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'I magnifici sette' di Fuqua: "Il western è un ghetto brutto, sporco e cattivo"

Il remake del classico di Sturges, con Denzel Washington e Chris Pratt, rivisita il mito dei sette cowboy che aiutano una comunità sotto lo scacco di un prepotente. Il regista: "Quando ho visto i film di Leone mi sono sentito a casa"
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"Quando da ragazzo per la prima volta ho visto Il buono, il brutto e il cattivo ho pensato: ecco il ghetto dove sono cresciuto. Erano tutti brutti, sporchi, sudati, cattivi. Ma anche divertenti: uomini con i denti d'oro, i cavalli al posto delle macchine scassate, quelle strade strette tra i palazzi dove c'è sempre qualcuno che cerca di prenderti i soldi o i vestiti". Il regista di Training Day Antoine Fuqua, cresciuto in un quartiere povero di Pittsburgh, ha visto realizzarsi un sogno quando gli hanno proposto di realizzare il remake del classico di John Sturges del 1960. "Leggendo la sceneggiatura ho cominciato a pensare al personaggio del latifondista Bogue, come ad un moderno squalo di Wall Street, ho pensato al terrorismo e a tutti quelli che ancora oggi si approfittano dei più deboli in giro per il mondo". Così è nato il nuovo I magnifici sette, da ieri in sala, "storia di sette uomini che decidono di dare una mano a q…
"Quando da ragazzo per la prima volta ho visto Il buono, il brutto e il cattivo ho pensato: ecco il ghetto dove sono cresciuto. Erano tutti brutti, sporchi, sudati, cattivi. Ma anche divertenti: uomini con i denti d'oro, i cavalli al posto delle macchine scassate, quelle strade strette tra i palazzi dove c'è sempre qualcuno che cerca di prenderti i soldi o i vestiti". Il regista di Training Day Antoine Fuqua, cresciuto in un quartiere povero di Pittsburgh, ha visto realizzarsi un sogno quando gli hanno proposto di realizzare il remake del classico di John Sturges del 1960. "Leggendo la sceneggiatura ho cominciato a pensare al personaggio del latifondista Bogue, come ad un moderno squalo di Wall Street, ho pensato al terrorismo e a tutti quelli che ancora oggi si approfittano dei più deboli in giro per il mondo". Così è nato il nuovo I magnifici sette, da ieri in sala, "storia di sette uomini che decidono di dare una mano a qualcuno che ne ha bisogno e con questa libera scelta fanno sì che anche la gente della città ritrovi il suo amor proprio, il coraggio di lottare per i propri diritti. Perché bisogna ribellarsi alle prepotenze, bisogna combattere il male, ne sono convinto".

Fuqua: "Il western è come il ghetto: sporco e violento"

Cinquantasei anni dopo il film di Sturges interpretato, tra gli altri, da Yul Brynner, Eli Wallach, Steve McQueen, Charles Bronson e James Coburn, Fuqua rilegge la leggenda. Il villaggio da difendere non è più messicano ma una cittadina di coloni sotto lo scacco del magnate Bartholomew Bogue (Peter Sarsgaard) che ha istallato una miniera d’oro lì vicino e con la violenza vuole convincere la gente a svendere la propria terra. Sarà una vedova, Miss Emma (Halley Bennett) ad ingaggiare sette fuorilegge, cacciatori di taglie, giocatori d’azzardo e sicari: Sam Chisolm (Denzel Washington), Josh Faraday (Chris Pratt), Goodnight Robicheaux (Ethan Hawke), Jack Horne (Vincent D’Onofrio), Billy Rocks (Byung-Hun Lee), Vasquez (Manuel Garcia-Rulfo) e Red Harvest (Martin Sensmeier). Rispetto al film del 1960, che a sua volta era ispirato ai Sette samurai di Kurosawa, il film di Fuqua offre una compagine multietnica, ci sono un messicano, un nativo americano, un asiatico, un afroamericano, una scelta che il regista spiega con una maggiore aderenza alla realtà di quell'epoca. Alla Mostra del cinema di Venezia, dove il film è stato presentato come titolo di chiusura con tanto di tappeto rosso a cavallo. Alla domanda se il suo film sia solo di intrattenimento o contenga un messaggio politico, l'idea dell'occhio per occhio, aveva risposto: "Per me è intrattenimento. Lavorando con Denzel Washington però ho capito che gli spettatori portano in sala il loro vissuto, le loro convinzioni. Se il pubblico vuole dare al nostro film un'interpretazione politica è liberissimo, noi però lo abbiamo fatto per divertire la gente".

Pratt e Washington cowboy nei 'Magnifici sette': "Che spasso"

Alla guida del gruppo dei sette cowboy Fuqua ha voluto l'amico e socio artistico Denzel Washington (insieme hanno girato il film che gli ha fatto vincere l'Oscar Training Day ma anche il successo al botteghino The Equalizer):  "Ci sono quelli venuti al mondo per proteggere gli innocenti, come Chisolm. Per questa città, lui è l'uomo giusto al momento giusto - dice l'attore - Nessuno mi aveva mai chiesto fino ad ora di girare un western ed è stato bello fare questo film con Antoine, andare a cavallo e raccontare questa storia". Quando è andato da Washington, per parlargli del progetto, Fuqua ha messo su la musica di Ennio Morricone e ha cominciato a leggergli qualche pagina di sceneggiatura. Il regista, 50 anni, un passato da ingegnere elettronico e una gavetta nei videoclip musicali arrivando anche a firmare per Stevie Wonder e Prince dichiara il suo amore assoluto per Sergio Leone. "Quando sono andato al cinema per Il buono, il brutto e il cattivo ho pensato che fosse la cosa più cool che avessi mai visto. Quello è decisamente il mio preferito, ma subito dopo viene C'era una volta il West. Adoro quello che Leone ha fatto con Henry Fonda, per quello quando ho cominciato a lavorare a Training day mi sono detto: voglio una star del cinema, voglio Denzel perché Henry Fonda era oscuro, ruvido… voglio uno così".