A lezione di cinema con i professionisti. "Una scuola pubblica e gratuita contro le barriere"
Alessandra Vitali
Il regista Daniele Vicari spiega le novità della Scuola d'arte cinematografica Gian Maria Volontè: "Un anno in più, dedicato a realizzare un lungometraggio o una webserie". Diventa regionale, quindi il diploma avrà validità europea. Iscrizioni aperte fino al 13 ottobre
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"La scuola nasce sulla base di quest’analisi: il cinema italiano è, di fatto, appannaggio di un soggetto maschio, adulto, ricco e italiano. Noi cerchiamo di rompere questo schema, prendiamo persone molto giovani, cerchiamo di mantenere la stessa percentuale di ragazzi e ragazze, di valorizzare i ragazzi di prima e seconda generazione figli di stranieri e, sopratutto, essendo la scuola totalmente gratuita, possono frequentarla persone che, altrimenti, non avrebbero i mezzi economici per farlo". È la Scuola d'arte cinematografica "Gian Maria Volontè" di Roma, a parlare è il regista Daniele Vicari che della scuola è direttore artistico. La scuola è pubblica, è gratuita, è per tutti. Le iscrizioni sono aperte fino al 13 ottobre. Prima era biennale, ora è diventata triennale con l'ultimo anno dedicato alla realizzazione di un "prodotto" concreto. E da quest'anno la titolarità dell’istituzione formativa è passata alla Regione Lazio, il che significa che il diploma ha validità europea. Domenica 2 ottobre al Romics presentazione della scuola (dalle 16 alle 17) con alcuni docenti e ex alunni. E il 4 ottobre (dallee 16 alle 21) Open Day: aperitivo, visita della scuola e incontro con i docenti.
#fallonelpostogiusto: a lezione di cinema con i professionisti
Vicari, in Italia il cinema è uno dei settori che ha sentito e sente più forte il peso della crisi. Tolta la passione, con quali prospettive un ragazzo dovrebbe studiare cinema?
"Il nostro è un settore in grande evoluzione, la nozione di cinema s'è allargata, si può lavorare in tante direzioni. Certo, una persona che si forma per fare cinema sa che nella vita dovrà darsi molto da fare, non ha garanzie, è un percorso complesso. Ma il fatto di cominciare con una scuola che fornisce strumenti seri, che crea un rapporto vero con il mondo del cinema, permette loro di avere, nel momento in cui finiscono il percorso di studio, dei contatti, delle relazioni importanti. Noi siamo molti contenti del destino dei nostri allievi, circa il cinquanta per cento riesce a lavorare stabilmente nel cinema, o comunque con continuità. Le persone che hanno creato la scuola, che la gestiscono, che insegnano sono tutte attive nel cinema. Negli anni siamo riusciti a fare accordi con tutte le società di produzione, con i laboratori più importanti e mandiamo i nostri ragazzi a fare stage approfonditi sui set, nelle industrie teniche. A ciò va aggiunto l'approfondimento della conoscenza del linguaggio del cinema".
Da quest'anno c'è una novità: un terzo anno riservato alla realizzazione di un progetto.
"L'ultimo anno i ragazzi saranno chiamati a realizzare un lungometraggio a episodi o una webserie, dipenderà dai progetti che verranno elaborati durante i primi due anni. Verrà fatto un bando, la scuola mette a disposizione circa 200 mila euro, le produzioni potranno partecipare al bando e far proprio questo progetto e aggiungere a questi soldi altre risorse, pubbliche o private, trovate sul mercato. La nostra è una scuola di taglio e cucito per il cinema, quel che vogliamo è che i ragazzi lo 'tocchino' direttamente. Per questo abbiamo concepito questo terzo anno come un momento di avviamento al lavoro, tant'è che daremo anche un rimborso spese mensile, circa 500 euro, ai ragazzi che realizzeranno il film, perché è importante che escano dalla scuola sapendo che quel che andranno a fare è un mestiere e ha un valore. Soprattutto è importante che realizzino qualcosa che entri nel circuito, che esista davvero, che possa andare ai festival, al cinema o in tv". Daniele Vicari durante un incontro con Emanuele Crialese Veniamo ai docenti.
"Tutte persone che fanno attivamente il mestiere del cinema. Per questo i nostri allievi hanno le spalle grosse. Faccio un esempio: fra poco uscirà il nuovo film di Cristina Comencini, Qualcosa di nuovo. Nel cast con Paola Cortellesi e Micaela Ramazzotti c'è Eduardo Valdarnini: era un nostro allievo. Fra quelli che hanno insegnato, che insegnano o che devono essere riconfermati posso citare Marco Spoletini, autore del montaggio di Il racconto dei racconti di Matteo Garrone solo per parlare di un film recente; per la fotografia Gherardo Gossi, Alessandro Pesci, Beppe Lanci; nel comitato fondatore c'era Ettore Scola, c'è Elio Germano, Valerio Mastandrea è presidente del comitato tecnico-scientifico".
Una scuola pubblica, gratuita, per tutti. Quali devono essere i requisiti?
"La selezione è piuttosto forte, le persone devono essere motivate. Ecco, è più importante la motivazione che le esperienze pregresse, anche perché i ragazzi sono troppo giovani per avere grandi esperienze alle spalle. La gratuità è una garanzia d'accoglienza per tutte le classi sociali, ci permette di rompere le barriere. Tutti possono, devono avere accesso. Cerchiamo di spezzare certi meccanismi, penso alla nostra cinematografia che ha solo il due per cento di registe. Rispettiamo con assoluto rigore la qualità degli individui, valorizzando tutte le categorie".