Spettacoli

Demesio e le ombre di "Novecento": sul set di Bertolucci, quarant'anni dopo

Il docufilm "Il tempo lungo" celebra il quarantennale del film riportando le persone nell'Emilia raccontata dal regista. Lusardi, classe 1927, e la sua famiglia furono tra le comparse: è lui a fare da guida nei luoghi teatro di un capolavoro

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Demesio Lusardi, classe 1927, è il volto dei “paisani”. La voce della terra, oggi come allora. È attorno alla sua storia che nasce Il tempo lungo, film documentario che celebra l’anniversario di Novecento di Bernardo Bertolucci e dà voce alle comparse di quello che è considerato il manifesto della lotta di classe, tre generazioni che si raccontano, Il quarto Stato di Pelizza da Volpedo a fare da sfondo ai titoli di testa. Il 21 maggio di quarant’anni fa Novecento si accendeva per la prima volta sugli schermi del festival di Cannes, in occasione di questo compleanno nasce un progetto cinematografico che vuole riportare le persone nell’Emilia raccontata da Bertolucci.
 

Quarant'anni di "Novecento": un docufilm per celebrare il capolavoro


Demesio in Novecento è Censo Dalcò. Viveva alla cascina Corte Le Piacentine, per 15 mesi trasformata in un set. Tutta la famiglia Lusardi è stata coinvolta nella produzione. E lui è rimasto uguale a se stesso, un “paisano”. Il tempo lungo vuole celebrare lui, gli uomini dell’Emilia Romagna, i volti della tradizione e della storia di una terra. È un progetto cinematografico ideato da Andrea Canepari, Simona Brambilla, Stefania Guardincerri, Gianni Cravedi, Tommaso Ferrari, con Marco Maccaferri, Maria Carpaneto, Mauro Mozzani e Matteo Prati a completare il gruppo creativo. «L’obiettivo del progetto è quello di valorizzare la cultura e la tradizione dell’Emilia attraverso la celebrazione del quarantesimo di Novecento - spiegano gli autori - con l’idea di creare una serie di iniziative culturali e mediatiche nel 2016, che hanno lo scopo di raccontare questo territorio attraverso i contenuti narrativi del film».

Il protagonista è proprio Demesio Lusardi che «rappresenta la continuità storica e territoriale di tradizioni, valori e cultura, proprio perché contadino e contemporaneo delle storie raccontate in Novecento» e che è anche il portavoce delle tante comparse che hanno affiancato il cast internazionale, da Gérard Depardieu a Robert De Niro. Proprio le comparse di allora, con i loro racconti, le loro storie sono lo scheletro narrativo di Il tempo lungo.
  Il documentario è in fase di pubblicazione, ed è un viaggio tra le province di Parma e Piacenza, la mappa di Demesio è quella dei luoghi di Novecento: Agazzano, Gragnano, Caorso, Diolo, Roncole. Ovviamente non possono mancare le Piacentine, la cascina scelta da Bertolucci dopo un solo sopralluogo nel 1974. Un punto di partenza per un progetto che vuole anche essere formazione, cinema e teatro.