Racconta la storia di Perry che ci viene presentato all’inizio come un musicista punk rock giovane e figo. Un rapido balzo in avanti del tempo, di circa vent’anni, e si arriva al giorno d’oggi: Perry è sposato con Karen, un avvocato, ha due figli, l’adolescente Salome e un bimbo piccolo, vive in periferia e lavora con il fratello in una ferramenta. Se con la band sono in una fase di 'iato temporaneo' (che in realtà dura da ben dieci anni), la mente di Perry sembra intrappolata nel passato: è come se, in questo momento, la sua vita, benché ordinaria appunto, sia priva di stimoli e gli eventi lo attraversino senza che lui se ne renda conto. Il suo quarantesimo compleanno, dimenticato da moglie e figlia, diventa l’occasione per tornare indietro nel tempo. Non importa se ora indossa occhiali da vista e ha una barba sì appena accennata, ma già lievemente brizzolata...per quella sera, Perry vuole sentirsi ancora un musicista punk. Con i soldi che gli regala il fratello per organizzare una festa, decide di affittare la suite di un lussuoso hotel di Manhattan, invita gli amici, gli ex compagni della band e si ritrova anche a dover gestire prima una entraîneuse (il regalo dei suoi amici) e poi l’incontro con una sua ex fiamma che ora fa la manager di Joan Jett (che comparirà nel film per un cameo, nei panni di se stessa) e che sembra non aver dimenticato il tempo passato insieme.
'Ordinary world', l'esordio al cinema di Billie Joe Armstrong
Prima c’era stato il musical di American Idiot (adattamento teatrale dell’album omonimo dei Green Day) in cui Billie Joe aveva interpretato il ruolo di St. Jimmy, l’alter ego ribelle ed eroinomane di Johnny. Recitare a Broadway aveva insinuato nel frontman dei Green Day l’idea che “se qualche ruolo interessante mi fosse stato proposto, lo avrei accettato volentieri. Quando è arrivato Ordinary World, sembrava perfetto per me”. E poi il fatto che Billie Joe abbia costruito insieme al regista Lee Kirk il personaggio di Perry (ad esempio, è di Armstrong l’idea che la donna che Perry incontra alla festa è un amore che torna dal passato) ha sicuramente contribuito alla buona riuscita della sua interpretazione.
Green Day, la rivoluzione è il 7 ottobre: arriva 'Revolution Radio'
Una radio portatile, vecchio stile, con gli altoparlanti in fiamme: è la copertina del nuovo album, 'Revolution Radio', in uscita il 7 ottobre, insieme al lyric video del singolo 'Bang Bang', l'anticipazione fatta dai Green Day attraverso le loro pagine social, Facebook e Instagram. La band di Billie Joe Armstrong aveva chiuso la sua trilogia musicale nel lontano 2012 con '¡Tré!' (preceduto da '¡Uno!' e '¡Dos!') e si era preso una lunga pausa. Ora torna con un disco politico: parlano già da sé titoli come 'Outlaws', 'Troubled Times' e 'Ordinary World'. Il resto lo sentiremo in autunno
Sicuramente la voce dei Green Day ha avuto i suoi riferimenti. Rimanendo solo in ambito di musicisti rock, Billie Joe ha potuto trarre ispirazione dal padrino del punk, Iggy Pop. Dal cameo in Sid & Nancy, il film del 1986 diretto da Alex Cox, in cui interpreta se stesso, alle pellicole dirette da Jim Jarmusch (una su tutte, Coffee and Cigarettes. In uno dei cortometraggi che compongono il film, Iggy Pop divide il tavolo di un bar con Tom Waits), al Sandman di Dario Argento, annunciato ma ancora non completato, la carriera da attore occupa una parte non indifferente nella vita di Iggy Pop. O Henry Rollins, ex Black Flag. Il suo primo ruolo da protagonista arriva solo nel 2015 con il thriller He Never Died in cui, appunto, interpreta un immortale, un uomo ai margini della società che uccide e si nutre di sangue. Fino a quel momento, però, Rollins era stato impegnato in parti minori in numerosi film, Suck (c’è pure Iggy Pop), Wrong Turn 2 – Senza via d’uscita, ad esempio. Per ritrovarlo in un ruolo principale dobbiamo tornare indietro al 1990, quando Henry Rollins interpreta uno dei tre protagonisti di Kiss Napoleon Goodbye, il film scritto e diretto da quella che poi sarà per un certo periodo la sua compagna, Lydia Lunch. Con lei il discorso potrebbe farsi lunghissimo: il punk, inteso come senso di non appartenenza, desiderio di ribellione al sistema, provocazione e allo stesso tempo impegno contro la commercializzazione della figura femminile, lo ha messo tanto nella sua attività di cantante, quanto in quella di scrittrice e attrice, appunto. Sono tantissimi i film in cui ha recitato, tra questi pure lo scioccante Ingannevole è il cuore più di ogni cosa diretto da Asia Argento.
A tutt’altro genere di film ha preso parte Eugene Hutz, voce del gruppo gypsy punk Gogol Bordello. La sua filmografia è decisamente meno ricca, ma anche se le storie interpretate da Hutz sono più leggere valgono comunque la vista. Come Ogni cosa è illuminata, ad esempio, il film del 2005 in cui Eugene Hutz affianca Elijah Wood nel ruolo di Alex, guida che accompagna lo statunitense Jonathan alla ricerca delle origini della sua famiglia in Ucraina.
Il suo mondo, dunque, quello del punk rock, gli offre diversi spunti da cui trarre ispirazione per la sua promettente carriera da attore. Tra tutti questi precedenti, però, la scelta di Billie Joe Armstrong è rivoluzionaria: “Amo il cinema italiano e Sophia Loren”, più punk di così...