Robert Zemeckis: "La Seconda Guerra Mondiale era quella giusta"
Silvia Bizio
Il regista di 'Ritorno al futuro' e 'Forrest Gump' firma il film bellico 'Allied' con Brad Pitt e Marion Cotillard. Di Trump dice: "Simile a Berlusconi ma la buona notizia è voi siete sopravvissuti" e su Brad: "Il lavoro gli farà bene"
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Arriva oggi nelle sale italiane Allied, il film di Robert Zemeckis, di cui si è parlato molto soprattutto per motivi extracinematografici. Interpretato dalla star Brad Pitt e e dal premio Oscar Marion Cotillard, Allied è stato travolto dal divorzio dei Brangelina e dal presunto flirt tra i due celebri attori che l'attrice francese è stata costretta a smentire.
Prima apparizione dopo la rottura: Brad Pitt sul red carpet a Los Angeles
Zemeckis, sempre attento scrutatore dello spirito dei tempi, si è tuffato nella storia col suo nuovo film, Allied (alleato), un dramma simil Casablanca con Brad Pitt e Marion Cotillard: ed è in vena di riflessioni sui destini politici e sociali delle civiltà, e il rapporto Usa/Europa. Allied (in Italia col titolo Un'ombra nascosta) è ambientato nel 1942: un ufficiale del controspionaggio americano (Pitt) di stanza in Nord-Africa, incontra una combattente della resistenza francese (Cotillard) impegnata in una pericolosa missione dietro le linee nemiche. È subito amore. Quando si ritrovano a Londra la loro relazione viene messa a dura prova dalle insostenibili pressioni della guerra.
'Allied - Un'ombra nascosta', la clip del nuovo film di Robert Zemeckis
Abbiamo incontrato Zemeckis, 64 anni (ricordiamo i suoi recenti ed elogiati Flight e The Walk ma anche dei cult come Chi ha incastrato Roger Rabbit? e Ritorno al futuro o Forrest Gump) a Los Angeles.
'Allied', il film che ha fatto innamorare Pitt e Cotillard ma solo sullo schermo
Arriva nelle sale italiane il film di Robert Zemeckis con Brad Pitt e Marion Cotillard ambientato nella Casablanca delle Seconda Guerra Mondiale. Lui è un ufficiale del controspionaggio americano (Pitt) di stanza in Nord-Africa e lei è una combattente della resistenza francese (Cotillard) impegnata in una pericolosa missione dietro le linee nemiche.
Mr. Zemeckis, cosa significa la II Guerra Mondiale per lei, specie in relazione al momento storico presente?
"Io sono nato nel 1952, subito dopo quella guerra e in piena Guerra Fredda. La Seconda Guerra Mondiale è stato il momento epocale che ha definito le nostre vite e i rapporti geopolitici. Siamo tutti figli di quella guerra, proveniamo da essa. Poi sono cresciuto guardando film e telefilm bellici, penetrata dunque nel mio conscio e inconscio. Ho imparato quella guerra per osmosi, credo di conoscerla più di qualunque altro periodo storico. Non c'erano molte ambiguità morali, come sempre in altre a venire. Noi americani la consideriamo ancora "la guerra giusta". Quella Guerra tirò l'America fuori dalla Grande Depressione, esaltò l'industria meccanica e lo rese il paese più ricco del mondo".
'Allied' va anche inteso come omaggio a 'Casablanca'?
"Casablanca c'era sempre nel copione di Steven Knight, per ovvi motivi, perchè allora era il cuore pulsante dell'Africa del Nord e delle attività francesi. Casablanca all’epoca era anche la Riviera francese del nord Africa, molto glamour e con forte influenza francese. Certo, l'omaggio a Casablanca, film e città, è innegabile".
Aveva sempre sognato di fare un film di guerra? Questo è il primo della sua vasta filmografia.
"C'è la guerra in Vietnam in Forrest Gump, ma non nego che volevo da sempre fare un film coi nazisti e le uniformi tedesche e fucili d'epoca e finalmente ho realizzato la mia fantasia".
Da 'Inglorious Basterds' a 'Monuments Men' sembra vada di nuovo di moda.
Perché, come dicevo, il nostro inconscio collettivo è imbevuto di II Guerra e tutte le sue ramificazioni politiche e culturali. E perché è stata l'ultima guerra senza sfumature di grigio, con una netta demarcazione tra "buoni" e "cattivi", o così ci piace credere".
Lei ha madre italiana, ha una casa in Italia e sa molto del nostro paese: Trump è il Berlusconi americano?
"Il paragone tra i due è pertinente. La buona notizia è che l'Italia è sopravvissuta al ventennio berlusconiano".
Teme con Trump un ritorno al passato, con le sue tendenze autoritarie e autocratiche?
"Fa bene ricordare anche nella fiction gli orrori nazisti. Ma no, non paragono Trump a Hitler, e ritornare all'atmosfera tedesca degli anni '30 mi sembra impossibile. La sicurezza deriva dalla velocità con cui oggi circola l'informazione. Ciò che ha finora impedito l'uso di armi nucleari è proprio il continuo controllo e monitarizzazione dei media e dunque del popolo".
Ci parli degli attori del film. Perché li ha scritturati?
"Marion Cotillard è una delle grandi attrici del nostro tempo. Ha un talento enorme e lavora tantissimo, è instancabile. Quando fa ricerca per un personaggio diventa il personaggio: per Allied ad esempio Marion si è messa a studiare le differenze su come si scrivevano lettere in inglese negli anni '40 e le differenze rispetto all'oggi. E sullo schermo è una presenza magnifica, ha uno di quei volti che fa innamorare la cinepresa".
E Brad Pitt?
"Vale quello che ho detto per Marion. Brad ha più talento recitativo di quanto si tende ad accreditargli. L'avevo visto in Inglorious Basterds e sono rimasto folgorato dalla sua bravura ed espressività. Ed ha un volto perfetto per l'eroe romantico anni '40, con un non so che di retro che a me piace sempre. Mi intristisce la situazione sua personale che si è venuta a creare dopo le riprese di questo film. Brad deve continuare a lavorare: il lavoro lo distrarrà e gli farà bene".