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Gene Wilder, la malattia tenuta nascosta: "Non voleva turbare i bambini"

La rivelazione fatta dal nipote. Tra i messaggi di cordoglio anche quello di Mel Brooks: "Ha inondato i nostri film con la sua magia"

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La morte di Gene Wilder ha suscitato profonda commozione nel mondo del cinema e non solo. Tra i molti messaggi di cordoglio spicca quello di Mel Brooks, che aveva scelto proprio Wilder come interprete di alcuni dei suoi film più celebri come Mezzogiorno e mezzo di fuoco e Frankenstein Junior: "Era uno dei veri grandi talenti del nostro tempo - ha scritto - Ha inondato tutti i film che abbiamo fatto insieme con la sua magia e mi ha benedetto con la sua amicizia".

Wilder era da tempo malato di Alzheimer, ma aveva deciso di non svelare la sua malattia per non turbare i bambini che lo avevano amato per la sua interpretazione del personaggio di Willy Wonka. La notizia è stata rivelata dal nipote dell'attore, che in un comunicato ha spiegato che la decisione di mantenere il segreto non era frutto della vanità, ma "di un atto di riguardo verso quei bambini che hanno sorriso e lo hanno chiamato Willy Wonka. Non avrebbe potuto sopportare di esporre i bambini ad una malattia da adulti o creare difficoltà o preoccupazione che avrebbero spinto a prendere subito un aereo. Semplicemente, non poteva sopportare l'idea che nel mondo potesse esserci un sorriso in meno". Nello stesso comunicato, il nipote ha rivelato anche che la malattia non aveva tolto a Wilder la capacità di riconoscere i proprio cari e che per questo la sua famiglia si considera fortunata.