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I trent'anni di Aliens di Cameron. Weaver: "Ellen Ripley la prima eroina d'azione"

Al Comic-Con di San Diego una réunion di tutto il cast compreso il regista premio Oscar che "benedice" il progetto per un nuovo capitolo sotto la regia del sudafricano Neill Blomkamp
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SAN DIEGO - "Stai lontana da lei, maledetta!", "Get away from her, you bitch!". Trent'anni da Aliens - Scontro finale e ancora tanto da scoprire sui segreti dell’astronave U.S.S. Sulaco e del suo equipaggio: “Nel lontano ’86 mi sembrò di aver fatto un gran casino con quella battuta” racconta divertita Sigourney Weaver al Comic-Con. "La produzione aveva chiesto di accelerare, eravamo tutti fuori tempo. Ricordo di aver aggiunto in camera quel ‘you bitch’ quasi da incosciente. Dopo l'encomio di James Cameron ho pensato: Nessuna bestia tentacolare oserà più mettersi tra me ed Ellen Ripley". 

Sigourney Weaver e il provino di Alien

La crew di Aliens ha raggiunto San Diego capitanata da Cameron (al lavoro su Avatar 2, 3, 4 e 5) e si è seduta con i fan della serie per condividere le memorie del set ora che il sequel di Alien (1979, Ridley…
SAN DIEGO - "Stai lontana da lei, maledetta!", "Get away from her, you bitch!". Trent'anni da Aliens - Scontro finale e ancora tanto da scoprire sui segreti dell’astronave U.S.S. Sulaco e del suo equipaggio: “Nel lontano ’86 mi sembrò di aver fatto un gran casino con quella battuta” racconta divertita Sigourney Weaver al Comic-Con. "La produzione aveva chiesto di accelerare, eravamo tutti fuori tempo. Ricordo di aver aggiunto in camera quel ‘you bitch’ quasi da incosciente. Dopo l'encomio di James Cameron ho pensato: Nessuna bestia tentacolare oserà più mettersi tra me ed Ellen Ripley". 

Sigourney Weaver e il provino di Alien

La crew di Aliens ha raggiunto San Diego capitanata da Cameron (al lavoro su Avatar 2, 3, 4 e 5) e si è seduta con i fan della serie per condividere le memorie del set ora che il sequel di Alien (1979, Ridley Scott) è più di culto di Cronache marziane di Ray Bradbury e più dark del dito fosforescente di E.T. "La tecnologia di oggi ha portato a una disumanizzazione progressiva delle creature aliene al cinema" racconta il premio Oscar James Cameron. "Quando ho scritto Aliens, arrivavo da Piraña paura e Terminator. Conoscevo i trucchi, gli effetti e i make-up più avanzati. Ricordo il set di Aliens pieno di tizi in costume con cavi di gomma; attraverso l’impiego della CGI odierna non credo che otterremmo lo stesso risultato, gli alieni non sarebbero così rozzi e inquietanti”. 
(ap)
Sigourney Weaver, invece, è rimasta sconvolta alla prima lettura del copione: “Ho capito subito che si trattava di un film di guerra e sarebbe toccato alla mia Ellen Ripley, l’iconico ufficiale a bordo del Nostromo, la prima vera eroina in un film d’azione, guidare un esercito tosto e aggressivo e dare la caccia agli Aliens. Io sono sempre stata a favore del gun control, chiaro? Tuttora cerco una soluzione al problema delle armi negli Usa, mi interessano i tentativi di mettere dei controlli più serrati anche se stanno fallendo per l’ostilità del Congresso e di una buona porzione di cittadini americani no limits. Insomma, non me la sentivo di reggere un’arma grande quanto me per metà del film. Ho detto a James: Non lo posso fare. Non credo nelle armi. Fate sparare agli altri ma io non vado contro i miei principi”. Interviene Cameron: “E ti ricordi cosa ho fatto per tranquillizzarti?”. Weaver: “È stato il mio giorno preferito: mi ha dato in mano un lanciafiamme M240 truccato”. 
 
Tutti gli attori di Aliens - oltre alla Weaver, Michael Biehn (caporale Hicks), Bill Paxton (soldato Hudson), Paul Reiser (Burke), Lance Henriksen (l’androide Bishop), Carrie Henn (l’ex bambina orfana Newt) - hanno raggiunto la sala H accolti come eroi di guerra. Le curiosità vertono tutte su un imminente ritorno di Ripley al cinema, grazie al regista di District 9 Neill Blomkamp: "Io e Neill ci siamo conosciuti un anno fa sul set di Humandroid e ad ogni pausa mi parlava di come vedesse Ripley evolvere. Poco più che una chiacchiera, pensavo. Poco dopo si presenta da me con il copione di un nuovo Alien". Blomkamp, cresciuto in Sudafrica, è un fan della saga sin da bambino: "Mi ha mostrato una polaroid con le videocassette di Alien e il nastro tutto consumato" prosegue la Weaver che, però, ammette di essere ancora scettica. "Non ho mai cercato un quinto Alien, non mi interessa scendere sulla Terra e combattere quei mostri tra gli umani, lo trovo noioso!. Ma Blomkamp le ha spedito un'intera mappa con più Aliens embrionali e a quel punto la Weaver lo ha chiamato e gli ha detto: "Hai fatto un lavoro incredibile. C’è tutto quello che un appassionato cerca e il tuo look sul mondo di Alien è davvero innovativo".
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Il film è già stato annunciato da Fox, dopo che il regista ha cercato il plauso dei fan condividendo bozzetti e concept artwork sui social media. Ma pare che lo studio abbia messo in stand-by il film (o i film) in attesa dell’esito del sequel di Prometheus, Alien: Covenant, diretto da Ridley Scott. "In futuro sarò nei seguiti di Avatar - sottolinea la Weaver - posso assicurarvi però che io e Blomkamp abbiamo lavorato sodo per riportare Ripley tra voi". Meno diplomatico è James Cameron che, accompagnato dalla co-produttrice Gale Anne Hurd, rende pubblica la sua disapprovazione nei confronti di Alien 3, il film che ha rischiato di compromettere per sempre la carriera di David Fincher. "David è un amico, lo stimo - ha dichiarato Cameron - ma trovo che sia da scemi eliminare in un colpo solo Newt, Hicks e Bishop. È come aver dato un enorme schiaffo in faccia ai fan della saga. David Fincher al tempo si è fatto manipolare dallo studio, con un copione orribile e una produzione in perpetuo ritardo. Un disastro. Alien 3 è un grande sbaglio”. Il progetto di Neill Blomkamp sarebbe un sequel diretto di Aliens e ignorerebbe gli eventi narrati nel terzo capitolo. Il giudizio di Cameron? "Avrà un successo strepitoso. Dovrebbero farglielo girare domani". Attendiamo nello Spazio.