Torna La Grande Arte al cinema, con una sequenza di documentari tecnologicamente avanzati che non vi faranno pentire di non essere mai stati all’Ermitage di San Pietroburgo o di mancare dal Louvre e dal British Museum da tempo immemore. Merito, come sempre, soprattutto della Nexo Digital, che ha lanciato l’esperienza della pittura ad alta definizione nei cinematografi di nuova generazione. O meglio, l’ha rilanciata, con upgrade all’estetica contemporanea, perché il ménage problematico tra cinema e tele dipinte affonda le sue radici nell’infanzia della celluloide (come vedremo più avanti).
Secondo la Nexo, “Anche lo scorso anno l’arte al cinema ci ha regalato enormi soddisfazioni, entusiasmando gli spettatori di tutta Italia per questo per la nuova stagione abbiamo deciso di proporre un calendario ancora più ricco che spazierà dai grandi pittori del Rinascimento ai più noti artisti contemporanei. Tassello dopo tassello si compone così un vero e proprio catalogo composto di film d’arte e tour cinematografici che esplorano mostre, musei, archivi, depositi e collezioni spesso inaccessibili al grande pubblico. Siamo i primi a lasciarci incuriosire e conquistare da questi titoli: quando sentiamo che ci entusiasmano e ci invogliano a saperne di più, a viaggiare, a visitare altre mostre e altri musei, capiamo che potrà accadere lo stesso agli spettatori delle sale e che questa impresa vale decisamente l’impegno che ci mettiamo”. Un progetto culturale che è anche un successo commerciale: le passate stagioni della Grande Arte al cinema hanno portato in sala un totale di 400 mila persone.
Con Giovanni Segantini torna 'La grande arte al cinema'
'La grande arte al cinema', i doc sui capolavori dell'arte
Due film dedicati a Giovanni Segantini, importante pittore del simbolismo italiano innamorato delle alte quote, fino ad arrivare a 'Loving Vincent', il primo lungometraggio interamente dipinto su tela alimentato da migliaia di immagini dipinte nello stile di Van Gogh. Nel mezzo 'L’Inferno' secondo Botticelli e un’indagine a tutto spettro sull’enigma artistico di Hieronymus Bosch. Torna la grande pittura al cinema, ad alta definizione e con tutti i comfort. In sala come se vivessimo l’esperienza di un museo aumentata. Merito, soprattutto, della Nexo Digital, che ha rilanciato negli ultimi anni la produzione dei documentari d’arte. Una tradizione che viene da lontano: i pionieri del genere furono Robert Wiene, Alain Resnais, Henri Storck, Henri-Georges Clouzot, Hans Namuth e Paul Falkenberg e i nostri Luciano Emmer e Carlo Ludovico Ragghianti, inventore, quest'ultimo, dei “critofilm”, critiche d’arte impresse su pellicola
Il 13 e 14 dicembre toccherà a Il curioso mondo di Hieronymus Bosch. Un documentario basato sulla pluripremiata mostra che ha riunito nella sua città natale quasi tutte le sue opere a mezzo millennio dalla scomparsa. Chi è stato Bosch? Come è riuscito a coniugare religione e fantasy, medioevo e aneliti di progresso, tradizione e scarto dalla norma, presente storico ed eternità del genio? Un film di David Bickerstaff e Phil Grabsky.
Segantini. Ritorno alla natura (17 e 18 gennaio 2017: regia di Francesco Fei) è il secondo titolo consacrato al “più grande pittore spirituale mai esistito” (parole di Kandinskij). A Filippo Timi il compito di interpretare alcune delle più belle lettere del pittore trentino: “Ho oltrepassato l'infinita pianura della tristezza, dove alla luce del sole e al buio si mescolano tutte le passioni umane. Ho visto fiori piangere e lombrichi ridere. Sì, ho vissuto senza vegetare, ho veramente vissuto”.
E poi, dal 13 al 15 febbraio, ecco Loving Vincent, il primo lungometraggio interamente dipinto su tela creato dallo studio Breakthru Productions (già Oscar per il corto animato Pierino e il lupo). Un film a suo modo rivoluzionario, intessuto da migliaia di immagini pennellate nello stile di Vincent Van Gogh da quaranta pittori che hanno lavorato per mesi allo scopo.
'Loving Vincent', il documentario su Van Gogh dipinto su tela