In sala il 15 dicembre il nuovo film del genio visionario, 'Miss Peregrine-La casa dei ragazzi speciali' dal bestseller di Ransom Riggs
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LONDRA - Kubrickiano, fellininano, burtoniano. Ci sono autori nella storia del cinema che diventano genere. Nei titoli che introducono l’assaggio di quaranta minuti, bellissimi, di Miss Peregrine-La casa dei ragazzi speciali, il nuovo film di Tim Burton in sala il 15 dicembre, si sottolinea "il ritorno del visionario regista". Quando si riaccendono le luci della saletta al Soho Hotel, Burton, di nero vestito da capo a piedi, commenta perplesso: "Farei volentieri a meno di questa premessa. Capisco che nelle intenzioni è un complimento, ma fin da giovane odio essere racchiuso in una categoria. Io stesso non so chi sono, m’infastidisce che gli altri mi incasellino così facilmente". Il discorso vale anche per i bizzarri ragazzini protagonisti del film tratto dal bestseller di Ransom Riggs, non a caso grande ammiratore di Burton.
Sul set di 'Miss Peregrine', il nuovo mondo firmato Tim Burton
LONDRA - Kubrickiano, fellininano, burtoniano. Ci sono autori nella storia del cinema che diventano genere. Nei titoli che introducono l’assaggio di quaranta minuti, bellissimi, di Miss Peregrine-La casa dei ragazzi speciali, il nuovo film di Tim Burton in sala il 15 dicembre, si sottolinea "il ritorno del visionario regista". Quando si riaccendono le luci della saletta al Soho Hotel, Burton, di nero vestito da capo a piedi, commenta perplesso: "Farei volentieri a meno di questa premessa. Capisco che nelle intenzioni è un complimento, ma fin da giovane odio essere racchiuso in una categoria. Io stesso non so chi sono, m’infastidisce che gli altri mi incasellino così facilmente". Il discorso vale anche per i bizzarri ragazzini protagonisti del film tratto dal bestseller di Ransom Riggs, non a caso grande ammiratore di Burton.
Sul set di 'Miss Peregrine', il nuovo mondo firmato Tim Burton
Collezionista di foto vintage, Riggs ne ha comprate diverse in vari mercatini, con l'idea farne un libro fotografico, che invece è diventato un romanzo: "Anch'io colleziono vecchie foto — dice Burton — Le immagini raccontano, senza svelare troppo. Contengono la poesia, il mistero, l’emozione che Riggs è riuscito a far confluire nelle avvincenti storie dei protagonisti". Tutto parte dal giovane Jacob (Asa Butterfield) il cui nonno (Terence Stamp), unico sopravvissuto allo sterminio della sua famiglia di ebrei polacchi, vive ossessionato da incubi: sono la trasfigurazione della ferocia nazista o mostri attuali? Esiste davvero l’orfanotrofio inglese che ospitò piccoli ebrei e gli altri strani bimbi ritratti in fotomontaggi d’epoca? Quel luogo, la casa per bambini speciali, vive l’eterno presente di quel giorno del 1940 in cui sta per essere bombardato dai nazisti grazie alla magia di Miss Peregrine. "Non m’interessava il solito meccanismo sui viaggi nel tempo, piuttosto raccontare il senso di spaesamento, l’essere intrappolati in un luogo che non ci appartiene. Sensazione che ho conosciuto da bambino e purtroppo anche da adulto. Non riesco a esorcizzare il vecchio demone di essere fuori luogo, diverso", racconta il 58enne regista di Burbank.
Al centro del film, che annovera Judi Dench e Samuel L. Jackson, c’è Eva Green, la Miss Peregrine capace di trasformarsi in uccello, una sorta di Scary Poppins: "Amo Eva, la sento vicina anche nel suo essere schiva, misteriosa. È il tipo di personaggio che l’industria del cinema dovrebbe coltivare di più. Non conosciamo ogni singola fottuta cosa di lei. Cammina sul filo del rasoio tra stravaganza ed emozione, potere e mistero. Puoi usare tutti gli effetti speciali che vuoi, ma devi trovare qualcuno che ti faccia credere che può davvero trasformarsi in un uccello". Il Soho Hotel ospita una piccola mostra con i bozzetti del film, i costumi e l’esercito di creature (bambole e pezzi di utensili) che vedremo nel film. Gli allievi di questa strana scuola della signora Peregrine sono “speciali” nel senso che hanno peculiari capacità. Quella di creare soldatini viventi, diventare invisibili, volare, dominare le api.
Il nuovo Tim Burton con Eva Green, Mary Poppins dark
Anche se firma la sceneggiatura Jame G.Goldman, già autrice di X-Men-First class, Burton chiarisce che "il mio non è un X-Men in formato junior. Non ci sono supereroi, non ci si toglie la maglietta per urlare "sono il Ragazzo ape", o "la Ragazza volante". Il loro potere è anche un’afflizione. Sono adolescenti con una prospettiva diversa sul mondo, ma anche straordinariamente normali". Soprattutto, non sono crepuscolari. "Fin dall'inizio della carriera ogni cosa che ho fatto era troppo dark. Io non vedo nulla di ciò che ho fatto come oscura. Le favole sono storie grottesche, ma aiutano i bambini a capire con l’astrazione concetti a cui non arriverebbero mai col ragionamento. Le mie storie sono piene di umorismo e emozioni". E sbotta: "Mi sono stufato di essere descritto come quel Signore Oscuro che non sono mai stato. Quando uscì il mio primo film fu definito uno dei peggiori dell’anno. Poi feci Beetlejuice e scrissero "nulla a che vedere con l’altro, che era grande". Ma come, avevate detto che era una schifezza! Beh, andate a quel paese".