Gillo Pontecorvo, una storia da film: una mostra racconta un maestro del XX secolo
Alessandra Vitali
L'infanzia, l'apprendistato, la Resistenza, gli incontri e le passioni del regista scomparso dieci anni fa: un'esposizione ne ripercorre le esperienze a dieci anni dalla morte
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ROMA - Vale per Gillo Pontecorvo quel che Jacopo Fo ha detto pochi giorni fa al funerale del padre Dario: non si muore davvero, dai, si fa per dire. Pontecorvo è morto dieci anni fa, il 12 ottobre del 2006 ma il suo lavoro ha segnato la strada di generazioni di cineasti e continua, tutt'oggi, a orientare maestri e giovani artisti del cinema. Un'influenza ancora più significativa se si pensa che Pontecorvo, fra i cineasti più influenti del secolo scorso, è stato tuttavia uno degli autori meno prolifici della storia, avendo realizzato appena sei film, fra il 1957 e il 1979. Ma sono titoli decisivi, legati alla memoria degli spettatori e in certi casi entrati nel loro lessico, si pensi a Kapò, La battaglia di Algeri, Queimada. Ma Pontecorvo è anche l’autore di un numero imprecisato, e poco conosciuto, di film non realizzati: progetti inseguiti, scritti, studiati, preparati e poi abbandonati, respinti, lasciati andare. Amati e non portati a termine. Anche di quest' aspetto, i film non girati, dà conto una mostra che a dieci anni dalla scomparsa celebra l'opera dei un grande regista: Gillo – Cinema, utopie, battaglie e passioni di Gillo Pontecorvo s'inaugura domani, 20 ottobre a Roma presso il Teatro dei Dioscuri al Quirinale, resterà aperta fino all’11 dicembre, non un tributo di quelli che si mettono in piedi in occasione di anniversario di varia natura ma un viaggio nelle molteplici vite di un protagonista della nostra cultura. Pontecorvo regista e organizzatore culturale, Pontecorvo militante politico, partigiano, musicista, cultore del tennis, appassionato di botanica, Pontecorvo uomo instancabile di relazioni, professionali, affettive, amicali.
Gillo Pontecorvo, una rassegna dei film non girati
Il percorso espositivo non ha un andamento lineare ma segue il corso delle tappe della vita di Pontecorvo. Il racconto è scandito da 400 fotografie - moltissime inedite - che provengono dall'Archivio Pontecorvo e dall’Archivio Luce e del Museo Nazionale del Cinema di Torino, e da filmati inediti, documenti, testi che attraverso le parole del regista e quelle di chi ha scritto di lui tengono insieme le varie parti della mostra. Le sezioni seguono delle "voci" ideali: si comincia con "Infanzia", poi "Apprendistato": qui ci sono le immagini dei suoi incontri e della vita da esule a seguito delle leggi razziali del 1938, a Parigi e poi a Saint Tropez, accanto a Sartre, Picasso, Berlinguer, il sogno di diventare musicista, l’avvicinamento alla politica. Un vero romanzo di formazione del Novecento. Poi si passa a "Resistenza", con le testimonianze e le foto del suo impegno attivo, nome di battaglia "Barnaba", tra Lombardia e Piemonte.
Cinema, utopie e passioni: le molte vite di Gillo Pontecorvo
Gillo Pontecorvo sul set, a Venezia con Dustin Hoffman, con Sartre o con Picasso. Sono solo alcune delle immagini esposte - insieme a molto altro materiale - nella mostra "Gillo – Cinema, utopie, battaglie e passioni di Gillo Pontecorvo" che s'inaugura il 20 ottobre a Roma presso il Teatro dei Dioscuri al Quirinale in occasione dei dieci anni dalla scomparsa del regista. La mostra resterà aperta fino all’11 dicembre, un viaggio nelle molteplici vite di un protagonista della nostra cultura.
Una parte ricca e centrale è quella del binomio "Film realizzati - Film non realizzati". Dei suoi titoli visti e amati nel mondo si incontrano memorie, provini tra cui quelli per selezionare la protagonista di Kapò: c'è un filmato con Claudia Cardinale, che poi non partecipò al film. E ancora, testi originali, lettere, scatti inediti dei set. Alla parte invece "sommersa" la mostra dà un risalto che permette di toccare con mano il laboratorio ideale e pratico del cinema di Pontecorvo. Istantanee e parole su un progetto di film sulla figura di Cristo, I tempi della fine, o di un lavoro intitolato Magia per il quale il regista sperimentò l’LSD. Poi c'è il film che, a sorpresa, gli propose Marlon Brando, un lavoro dedicato ai Sioux: il progetto venne poi abbandonato dalla produzione americana, ma intanto Pontecorvo aveva avuto l'occasione di vivere per un mese presso una riserva indiana. Poi c'era un'idea sul subconscio, un film sull’arcivescovo Romero ucciso in Salvador, un progetto sulla mafia, al quale pensò agli inizi degli anni ’80, dopo averne parlato con Giovanni Falcone. Di questa "rassegna di cinema potenziale" si possono vivere alcuni momenti, come l'audio di una conversazione telefonica fra Pontecorvo e Brando, le foto per i provini di Nastassja Kinski e Francesca Neri, una "sciata" su un balcone di New York insieme a Jerzy Kosinsky, autore di Oltre il giardino e di L'uccello dipinto dal quale si sarebbe potuto fare un film.
Gillo Pontecorvo attore, il provino per "Il sole sorge ancora"
La mostra è promossa e organizzata dal MiBACT – Direzione Generale Cinema, Regione Lazio, ABC Arte Bellezza Cultura, Istituto Luce-Cinecittà, Associazione Gillo Pontecorvo, in collaborazione con Casa del Cinema, Centro Sperimentale di Cinematografia, Museo Nazionale del Cinema di Torino, con l’organizzazione generale di Costruire Cultura. Il curatore è Claudio Libero Pisano, con la collaborazione di Simone Pontecorvo. Il percorso si completa con il Gillo pubblico e i suoi costanti interventi nel dibattito culturale e sociale - fu anche direttore della Mostra del cinema di Venezia - perché non separò mai - da intellettuale - l'opera creativa dall'operato culturale. Un'esposizione piena di cose, di bellezza, di parole, di idee. Di passioni e di persone. Il racconto di una vita straordinaria e delle utopie di un secolo. Una storia che somiglia a un lasciapassare datato 7 maggio 1945 e timbrato dal CLN, il Comitato di liberazione nazionale, sul quale c'è scritto "il signor Gillo Pontecorvo è autorizzato a circolare liberamente in qualsiasi ora del giorno e della notte, e in qualunque luogo". Ha circolato a lungo, questa mostra racconta il suo viaggio.