Il 28 giugno il comico di Brooklyn festeggia un compleanno importante. Da 'Per favore non toccate le vecchiette' a 'The producers' storia di un uomo che crede nel successo ma non troppo nel business: "In Usa è tutto un su e giù che si dovrebbe limitare alla camera da letto"
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"Ridere fa bene alla vita, posso assicurare che chiunque vedrà i miei film vivrà da 2 a 5 anni in più degli altri. Ridere riattiva la circolazione e rinfresca il sangue". Parola di Mel Brooks che il prossimo 28 giugno compie 90 anni, un genio inimitabile che con una dozzina di film da regista, una cinquantina di crediti d'attore senza parlare di tutti i suoi spettacoli teatrali, si è conquistato un posto d'onore nel mondo della spettacolo a 360°. Un Oscar a quarant'anni per il suo film d'esordio Per favore non toccate le vecchiette, Brooks è uno dei pochi (sono una dozzina in tutto) che possono vantare un poker di premi denominato EGOT (oltre all'Oscar, Emmy ne ha vinti 3, sia come attore sia come autore, Grammy di nuovo 3 e Tony Award ancora 3). Nato a Brooklyn da genitori ebrei, figli di immigrati dalla Germania e dalla Russia, Melvin Kaminsky all'anagrafe, è un ragazzino che per difendersi da compagni più grandi e aggressivi di lui sfrutta la chiave della comicità. Per lui la risata è una missione fin da ragazzo. "Ho saputo di essere nato per fare il comico all'età di una settimana, quando tutti si affacciavano sulla mia culla e scoppiavano a ridere" raccontava Brooks una decina di anni fa a Roma, quando era venuto per presentare il suo ultimo film, il musical The producers. "Quando ero un ragazzino osservavo mia madre piangere e ridere, non sapevo perché piangeva o perché rideva ma ero felice se lei rideva e molto infelice se lei piangeva. Così ho cominciato a far ridere mia madre per farla stare bene e poi dopo di lei tutto il resto del mondo".
Mel Brooks, i 90 anni di un genio inimitabile
Se hai talento il successo arriverà. Se la casa fu il primo palcoscenico, il secondo fu l'esercito. Mel Brooks intratteneva i commilitoni con imitazioni e parodie alla fine della seconda guerra mondiale alla quale partecipò diventando caporale di fanteria, al ritorno a New York iniziò la sua gavetta, furono anni duri. Dopo un lungo periodo passato nei club notturni di fronte ad un pubblico esigente e poco educato, Brooks arrivò in televisione, erano gli anni del boom, scriveva per vari show televisivi e format, la sua strada si incrociò anche con quella di Woody Allen. Era finalmente arrivato il successo. E la chiamata da Hollywood. "Non esiste una vera ricetta per il successo, se hai talento il successo arriverà - dice Brooks - Sono pochi quelli che hanno talento, che osservano la vita e sanno trasformarla in commedia: Ernest Lubitsch, Billy Wilder, Woody Allen e Mel Brooks. Il talento è necessario ma non basta, occorre ispirazione e duro lavoro perché il sogno si avveri".
Con la moglie Anne Bancroft nel 1998. L'attrice è morta nel 2005 Idee buone e pazze. Con il trasferimento a Hollywood Mel Brooks incontra anche la donna della sua vita. Archiviato il matrimonio con Florence Baum da cui ha avuto tre figli: Stephanie (1956), Nicky (1957) e Eddie (1959), il comico conosce Anne Bancroft, premio Oscar per Anna dei miracoli (1962) di Arthur Penn e protagonista di un film come Il laureato (1967). Si sposano il 5 agosto 1964. Dalla loro unione nascerà il quarto figlio Max, autore televisivo di successo, vincitore di un Emmy Awards per la collaborazione al Saturday Night Live. Brooks, sempre a Roma dieci anni fa, proprio di questo figlio raccontava: "Mio figlio, Maximilian Brooks era un autore del Saturday Night Live e guadagnava pure un sacco di soldi, ma aveva un sogno: scrivere un libro sugli zombie. Ha scritto Guida pratica alla sopravvivenza dagli zombie che ha molte indicazioni utili su come nascondersi dagli zombie, che tipo di proiettili usare contro di loro. Ha lasciato il Saturday Night Live per scrivere questo libro e adesso è vendutissimo su Amazon. Bisogna seguire i propri sogni quando si hanno idee buone e pazze".
Mel Brooks, i 90 anni del maestro della risata demenziale
Il 28 giugno il maestro americano festeggia un compleanno importante. Uno dei dodici artisti che può vantare premi in ogni settore dello spettacolo (Oscar, Emmy, Tony e Grammy), Mel Brooks ha firmato film culto come 'Frankenstein Junior' e ''Balle spaziali'
Dalle vecchiette a balle spaziali. Le idee buone e pazze di Mel Brooks diventano una serie di spettacoli e film di successo. Dopo l'Oscar per la sceneggiatura di Per favore non toccate le vecchiette, scrive e dirige Il mistero delle dodici sedie (1970), con cui il regista americano va alla riscoperta delle proprie radici ebraiche adattando un romanzo di Lja Ilf e Eugenij Petrov, ma il vero successo arriva quattro anni dopo, con Mezzogiorno e mezzo di fuoco (1974) e Frankenstein junior (1974), che danno il via ad una lunga serie di parodie cinematografiche. Nel 1976, esce L'ultima follia di Mel Brooks, un film muto (il titolo originale è proprio Silent Movie) interpretato dal regista con Marty Feldman e Dom DeLuise, seguito da Alta tensione (1977), ispirato al cinema di Alfred Hitchcock, e da La pazza storia del mondo (1981). Nel 1983, Mel Brooks e Anne Bancroft sono protagonisti di Essere o non essere, remake del film di Ernst Lubitsch Vogliamo vivere, diretto da Alan Johnson. Dopo Balle spaziali (1987), parodia di Guerre stellari e di tutta la fantascienza, Mel Brooks ha diretto Che vita da cani! (1991), quasi un omaggio alle commedie di Frank Capra, Robin Hood - Un uomo in calzamaglia (1993) e Dracula morto e contento (1995), con Leslie Nielsen. Ad alcuni titoli di grandissimo successo si sono alternati altri con meno fortuna. D'altronde Brooks lo dice: "L'America è ossessionata dal business, è l'unica parola che conta. Per questo il successo è così importante, è tutto un "su e giù" come in borsa, mentre bisognerebbe utilizzarlo solo in camera da letto. Il successo a cui sono più affezionato? È come con i figli, il primo è sempre il più miracoloso e il più eccitante quindi sicuramente Per favore non toccate le vecchiette".
Gli ultimi show e il ruolo di produttore. Sarà per questo che a 80 anni suonati Mel Brooks ha scelto di farlo tornare sul grande schermo però nella versione musical, ovvero la riduzione cinematografica dello show di Broadway a sua volta tratto da quel suo primo film, un cerchio che si chiude. E anche di quell'altro capolavoro che fu Frankenstein Junior (un mito che non accenna a diminuire visto che solo quest'anno è stato pubblicato Potrebbe piovere - Storia e mito di Frankenstein Junior di Cristiano Vinelli) Brooks ha voluto la versione teatrale. Costato 16 milioni di dollari con biglietti da 450 dollari, lo spettacolo ha riscosso un successo inferiore alle aspettative, a causa dell'eccessiva sfarzosità degli ambienti, delle scenografie e soprattutto del prezzo elevato dei biglietti. Ma se come attore e autore Mel Brooks ha abitato la commedia, come produttore ha prodotto film come The Elephant Man (1980) di David Lynch e La mosca (1986) di David Cronenberg. D'altronde Brooks lo aveva detto: "Esistono due tipi di produttori: un tipo solo interessato ai soldi, che farebbe qualunque cosa purché sia popolare e un altro (ma sono pochi) veramente interessati all'arte. Naturalmente io appartengo al primo gruppo... scherzo io con il mio lavoro cerco sempre di fare qualcosa di pazzo e bello, sperando di farne dei soldi". E diverse volte ci è riuscito.