Spettacoli

CINEMA

'Fuocoammare', un documentario è un film come gli altri?

All'indomani della designazione del film di Gianfranco Rosi come titolo italiano in corsa per gli Oscar, il dibattito non si spegne sul confine tra cinema di realtà e cinema di finzione

3 minuti di lettura
Il giorno dopo l'annuncio, il quesito resta. Fuocoammare era la scelta più opportuna come film da candidare nella categoria delle pellicole straniere agli Oscar? Il dubbio non riguarda certo la liceità: non è la prima volta che un paese candida un documentario a rappresentarlo e quest'anno succede del resto anche all'Ucraina, rappresentata da Ukranian Sheriffs. Inoltre l'Academy aveva già preventivamente approvato, dal punto di vista della candidabilità, tutti e sette i film che si erano fatti avanti. Perché il dubbio, l’Anica, se lo era posto. Paolo Sorrentino ha sollevato il problema già nella fase della discussione dei nove, anche se il verdetto ha consegnato, 5 voti contro 4, il compito di rappresentarci a Fuocoammare. Sorrentino si è voluto dissociare apertamente dalla decisione, e ha spiegato le motivazioni a Repubblica parlando di scelta che rappresenta "un masochistico depotenziamento del cinema italiano che poteva portare due film invece di uno".

'Fuocoammare' sbarca in Usa e punta all'Oscar

Forte della sua recente esperienza con La grande bellezza, Oscar nel 2014, il regista ha spiegato che, contrariamente a quanto qualcuno afferma ancora oggi, la composizione dei votanti della categoria al miglior film straniero è cambiata da tre anni. Mentre prima c'era un gruppo ristretto di votanti, peraltro di età elevata, ora questa categoria è giudicata da tutti gli oltre seimila membri dell'Academy. Che, ragionava Sorrentino, si aspettano di vedere un film di finzione, con una sceneggiatura, una storia, attori. E che si troveranno spiazzati, secondo lui, di fronte a un bellissimo documentario come quello di Gianfranco Rosi. Che, infatti, correrà anche nella categoria del miglior documentario, avendo i requisiti per candidarsi: uscita in più sale Usa e sostegno produttivo. E, dopo una battaglia vinta da Michael Moore, i documentari sono premiati dalla categoria dei documentaristi. Una regola che però, da un certo punto di vista, preoccupa Gianfranco Rosi, che a Repubblica ha dichiarato: "Mi spaventa la necessità di informazioni, il procedere per tesi tipico dei documentari americani. Io faccio il lavoro opposto, in un mondo sommerso dalle informazioni, io punto sulle emozioni, sul percorso interiore. Non so se questo linguaggio arriverà in modo immediato". D'altra parte, quindi, Rosi teme il giudizio affidato alla categoria dei documentaristi su quello che è esponente di un cinema del reale in cui i confini vengono abbattuti. Che annovera cineasti come Vicari, Quatriglio, Marcello, Minervini. E che ai Festival viene messo in concorso con i film di finzione: va ricordato che Bernardo Bertolucci ha assegnato il Leone d’oro a Sacro GRA di Gianfranco Rosi. D'altra parte però, l'Academy ragiona per categorie: e se non ci sono più barriere tra film di finzione e documentario, allora in teoria Indivisibili dovrebbe potersi iscrivere anche in gara come documentario visto che Edoardo De Angelis ha uno sguardo forte sulla realtà di Castel Volturno?

A Venezia le gemelle di 'Indivisibili': il trailer

E Variety, ieri, dopo l'annuncio ha scritto che il film di Rosi "è di gran lunga l'opera di più alto profilo emersa tra quelle presentati nei festival di quest'anno". Gli Oscar, sono assegnati ogni anno dall'Academy of Motion Picture Arts and Sciences, un'organizzazione fondata nel 1927 in California con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo del cinema statunitense. Oggi l'Academy ha circa 6000 iscritti, tutti con diritto di voto, ed è divisa in 15 settori, ognuno dei quali rappresenta una diversa disciplina della produzione cinematografica (registi, attori, produttori, direttori della fotografia, sceneggiatori, compositori e via dicendo). Gli attori sono il più grande blocco di voto e arrivano a circa il 22% di tutti i membri dell’Academy, i cui nomi, però, non sono resi pubblici dall’organizzazione. Per far parte dell'Academy e avere il diritto di votare per gli Oscar: ottenere nella propria carriera almeno una nomination agli Oscar, ricevere una raccomandazione da almeno due membri di un settore dell'Academy o guadagnare l'approvazione del comitato a capo di ogni settore per aver partecipato a un film di grande successo commerciale o di critica. Un film che vuole concorrere alle nomination agli Oscar deve avere una durata di almeno 40 minuti (tranne per la categoria cortometraggi) e deve essere uscito al cinema nel corso dell’anno solare precedente, dalla mezzanotte del primo gennaio alla mezzanotte del 31 dicembre. Sono presi in considerazione solo i film che sono stati proiettati per almeno una settimana in una o più sale cinematografiche della contea di Los Angeles (fatta eccezione per le opere candidate come miglior film straniero). Ogni anno alla fine di dicembre, arriva ai votanti la lista per determinare i candidati. Il 24 gennaio l'Academy annuncerà le nomination di ciascuna delle categorie in concorso (può arrivare fino a 25). Una volta che i candidati agli Oscar sono selezionati, l'Academy chiede ai suoi iscritti di votare un'altra volta per stabilire in ogni categoria i vincitori degli Oscar. La cerimonia il 26 febbraio del 2017.