Micheal Keaton è 'The founder', l'imperatore degli hamburger - Videointervista
Mr. Keaton, quanto sapeva lei di questo retroscena dietro la storia?
"Ne sapevo poco o niente, come la maggior parte di noi. Il film rappresenta un dietro le quinte molto intrigante e illuminante circa i nuovi modelli del capitalismo sfrenato. McDonald è non solo un fast-food globale, ma una parabola dell'idea di profitto a tutti i costi con il trucco dei bassi costi. In realtà non sapevo nemmeno dell'esistenza dei due fratelli McDonald, e insomma ho scoperto una delle più interessanti storie americane. Il primo caso di "branding" nel mondo".
Ray Kroc è stato un genio nel fiutare un'opportunità?
"Sì, un genio, mi piacerebbe avere un decimo del suo fiuto. Lui fiutava e ci si buttava sopra, come il cane con l'osso. Ho rispetto per la sua etica di lavoro, la sua determinazione. Non so se si può parlare di visione, forse è esagerato, non so se posso condividere quello che faceva, ma ammiro la sua ambizione e la sua grinta. Come attore per forza cerchi i lati positivi del tuo personaggio, altrimenti non riusciresti a interpretarlo in maniera credibile. Kroc non era solo un pescecane del capitalismo, diamogli qualche credito".
'The founder', Michael Keaton e l'impero dei McDonald's
"Non riesco a ricordare la primissima volta, ma certo da ragazzini un McDonald's era sempre una meta e un posto di ritrovo. Big Mac e french fries: era sempre una piccola festa. Trovami uno della mia età che non abbia questi ricordi, qui in America. Rock 'n roll e McDonald's: una sublime contraddizione. McDonald's è stato il primo diner dove non c'erano piatti e posate da lavare, e ora operiamo tutti così. Ray Kroc capì per primo la genialità di quel tipo di frugalità. Ci ha fregato a tutti! [ride]".
Cosa dice del film la McDonald’s?
"Da quello che ho capito sanno del film ma non si sono mai intromessi né hanno chiesto o indagato. È al di sopra delle parti. Cosa vuole che gliene freghi di un piccolo film d'intrattenimento...".
Michael Keaton: dallo spiritello porcello a Mr. McDonald's
Sessantacinque anni di vita e quaranta di carriera, Michael Keaton si chiama in realtà Michael John Douglas. Quando decise di fare l'attore si cambia il cognome in Keaton, per via dell'omonimia con il già famoso Michael Douglas. Dopo piccoli ruoli in qualche serial tv, finalmente debutta sul grande schermo con 'Turno di notte' di Ron Howard. È il sodalizio con Tim Burton che gli dà popolarità prima con 'Beetlejuice - Spiritello porcello' e poi grazie all'interpretazione del miliardario Bruce Wayne alias Uomo Pipistrello nel gotico e visionario 'Batman' di Tim Burton, a cui fa seguito un secondo episodio tre anni più tardi. Negli ultimi anni è stato protagonista dei film americani che hanno raccolto più premi, ha vinto un Golden Globe per il ruolo di attore che dopo aver rinunciato alla carriera di supereroe oggi recita a teatro in Birdman ed stato è il caporedattore del Boston Globe nel film denuncia Spotlight, Oscar 2016. Oggi Michael Keaton torna nel ruolo di Ray Kroc, un rappresentante di frullatori americano che ha cambiato le regole del business della ristorazione creando la franchise McDonald's
"Avevo rischiato con Beetlejuice - che follia di film - e coi Batman di Tim Burton: venivo dalla commedia e come supereroe non mi ci vedeva nessuno. Sapeste le cose che mi sono sentito dire da agenti, manager e amici quando venni scritturato. Pensavano fosse una mossa suicida. Non lo è stata, come sapete, e mi è tornata utile quando 25 anni dopo ho rispolverato quella storia, anche se allegoricamente, in Birdman. Non avrei vinto l'Oscar se non fossi stato, un tempo, Batman. Sì, ogni tanto mi piace giocare d'azzardo. Se non lo fai, anche come artista, difficile che vinci".
'Spotlight' sottolineava l'importanza della stampa come monitor sociale: teme con Trump un attacco alla libertà di stampa?
"Certo che c'è da temere. Basta sentire le cose che dice in continuazione contro la stampa e l'opposizione e la dissidenza. Ha tendenze tiranniche e autocratiche, e la stampa mai come oggi ha il dovere di monitorare il potere garantendo, in maniera neutrale, di darevoce alla democrazia. E guai a chi dice che i media hanno creato Trump: i media hanno cercato di capire il fenomeno e hanno fatto di tutto per mettere in guardia contro la sua idiozia. Io dico 'Viva la stampa', più convinto che mai. Dico anche, giovani, scendete in piazza e fatevi ascoltare!".