Teatro, cinema, tv e tre figli. Non si fa mancare nulla Anna Foglietta
A 35 anni di cose di cui essere fiera Anna Foglietta ne ha parecchie. Innanzitutto tre figli (di 5, 3 e quasi 2 anni) avuti con il marito Paolo Sopranzetti, poi nell'ultimo anno ha vissuto il travolgente successo di 'Perfetti sconosciuti' (miglior film ai David, vincitore al Tribeca, Nastro d'argento a tutto il cast ma soprattutto più di 17 milioni di incasso) e la sua Alda Merini a teatro ('La pazza della porta accanto' per la regia di Alessandro Gassman) è nella terna delle maschere d'oro del teatro. Aspettando di vederla in tv con la miniserie 'La mafia uccide solo d'estate' e nel nuovo film di Edoardo Leo con Rocco Papaleo Anna Foglietta ha scelto di partecipare al progetto Nature is Speaking portato in Italia da Alice nella città. L'Associazione ambientalista americana Conservation International ha girato dodici suggestivi cortometraggi dove la protagonista è la natura che prende voce grazie ad alcune star del cinema. L'acqua, in originale dobbiata da Penelope Cruz, ha qui la voce di Anna Foglietta. I 12 corti saranno programmati prima dei film in programma dal 13 al 23 ottobre.
"Intanto mi faccio aiutare dalla mia famiglia che mi fa sentire molto protetta e sostenuta. Poi devo ammettere che dopo che per anni sono riuscita a fare tutto, quest’anno ho avuto un momento di crisi. Così ho scelto di iniziare un percorso di analisi dopo che ho capito di essermi un po’ violentata pensando di poter fare tutto senza ascoltare il mio corpo che chiedeva di fermarmi. Per cui da settembre mi prenderò una pausa e mi dedicherò solo alla mia famiglia".
I corti ambientalisti di Alice nella città - Thomas Trabacchi è l'Oceano
"Inquietante perché quando ci sono smottamenti e allagamenti sappiamo solo parlare e lamentarci, senza metterci in ascolto della natura. Dover pagare il prezzo dei comportamenti irresponsabili di altri mi fa infuriare e mi fa fare delle cose di cui non ho assolutamente vergogna. Se vedo qualcuno che getta una carta per terra la raccolgo e gliela dò dicendo “Guarda cosa ti è caduto” perché ci dobbiamo permettere il lusso, se siamo più civili di altri, di educare qualcuno a cui non è stata data la stessa educazione. Quello che mi piace di questo progetto è che ricorda come la natura ha sempre fatto a meno dell’uomo mentre l’uomo non può fare a meno della natura".
Ai suoi figli come insegna il rispetto per la natura?
"Faccio una testa così ai miei bambini. Anche se non sanno ancora leggere li tormento con quello che è il rispetto e la cura per il nostro pianeta. Ricordo continuamente loro che l’acqua non si spreca, non faccio altro che chiudere rubinetti mentre si lavano i denti, a loro ma anche a mio marito. È una forma di malattia, poi essendo testimonial di Save the children penso anche a tutti quei paesi dove l’acqua non c’è, a tutti quei bambini che non ce l’hanno per bere, per lavarsi e divento una furia".
"Perfetti sconosciuti", miglior film del 2016
"È rimasto il personaggio di Carlotta, un personaggio difficile perché Carlotta è una donna estremamente normale, non brillante, una in cui ci si può identificare. Credo di esserci riuscita perché molte donne si sono riconosciute, molti si sono fatti ispirare, conosco più di una coppia che si è lasciata dopo aver visto il film. E sono convinta che sia un bene il fatto che il film possa aver sbloccato delle situazioni un po’ melmose".
Se Carlotta è una donna “normale” l’altro personaggio con cui ha convissuto quest’anno la giovane Alda Merini, per la quale è entrata nella terna del premio Maschere del Teatro, è assolutamente straordinaria.
"Questo ruolo per me è stato un giro di boa, un ruolo molto intenso perché Alda Merini è un mondo intero: una serie di vite compresse in una sola, una donna complessa, fragile e sofisticata. Ho cercato di raccontarla in modo quasi puerile per il rispetto che portavo alla sua figura, poi piano piano il personaggio ha preso corpo e non vedo l’ora di tornare a teatro a novembre all’Eliseo di Roma".
E sempre in autunno tornerà sul piccolo schermo con la miniserie di 'La mafia uccide solo d'estate' ispirata al debutto cinematografico di Pif. Di quel film conserva lo spirito?
"Assolutamente sì, perché è fedele alla missione di ridicolizzare la mafia. Sullo sfondo del patto Stato-mafia io interpreto la mamma della famiglia palermitana Giammarresi, una famiglia spaccata sulla propria reazione al mondo mafioso, mio marito (interpretato da Claudio Gioé) è integerrimo, nonostante le difficoltà economiche non vuole compromessi con quel mondo mentre il mio personaggio, di insegnante precaria da anni bloccata in graduatorie che non si muovono, vorrebbe approfittare delle opportunità che la mafia le offre. E lì la famiglia si spacca".
In questo momento è sul set del nuovo film di Edoardo Leo 'Che vuoi che sia', dove siete una coppia che si barcamena con le difficoltà economiche
"Sì anche lì sono un'insegnante precaria di matematica, che da anni vive con quest’uomo di cui è innamoratissima, interpretato da Edoardo, un ingegnere che per sbarcare il lunario elimina i virus dai film porno. Un giorno decidono di lanciare un crowdfunding per realizzare un’app ma la cosa sfugge loro di mano quando dopo un iniziale fallimento della raccolta, ubriachi, fanno un video in cui promettono di girare un porno se si raccoglieranno i soldi per l’app. Il video diventa virale e a quel punto succede di tutto. Il film ha i toni della commedia british e si chiede quanto costa veramente l’intimità di due persone".