libro di Philip Roth – e non è nuova a "imbruttirsi" per lo schermo, come aveva fatto coraggiosamente con Non ti muovere di Sergio Castellitto, come ci ricorda in questo nostro incontro a New York: "non che Gemma fosse una donna brutta, ma era scarnita, distrutta dalla vita, e non ho avuto paura di farlo. Il personaggio di Ma ma mi ha colpita subito, quando l'ho letta, nello stesso modo, e non ho esitato ad aiutare a mettere insieme i finanziamenti per farlo".
'Ma ma', Penélope in un film di amore e coraggio
Intanto Penelope Cruz ha girato il nuovo film di Fernando Trueba, Queen of Spain, e si accinge, il prossimo autunno, a girare con il marito Javier Bardem il dramma Escobar, sul famoso lord della droga e il suo rapporto con la giornalista Virginia Vallejo (interpretata dalla Cruz). Mentre è di questi giorni la notizia che sempre insieme a Bardem sarebbero in trattative per girare il film spagnolo di Asghar Farhadi, prodotto dai fratelli Almòdovar.
Penélope, 'Ma ma' è un film che ha richiesto un grande sforzo psicologico. E anche un impegno fisico, visto che appare con la testa completamente rasata
"Beh, per fortuna non mi sono dovuta radere davvero, anche se sono contenta che lo pensi. Quella scena era alla fine del film, dovendo cominciare subito dopo un altro progetto non avrei avuto tempo di farmi ricrescere I capelli. Ma grazie ad un parrucchiere italiano che è un mago, Massimo Gattabrusi, l'effetto era di grande realismo; ha creato cinque diverse parrucche nascondendo i miei capelli che erano ancora più lunghi di quanto non siano adesso. E poi un po' di post produzione hanno fatto il resto. Era importante che lei fosse calva e che si vedessero le cicatrici sul suo corpo; e la sua pancia, quando era incinta di 8 mesi, doveva essere credibile, altrimenti avrebbe distolto l’attenzione dalla storia. Siamo molto contenti del risultato".
Perchè questa storia era così importante per lei?
"Dal momento in cui ho letto questa storia – e ho accettato subito – volevo essere più onesta possibile con lei e rappresentarla in modo da fare un omaggio alla forza di tutte le donne che devono affrontare situazioni così dolorose. A un certo punto dovevo davvero apparire distrutta, e non me ne importava. Sono grata quando mi imbatto in personaggi come questo, che ti parlano, e tu non devi far altro che ascoltarli e dimenticarti se nel farlo appari bella o brutta".
Era difficile lasciare il personaggio alle spalle la sera?
"Molto, anche durante il giorno avevo momenti in cui dovevo distaccarmene, era tosto stare con lei 12 ore al giorno. Dopo tre mesi di riprese è stato veramente difficile salutarla, ero quasi posseduta da lei. Le donne che mi hanno aiutata a preparare il film, a capire cosa vuol dire avere il cancro e prendere certe decisioni, piangevano alla prima del film in Spagna e per me è stato il premio più bello che potessi ricevere. Il film è rischioso e so che il tema può creare dibattito, ma certo dopo che l'hai visto ti fa venire voglia di andare a casa e abbracciare le persone che ami".
Come è cambiata la sua vita negli ultimi anni, soprattutto dopo la nascita dei bambini?
"Tutto cambia, è vero. Lavoro meno, viaggio meno. Per fortuna questo è un lavoro che può essere molto intenso per due mesi ma poi hai mesi in cui non giri. È un gran privilegio e mi sento molto fortunata a poter fare un film o due all'anno e basta. Quando ci siamo incontrarte la prima volta io ero una ragazzina, facevo quattro film all'anno, ero arrivata a un punto in cui non avevo una vita. E mi sono spaventata, anche se mi divertivo moltissimo in quegli anni, ero piena di energia, volevo viaggiare, lavorare, esplorare tutti quei diversi personaggio. Ora ho sempre passione per il mio lavoro ma lo bilancio con la mia famiglia, che è la mia priorità".
Perderebbe 20 chili per interpretare un personaggio?
"Non farei niente che mettesse a repentaglio la mia salute. Forse 15 anni fa l’avrei fatto ma oggi no. Perdere 20 chili è più pericoloso di prenderli, e perché? Non c'è film per cui valga la pena rischiare la salute. Per fortuna ho un fisico che si adatta bene a diversi look, come dicevo con Non ti muovere, quella donna doveva avere un aspetto particolare e l'ho ottenuto senza dover sacrificare troppo il mio corpo".
Cosa ci può dire di 'The Queen of Spain' e il suo lavoro con Trueba?
"Come al solito è stato bellissimo, adoro Fernando, è un gentiluomo e gentile e crea una bellissima atmosfera sul set. Abbiamo appena finito di girare, e io interpreto lo stesso personaggio di 18 anni fa in The Girl of your dreams. Mi è piaciuto mantenere l'esserenza di quella donna e vedere come è cambiata e perchè. È stato un interessante esercizio per me".
E poi farete Escobar con Javier
"Si, sembra che riusciremo a farlo questo autunno in parte almeno in Colombia. Il copione è finito ed è ottimo e i finanziamenti ci sono. Il film racconta la storia di Escobar, interpretato da Javier, ma anche di Virgina Vallejo, che è ancora viva e vive a Miami, una giornalista che ha avuto un rapporto di anni con lui".
Devo confessare che è bellissimo vedere che lei non è caduta vittima di chirurgia plastica o botox, rara a Hollywood. Lei non ha paura di far vedere che gli anni passano sulla sua faccia
"È vero, non mi sono fatta nulla ma non voglio nemmeno giudicare quelli che lo fanno perchè ognuno deve sentirsi a suo agio nella propria pelle. Io sono un'attrice e voglio evolvere come attrice recitando personaggi che sono consoni con la mia età. Forse 15 anni fa non avrei potuto recitare una madre, e ora non è che recito sempre una madre ma in molti dei miei personaggi c'è quell’aspetto da esplorare. E a 50 o 60 anni ci saranno altre sfide e personaggi da affrontare e sarò felice di accoglierli. Voglio vivere la mia vita, sperimentarne ogni parte. Ma mi creda, non sono l'unica a pensarlo in quest'industria, non tutti vogliono rifarsi i connotati!"