'L'Esecutrice', torna l'horror con Asia Argento: "Sperimentare, sempre al servizio dell'arte"
Filippo Brunamonti
Il regista Michele Civetta riporta sul set l'ex moglie Asia Argento per il primo lungometraggio horror. Nel cast anche Franco Nero, Ninetto Davoli e Monica Guerritore. Siamo stati nel castello stregato dove tutto è nato
5 minuti di lettura
Un custode sceso in mezzo a un labirinto dalla cima di una valle, basoli di pietra vesuviana sotto lo sterco di capra, una donna in rosso che dondola un'altalena. Il ritaglio di un giornale: "Marchesa tentato infanticidio". Siamo nel cuore infestato del Castello Ruspoli, in provincia di Viterbo. Asia Argento, capelli rossastri, tunica da sciamano, alza una lanterna sul mistero del cinema, sulle sue geometrie dolci e spettrali. Rincorre una bambina per i campi, porta al volto le dita tatuate - Joe (Coleman), Syd (Barrett), Moz (Morrissey), Bob (Dylan). Lacrima, balla, fa l'amore. Si perde in una grande pozza di verde, cinta da quattro arcate di balaustre. Attorno a lei sculture di salvia e rosmarino. È Asia/Isidora l'esecutrice delle volontà della madre morta nell'opera prima del regista Michele Civetta, intitolata The Executrix/L'Esecutrice, in lavorazione tra Italia e Stati Uniti. Dalla città dove ha visto per la prima volta dal vivo la rock band psichedelica Ozric Tentacles (New York) a Vignanello, un paese medievale di sole cinquemila persone circondato dai Monti Cimini.
'L'Esecutrice', Asia Argento e Michele Civetta ancora insieme sul set
Si intitola 'L'Esecutrice' il nuovo film di Michele Civetta, che vede protagonista la ex moglie Asia Argento. Nel cast, anche Monica Guerritore, Franco Nero e Ninetto Davoli. La storia segue le vicende di una donna frustrata che rientra da New York in Toscana per eseguire le volontà della madre morta. Una volta in Italia dovrà fare i conti con la sua infanzia e con lo spettro di una misteriosa donna in rosso...(Foto di Laura Petruccelli)
"Sono affaticata e contenta" dice Asia dopo tredici ore di lavoro. "A pensarci bene affaticata e contenta può sembrare un disco di Carmen Consoli" ride. La sua spina dorsale è attaccata alla lente della macchina da presa: "Tre anni e mezzo fa avevo detto basta. Per tornare a recitare aspettavo una storia profonda e persone che ammiro e rispetto: da Michele al direttore della fotografia Nicola Pecorini. Ci sono parecchi artisti su questo set che hanno lavorato nel mio ultimo film da regista, Incompresa. Questa volta ci ritroviamo per una causa diversa ma simile negli intenti, direi, anarchici. È bello vedere che nel nostro paese macchinisti ed elettricisti, i miei veri maestri, siano ancora innamorati del cinema. Ognuno qui può sperimentare, ha il cuore in tumulto, il senso del fluido e della composizione, ed è al servizio dell'arte". Al servizio de L'Esecutrice, appunto, che Civetta ha scritto insieme a Joseph Schuman e che vedrà nel cast Jonathan Caouette (regista del documentario autobiografico Tarnation, raccolta di 20 anni di Super 8 e videotape sul suo rapporto con la madre in cura con l'elettroshock), Franco Nero (Django Unchained), Ninetto Davoli (Uccellacci e uccellini, Il Decameron) e Monica Guerritore (La Lupa). Nicoletta Ercole ai costumi, Eugenia Di Napoli alle scenografie.
'L'Esecutrice', Michele Civetta torna all'horror con Asia Argento
Tra i produttori, Manu Gargi (Silence di Scorsese) in associazione con Tommaso Bertani, Massimiliano Navarra e Carlo Lavagna (produzioni: Quintessence Films, Ring Film, Turquoise Horse). "Sono cresciuto guardando spaghetti western la domenica a casa con mio padre" ricorda Civetta, un paio di cuffie attorno al collo che sembrano prugne elettriche, la voce di un bambino. "Il Neorealismo, Elio Petri, Federico Fellini... Quello era il mondo come lo vedevo io". Ricorda anche il verso di Roberto Benigni alla memoria di Fellini: “Come se fossen morte le albicocche”, recita. Un anno fa, nella città dov'è nato, l'Istituto Italiano di Cultura di New York gli ha dedicato una mostra dal titolo RetroPerspective; Michele firmava il catalogo così: "Écrasez l'Infâme: schiacciate l'Infame". Un giro d'inchiostro preso in prestito dal Trattato sulla tolleranza di Voltaire. 40 anni, laurea alla Tisch School of the Arts, una parodia di Che fine ha fatto Baby Jane? per Mtv, corto universitario con protagonisti René Ricard e Tara Subkoff. Yoko Ono lo ha scelto per le riprese del documentario Yoko Ono '06, Lou Reed gli ha affidato il videoclip di Ecstasy: “Avevo sì e no vent'anni quando il fondatore dell'avant garde punk rock mi ha portato in Centro America, ossessionato dal ritratto-vérité della vita di strada, sul modello di Helen Levitt e Walker Evans”.
'L'Esecutrice', la musica da brivido firmata Ladytron/Bardi Jóhannsson
Sean Lennon, figlio di John, e Capital Records lo hanno chiamato alla regia del concept Friendly Fire. "Erano tempi in cui Mike Mills e Spike Jonze duettavano come me tra cinema e pubblicità". Aveva già collaborato con Daniel Hunt, fondatore dei Ladytron, che sta componento - insieme all'amico Bardi Jóhannsson - i temi musicali de L'Esecutrice: "Brian Eno che incontra i Goblin che incontrano Ennio Morricone. Lo spirito è quello dei clavicembali e del mellotrom di Herzog ma più elettronico". Secondo Asia e Michele il film è un inno alla libertà di fare cinema. "Io sento un risveglio in Italia" dice Asia. "Non pensavo che questo risveglio portasse alle origini di tutto. Le origini uno non se le sceglie. Per me è un cammino già tracciato. Mi sono liberata delle mie paure e quello che ho finito per disprezzare - il mestiere dell'attore - è tornato ad essere mio alleato. Se guardo indietro, forse salvo solo tre film in cui ho sentito davvero di essere uno strumento creativo. Abel Ferrara, Peter Del Monte, mio padre, e soprattutto Michel Piccoli, sono stati dei grandi liberatori, mi hanno insegnato ad occupare lo spazio. La macchina deve seguire l'attore, non il contrario. Ma quante poche volte è così. Spesso sui set ci si ritrova al servizio di un'idea quasi fumettistica di una storia. Di Michele, come regista, ammiro il coraggio di tentare strade alternative. Il suo è un cinema freestyle".
Alla terza settimana di riprese al Castello Ruspoli, tra un ciak e l'altro la musica invade i giardini rinascimentali, tutti si sentono parte della stessa famiglia. "Volevo tornare a un modo di vivere il cinema tipico degli anni Settanta" spiega Michele. "I punti di contatto sono il primo Roman Polanski, quindi L'inquilino del terzo piano, A Venezia... un dicembre rosso shocking di Nicolas Roeg, Peter Weir... L'Esecutrice sarà un film post-post punk dove i personaggi e gli attori non sono solo presenze fisiche ma archetipi. È una celebrazione del modo di lavorare alla maniera di Pier Paolo Pasolini. Mi piace dare alla macchina da presa delle restrizioni, dal dolly allo zoom. Sto girando in anamorfico con le stesse lenti anni Settanta utilizzate da Coppola per Apocalypse Now". Sulla teoria degli spiriti che abitano il corpo dell'attore, Asia cita il padre dello spiritismo Allan Kardec che "ha messo una lente di ingrandimento su un fluido universale che accomuna tutti. Aprire le porte agli spiriti dei personaggi, permettere loro di possederti e abitarti, è democrazia. Quando torni a casa, gli spiriti sono ancora con te, parlano. Non sono solo il personaggio, sono le sue sfaccettature, il DNA, i parenti, i serpenti... In questo film i temi dell'ereditarietà e il serpente che si morde la coda, l'eterno ritorno, dominano le scene. Isidora è Isidora ma incarna anche lo spirito della madre, della bisnonna, della famiglia intera. Alejandro Jodorowsky indica la strada sul come riuscire a liberarsi da queste catene genealogiche. Il personaggio del film non sa di essere in catene. Quando arriva in Italia apre il vaso di Pandora, i traumi ritornano".
Michele sostiene di aver corteggiato Asia un anno fa, dopo la loro separazione. Ha scritto L'Esecutrice pensando a lei, a metà tra La passione di Giovanna d'Arco (Maria Falconetti) e un ruolo libero, aperto, come quello che le aveva riservato Tony Gatlif in Transylvania. Di Ninetto Davoli, custode della casa di famiglia, "amo il sorriso, l'animo profondo e infantile, la magia e il senso del tempo, è il nostro Harold Lloyd o Charlie Chaplin"; Franco Nero, nel ruolo di un eccentrico aristocratico che crede nel misticismo, "ha il volto del cinema d'avanguardia e invoglia il regista a prendersi dei rischi". Un paradosso filmico unire sul set Asia e la piccola Claudia Salerno, sorella di Giulia che aveva reinterpretato Asia/Aria a nove anni nel 1984 (Incompresa). Per Michele "il cinema è un laccio di vite" e considera Asia la sua "poet priestess, poeta sacerdotessa". "Michele ha coniato questo nomignolo i primi tempi che ci siamo conosciuti" dice Asia. "Ero sconcertata che avesse visto questo in me. Mi ci sono riconosciuta. Lui ha scritto questo ruolo per una 'poet priestess', per una matta. Mi ha detto: pensaci. Metti la sceneggiatura sul comò. Io ero in stato di shock... Tutto così indecifrabile e intimo. E, invece, quanto è divertente fare il ruolo della matta! Il secondo prima piangi disperato, quello dopo balli. Sto a palla di cannone dall'emozione".
Per il ruolo Asia è tornata a dipingere: "Non toccavo la pittura da dieci anni. A darmi ispirazione è stato l'art director Frank Longo, un eremita come me. Ci siamo accorti che mentre dipingevo tornavano elementi come l'ouroboros, poi è spuntato un utero. Uso una tecnica che mi ricorda i test di Rorschach. In una scena dipingo dal vivo quindici opere. E lo spettatore si chiede: che cosa vedo io qui? Dove mi sta portando? Recitare è titillare le menti. L'occhio della macchina o del palcoscenico è protettore e al tempo stesso pericoloso". Come si protegge? "Io non vado a cena con persone, non prendo l'aperitivo, non vado alla prima di un amico regista; semmai dopo, da sola. La mondanità è una terribile parte del mestiere del saltimbanco. Mi sento un pesce fuor d'acqua in quel rumore. Preferisco il rumore del mare. O della mia testa. Il rumore bianco".