'Marcello, come here!': Mastroianni, divo immortale
Talento e fascino: vent'anni fa l'addio a Marcello Mastroianni
Vent'anni fa moriva a Parigi Marcello Mastroianni. Icona del cinema italiano, protagonista di film indimenticabili, Mastroianni ha ottenuto tre candidature all'Oscar come miglior attore (per 'Divorzio all'italiana', 'Una giornata particolare' e 'Oci ciornie') e ha vinto 2 Golden Globe, 2 Bafta, 8 Daid di Donatello, 8 Nastri d'argento, 5 Globi d'Oro e un Ciak d'Oro. A Cannes ha vinto per due volte il premio come miglior interprete maschile; a Venezia, invece, si è aggiudiato due Coppe Volpi ed ha ricevuto anche il Leone alla Carriera
Snaporaz e Fellini. Nel 1960, La dolce vita nel ruolo del giornalista che tiene insieme tutti gli episodi. Dopo questo film, eccoli insieme in 8 ½, tre anni dopo. Mastroianni diventa il doppio del regista cui gira altre tre film: La città delle donne (il cui protagonista si chiama Snaporaz che era il fumettistico soprannome che Fellini aveva dato all'amico) nel 1980, Ginger e Fred, nel 1986 e Intervista nell’87. “Marcello è un grande – raccontava il regista a Enzo Biagi in La bella vita – Un amico molto caro, leale, fedele, pieno di buonsenso, di quelli che puoi trovare solo nei romanzi o in certi film americani degli anni Trenta. È un’amicizia sincera, di una qualità piuttosto eccezionale, basata sulla completa, reciproca fiducia”.
La fame e il profumo. Da ragazzino aveva fatto la fame, si diceva allora, come tanti della sua generazione. Aveva sviluppato un rapporto intenso con il cibo quasi come con le donne. Monicelli, De Sica avrebbero raccontato di quanto il giovane attore mangiasse sul set. Prima di I girasoli De Sica scriveva alla figlia Emi: "È arrivato Mastroianni, più grasso del solito, non rinuncia a mangiare. Mi ha promesso che in questi due giorni che lo separano dal primo giro di manovella dimagrirà due chili". A Fellini, che lo costringeva a dimagrire molto prima di ogni film, chiedeva "Hai la macchina? Andiamo a Ostia a mangiare il risotto alla pescatora". Anziano, raccontava (nella monografia di Marcello Seregni Un uomo di cinema): "Alla fine della vita ricordo di più l'odore del cibo di mia nonna che aveva incontrato Greta Garbo. Sono un italiano medio e mi piace questa normalità". Seregni ha curato la rassegna omaggio all'attore che si svolge in questi giorni (e fino al 23) al museo Mic di Milano.
La (sua) città delle donne. Nel '45 una relazione con una giovane aspirante attrice destinata a diventare icona, Silvana Mangano, prima che lei sposi Dino De Laurentiis. "Un amore da amici, come si può a quell'età. Casto. Lei aveva 19 anni, io 22. Per lei ho sofferto". La moglie di Marcello Mastroianni è Flora Carabella, da cui si separerà nel 1970 senza mai divorziare, e da cui ha avuto la figlia Barbara. Sul set di Amanti ha una relazione con Faye Dunaway, un rapporto intenso e sofferto che dura tre anni. Dura due anni quello con Catherine Deneuve, madre di Chiara, conosciuta sul set del film La cagna di Marco Ferreri, lui non si sarebbe mai separato dalla moglie e l'attrice francese lo lascia, Ferreri raccontava di averlo visto piangere a lungo, distrutto. Infine la compagna Anna Maria Tatò, autrice di Mi ricordo, sì... io mi ricordo che è considerato il testamento emotivo dell'attore. La dolce vita e 8 1/2 lo trasformano anche all'esterno nell'emblema del latin lover italiano, chissà se anche per questo accetta di interpretare il ruolo di un marito impotente nel film Il bell'Antonio.
Marcello e l'America. Nel 1962 la rivista Time gli dedica un servizio: è il divo straniero più ammirato negli Stati Uniti. Nel 1987 Mastroianni è ospite di Letterman per presentare Oci Ciornie che apre il New York film festival. Dichiara il suo amore per la città e anche che non gli piace Los Angeles: "Avete sempre lo stesso tempo. Io amo indossare il maglione, l'arrivo di settembre, ottobre e le prime piogge e poi Natale. Qui sempre lo stesso tempo. E poi piango sempre, per via dello smog. La gente pensa che sia sensibile ma è perché ho gli occhi delicati. Le case e i giardini sono tutti uguali e non ci sono cacche di cani, pezzi di pomodoro o peperoni...E non puoi camminare, ti ferma un poliziotto e ti dice vai, vai". Commenta la pancia che sporge dal magazine del New York Time "mi sono dimenticato di tirarla in dentro...".
Palme, Volpi e Leoni. Dopo la prima Grolla, quella portata al Monte dei Pegni, di riconoscimenti ce ne sono stati tanti. Tre candidature all'Oscar, due Golden Globe, e altrettanti Bafta. Otto David di Donatello e altrettanti Nastri d'argento. Cinque globi d'oro e un Ciak d'oro. A Cannes è stato tra i pochi (come lui solo Jack Lemmon e Dean Stockwell), a vincere due Prix da migliore attore, due Coppe Volpi alla Mostra di Venezia, dove nel 1990 gli è stato consegnato il Leone d'oro alla carriera da Federico Fellini.
Con Sophia - Affetto e tenerezza profondi, dodici film insieme. Compreso uno spogliarello citazione per Robert Altman."Mi disse: recitate pure in italiano, tanto metto i sottotitoli. Fate voi. Cosa potreste ripetere dei vecchi episodi girati insieme? Risposi lo spogliarello di Ieri, oggi e domani. Lo proposi a Sophia, rispose: "Io sto meglio sotto che sopra". Ancora, a Biagi "con Sophia ci siamo sempre intesi a meraviglia. Se mia madre andava al cinema e mi vedeva con altre interpreti mi telefonava preoccupata: "Marce', che hai fatto? Hai litigato con Sophia?".