La doppia vita dello stuntman, autista di giorno e controfigura di star la sera
Filippo Brunamonti
Senza di loro molti divi non potrebbero realizzare le scene d'azione che i blockbuster necessitano eppure la categoria ancora soffre del pregiudizio e soprattutto è il mestiere meno garantito dell'industria
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LOS ANGELES - "Scusa, devo andare a salvare Ben Affleck". Isolato nel traffico di Hollywood Boulevard, un gigante coi capelli argento, la fronte di The Rock, guizzante di muscoli, accosta l’auto e lascia scendere il passeggero. Dave Reaves, poggiato su un sedile che pare un trono, fa l'autista per una compagnia dov'è lui a decidere gli orari, perché se scatta l'emergenza… Dave diventa stunt. E la missione ha inizio. La sua vera professione è a metà tra l'acrobata e il cascatore: “Quello dello stuntman sembra un mondo sotterraneo, in parte lo è” spiega l’ex marine mentre sfreccia verso i Disney Studios. “Ho capito male, non è Ben ma Casey, il fratello, che ha bisogno di una controfigura” ride (il film è L’ultima tempesta, ndr.). Uno stunt coordinator sta facendo il giro di telefonate per testare le risorse. Tassisti, impiegati di call center, venditori ambulanti: non potendo essere stunt a tempo pieno, ognuno ha un'identità segreta stile Gli Incredibili, pronto a strapparsi lo stemma da supereroe dal petto e salvare la star del momento: "Il mio collaudo è a posto, sono tutto vostro" chiarisce Dave comunicando con una vecchia ricetrasmittente.
Dave, Tammie, Zoe, Philip, Tamiko, Paul. Ecco chi c'è dietro alle acrobazione delle star
Quello dello stuntman è il mestiere meno garantito dell'industria, vanta infatti la più alta percentuale di operai non tutelati dal sindacato. Se una controfigura si frattura un arto, difficilmente è risarcita, a meno che non abbia una copertura privata o sia iscritto alle labor unions. Eppure Johnny Depp, Bruce Willis, Brad Pitt, Chris Hemsworth, Andrew Garfield non sarebbero le icone che sono, senza le loro controfigure.
"Mi chiamo Wolfe, risolvo problemi". A Hollywood funziona così: vai in palestra tutti i giorni, ti nutri di uova, quinoa, avocado, yogurt greco, acquisisci abilità che altri non hanno e alla fine qualcuno ti chiama. Dall'altra parte del telefono spesso c’è Jeff Wolfe, 95 chili, corpo atletico, naso aquilino. Le star e gli stuntmen lo adorano: ora è sul set del remake di MacGyver, un anno fa ha guidato una frotta di stunt in Fast & Furious 7, True Detective e The Avengers. "Sono stato il braccio destro di Mickey Rourke nei Mercenari, ho recitato in Lanterna Verde con Ryan Reynolds e accanto a Ryan Gosling in Drive" racconta. Oltre vent'anni di arti marziali; oggi i suoi allievi sono Dwayne Johnson, la star più gettonata dello showbiz, Jet Li e Jackie Chan. È diventato presidente della Stuntmen's Association of Motion Pictures, l’associazione ufficiale (nata nel 1961) dedicata agli stuntmen, e sta a lui reclutare la crème di Los Angeles. Ma precisa: "Non chiamateci stunt. Siamo attori". Quello dello stuntman è il mestiere meno garantito dell'industria, vanta infatti la più alta percentuale di operai non tutelati dal sindacato. Se una controfigura si frattura un arto, difficilmente è risarcita, a meno che non abbia una copertura privata o sia iscritto alle labor unions. "Agli inizi io ero nelle stesse condizioni - ricorda Dave - aver prestato servizio militare mi ha salvato; grazie ai benefits del governo ero comunque assicurato. Qualche anno fa sono riuscito ad entrare nello Screen Actors Guild (SAG), il sindacato statunitense che rappresenta attori di cinema e televisione".
stunt
A scuola di stunt, il futuro sta ad Hong Kong. C'è un pregiudizio a Hollywood che sconfina nella controversia degli #OscarsSoWhite: "Noi stunt siamo trattati un po' come dei diversi" precisa Gregory J. Barnett, assistente alla regia e stunt di Bruce Willis in Armageddon e di Schwarzenegger in Predator. "Negli anni Ottanta, se di professione facevi lo stunt non potevi dire a nessuno che eri attore. Viviamo in tempi differenti - me ne rendo conto essendo il coordinatore degli stunt nella serie tv 24 - e persino gli Studios hanno cominciato ad apprezzare le nostre doti. La vera sfida quindi non è zompare sul fuoco, immergersi in una vasca d’acqua gelata o saltare da dieci metri. Oggi gli stunt combattono per essere riconosciuti come attori con un cervello". I network e le compagnie più attente sono TNT, ABC e Warner Bros. Reeves ha avuto una parte in Rush Hour su CBS (una battuta di dialogo: è già qualcosa) e le scuole per stunt, a Los Angeles, fioccano sotto il sole, accanto alle chiese di Scientology. Quelle prese d’assalto sono la Stunt University, che ha trovato impiego a tutti i suoi allievi durante la lavorazione del Risveglio della Forza, lo Stunts Training Center, e le palestre Joining All Movement (JAM) e Suicide Boxing+Fitness. Dall'hip-hop al kung-fu, dal parkour al freerunning. Master Jennings ha trent'anni d'esperienza e il sogno di “insegnare le arti marziali ai bambini”. Li sta allenando, dice, visto che “tra poco sarà l’Asia il vero mercato-boomerang degli Usa". Meglio prepararli in tempo: quando i film-fumetto saranno finiti, le nuove leve dovranno tenersi pronti ad imitare Bruce Lee.
Dalla parte delle stuntwoman. A Hollywood, tra gli acrobati, va di moda la parola "hustling": se ti dicono che girano a Downtown, devi farti trovare preparato perché potresti diventare il più richiesto dall’establishment. Uomo o donna, non fa differenza. "Fare lo stunt non ha genere" ci dice Tammie Baird quando la incontriamo a Studio City. "Le stuntwomen sono forse più numerose dei maschi. Gli Studios richiedono sempre più attori che sappiano camminare sui cavi o utilizzare armi. L'industria si è indurita, è diventata più fisica e femminile. Jeff Wolfe è un esempio per tutti: è arrivato a Hollywood con nulla, viveva di muay thai e guarda cos'ha combinato. Lo stesso vale per me: ho dato una mano ai mitici Brangelina (Brad Pitt e Angelina Jolie) in Mr. and Mrs. Smith, ho prestato il fianco a Sofia Vergara in Fuga in tacchi a spillo… So calarmi in corda doppia, vado a cavallo, faccio l'Hula Hoop. Sugli annunci delle major capita di trovare richieste tipo ‘andare sui trampoli’. È il circo-cinema, bellezza”. Ad avere un bel seguito è anche Tamiko Brownlee, nata e cresciuta in Texas, madre giapponese, padre sudafricano. "Ho il pallino del taekwondo, del softball e della danza sin da piccola. Sono appassionata di shaolin kung fu, wushu e boxe. Il sogno di tutti gli stunt, in fondo, è sfondare come attori" ammette. Ma ai suoi amici stunt dice: "Ciò che paga di più oggi è il mondo dei videogiochi. Scendete dalla collina di Hollywood, per favore, e proviamo un po' tutti l'ebbrezza del gamepad". Tra poco anche i cazzotti di Bud Spencer, senza controfigura (come Tom Cruise che decolla aggrappato all'aereo), finiranno nel dimenticatoio. Chissà cosa ne penserebbe Dar Robinson, lo storico stunt di Steve McQueen in Papillon e controfigura - su motocicletta - di Clint Eastwood, nell’intramontabile Una 44 magnum per l'ispettore Callaghan.