Humphrey Bogart, 80 film in 40 anni, storia di una leggenda
60 anni senza Humphrey Bogart, la leggenda di Hollywood
Bogie, come lo chiamava Spencer Tracy, è in cima alla lista delle cento leggende della storia del cinema stilata dall'American Film Institute. Esordì nell'industria all'inizio degli Anni 20, ma divenne attore a tempo pieno solo dopo la crisi del '29. Dai ruoli da gangster passò a quelli di protagonista in film come Una pallottola per Ray (1941) o Il mistero del Falco (1941). Il secondo segnò l'inizio di un sodalizio durato molti anni con il regista John Huston, che lo scelse di nuovo per Il tesoro della Sierra Madre (1947), L'isola di corallo (1948) e La regina d'Africa (1941), film con cui Bogart vinse l'Oscar. L'anno successivo l'attore segnava la storia con la sua interpretazione in Casablanca, film tra i più celebri di tutti i tempi, accanto ad Ingrid Bergman. Il film ottenne otto nomination e tre Oscar: miglior film, miglior regia a Michael Curtiz e migliore sceneggiatura non originale. Un'altra partnership importante per Bogie fu quella lavorativa e sentimentale con Lauren Bacall, più giovane di lui di 25 anni. I due si incontrarono sul set di Acque del Sud (1944), quando lei era appena diciannovenne e Humphrey era ancora sposato con la sua terza moglie, Mayo Method. Bogart e Bacall si sposarono nel '45 e nel frattempo condivisero ancora i set dell'iconico Il grande sonno (1946), e degli altri due noir La fuga (1947) e L'isola di corallo (1948). Nonostante fossero due persone molto diverse (lei amava la movida e lui era un casalingo, lui amava i weekend in barca e lei soffriva di mal di mare) restarono innamorati fino alla fine, che per Humphrey arrivò piuttosto prematura. L'eccesso di alcool e fumo gli provocarono un cancro all'esofago che, non curato in tempo, gli fu letale, portandoselo via ad appena 58 anni. Forse non tutti sanno che la sua data di nascita non era quella dichiarata dalla Warner. Nel dicembre del 2000 il New York Times riportò che "Bogart era nato il 23 gennaio 1899, ma che la Warner Brothers decise arbitrariamente di modificarla per il pubblico al 25 dicembre dello stesso anno, poichè riteneva che farlo nascere a Natale lo facesse percepire come una persona più buona dei ruoli che interpretava". Per questa ragione fu anche soprannominato "Last Century Man". Un'altra leggenda riguarda la cicatrice sulle labbra, che secondo le fonti sarebbe stata causata da un prigioniero in fuga quando l'attore era in marina, piuttosto che da una scheggia di legno in tenera età. Si dice che il gruppo di attori di cui Bogart fu capobanda, composto da Frank Sinatra, Dean Martin, Sammy Davis Jr., Peter Lawford e Joey Bishop, fosse stato chiamato per la prima volta "The Rat Pack" da Lauren Bacall al rientro da una notte di eccessi a Las Vegas. Di recente il miliardario Steven Mnuchin ha fondato la società RatPac Entertainment (poi RatPac Dune Entertertainment) che si occupa di trovare i finanziamenti per i film Warner.
“Bogie” va a Hollywood. Il contratto alla Twentieth Century-Fox. Arriva a Hollywood aspettandosi di recitare protagonista nel film L’uomo che ritornò, ma scopre che una valanga di colleghi di Broadway erano appena atterrati con lo stesso scopo. Vince il ruolo Charles Farrell e Bogart diventa il suo insegnante di recitazione. Poi lavora in due film, Il gallo della checca e Risalendo il fiume, dove si trova con John Ford e Spencer Tracey, con cui nasce una grande amicizia, Tracey creerà il suo soprannome preferito, Bogie. Qualche altro film, poi un periodo difficile, anche dal punto di vista finanziario. Il padre muore lasciandogli dieci mila dollari di debiti e un anello che l'attore indosserà sempre e che si vede in molti suoi film. Nel '34, mentre recita in Invito a un omicidio, viene notato dal produttore Arthur Hopkins, che prepara La foresta pietrificata, in un ruolo di carismatico cattivo che conquista il pubblico newyorkese. La Warner Brothers compra i diritti per lo schermo, e per la parte di Bogart vorrebbe il divo della scuderia Edward G. Robinson. Che però era stanco di fare le parti di gangster. La sua riluttanza, e l’amicizia del collega Leslie Howard consegnarono a Bogart il suo ruolo cinematografico, un contratto da 650 dollari alla settimana e il gioco di una major che ingerisce pesantemente nella vita degli attori della scuderia. Seguono per Bogart ruoli da gangster. In questo periodo entra nella sua vita Mayo Methot. Bogart non è amato dall’industria cinematografica, viene soprannominato, per le sue lamentele, “Bogie il brontolone”. Ma la scelta della Mayo non fu felice. Era gelosa, alcolizzata, irascibile. Secondo Jonathan Coe, autore della biografia Caro Bogart edita da Feltrinelli, i due litigarono il primo giorno di nozze e passarono la notte ciascuno con i propri amici. Bevute e liti avrebbero caratterizzato il burrascoso rapporto decisamente apprezzato dai tabloid. Seguono commedie e qualche gangster movie. Poi, Gli angeli dalla faccia sporca con James Cagney e Il vendicatore. Nel 1941 ecco Una pallottola per Roy, che rilancia la sua carriera. E’ ancora un criminale, uscito di prigione, ma con un lato umano, sentimentale. È la svolta dolce per quei critici che non ricordavano la fase delle commedie Warner.
Il mistero del falco. Bogart è sospeso dai produttori perché ha rifiutato il Western Bad men of Missouri ("State scherzando?" Avrebbe detto ricevendo il copione). Il collega pure, George Raft, che rifiuta invece Il Mistero del falco, esordio alla regia di John Huston, con cui Bogart si ritrova. Il cast si trasforma in un gruppo di amici che si frequentano volentieri: Bogart, Huston, Peter Lorre e Mary Astor. Bogart sembra aver sposato l’ambiguità orale di Sam Spade. È uno straordinario successo. Ls Warner ci riprova allestendo Agguato ai tropici, che non andrà altrettanto bene.
Casablanca. Bogart vive un momento difficile, nel matrimonio e con l’alcol, quando parte il set di Casablanca. La moglie è inutilmente gelosa di Ingrid Bergman, che lui invece terrà sempre a distanza. È anche convinto che il film sarà un insuccesso. Le riprese iniziano il 25 maggio 1942, il copione è abbastanza in alto mare. “Ogni giorno giravamo a braccio – avrebbe raccontato Ingrid Bergman - Ci davano i dialoghi e cercavamo di capire dove saremmo andati a finire. Io non sapevo se dovevo amare Paul Henreid o Bogart, mi dicevano “non lo sappiamo ancora, giocatela bene, fai una cosa a metà”. Ogni giorno, sul set, litigi tra sceneggiatore e regista, in cui veniva coinvolto Bogart. Alla fine, il risultato un Oscar al miglior film, la prima candidatura di Bogart, l’ingresso nella leggenda. Umberto Eco di Casablanca avrebbe scritto: "La quantità di miti e di storie che abbiamo già sentito, raccontava Eco, difficilmente rendono il film un prodotto originale, ma proprio per via di tutti gli archetipi, proprio perché Casablanca cita un numero incalcolabile di altri film e ogni attore recita una parte che ha già interpretato in altre occasioni, lo spettatore viene rapito da questa risonanza intertestuale", "Quando tutti questi archetipi si sommano senza vergogna, raggiungiamo una profondità omerica. Un cliché ci fa sorridere, cento ci commuovono”. Casablanca diventa un culto perché non è un film, ma tanti film.
“The look”. Sul set di Il giuramento dei forzati Bogart riceve la visita di Howard Hawks che gli presenta la ragazza che lo affiancherà nel prossimo film. Lauren Bacall, nell’autobiografia Io scrive “Ero seduta al tavolo del mio camerino (le riprese del film erano cominciate da tre settimane), e mi stavo pettinando. Bogie entrò per augurarmi la buon notte. Come tante altre volte aveva fatto. All'improvviso si chinò, mi prese il mento tra le mani e mi baciò. Fu un gesto rapido, impulsivo ma delicato e dolcissimo. Bogie era timido, e non certo tipo da atteggiamenti spavaldi. Mi chiese di scrivere il mio numero di telefono su una logora scatola di fiammiferi. Lo scrissi. Mi telefonò alle 11 di sera. Per darmi la buonanotte". Lui stava per partire con la moglie per una serie di spettacoli destinati alle truppe americane. Tre mesi, Africa e Italia. Litigi, urla, porte sfondate. Hoowrd Hawks non era affatto felice di aver fatto il Cupido, dando la grande occasione alla giovane Bacall in Acque del sud : aveva costruito una diva e aveva intenzione di tenerla sotto stretto controllo. Bogart si era complimentato con il provino della Bacall e la famosa battuta “se mi vuoi non hai che da fare un fischio”. Il suo commento premonitore era stato: “Ci divertiremo molto insieme”. Fu all'inizio tormentato, il loro amore. Lui è sposato. A fine film i due si scrivono, tornano insieme sul set, nel '44 per Il grande sonno. "L'unica cosa che Bogart deve fare per dominare la scena è entrarvi", avrebbe detto Raymond Chandler, autore del detective Philip Marlowe che Bogie interpreta in Il grande sonno. Il 21 maggio del 1945, Bacall e Bogart sono sposi. S’imbarcano nell’avventura messicana di Il tesoro della Sierra Madre con John Huston e sopravvivono alle traversie, la fatica, i problemi di cibo.
Le liste di Hollywood. Soffia il vento delle liste nere. I progressisti di Hollywood creano il Comitato per il Primo Emendamento, sotto la direzione di Huston, William Wyler e Philip Dunne. L’idea è che, interrogati dalla commissione, rispondano appellandosi alla libertà di opinione. Partono, tra gli altri, i divi Danny Kaye, Sterling Hayden, Gene Kelly, i Bogart. Lui rilascia una dichiarazione “non sono affari miei e se uno è o non è comunista. Sono un cittadino indignato e arrabbiato che si sente privato delle libertà civili”. La rivista Time lo chiamava "Il ribelle di Hollywood". Più tardi mitigherà la posizione: in realtà la vera progressista in casa è la Bacall.
Santana. Bogart fonda una sua casa di produzione, che ha lo stesso nome del suo yacht e grande passione "l'unica creatura di cui avrei potuto essere gelosa", confessava Lauren Bacall. Gira quattro film, che non andranno così bene. Ma ecco il suo esordio a colori, La regina d’Africa. Le riprese in Congo sono costellate da incidenti che saranno raccontati in un libro dalla collega Katharine Hepburn. Il film è un trionfo commerciale, Bogart Sconfigge Marlon Brando, giovane favorito con Un tram che si chiama desiderio, e agguanta il primo Oscar. Da allora Bogart può permettersi di scegliere solo i copioni graditi. Non tutti belli. Tra questi Il tesoro dell’Africa, girato in Italia con Gina Lollobrigida. E poi Sabrina, dove sostituisce Cary Grant in un ruolo che sembra invece cucito su misura per lui, anche se il set si rivela ad alta tensione per la scarsa simpatia che lui nutre per William Holden e Audrey Hepburn. L’ammutinamento del Bounty gli vale la terza candidatura all’Oscar. Ore disperate, nel 1955, vede il suo ritorno al gangster: uno spietato criminale che tiene in ostaggio una famigliola. Sul set di Il colosso d’argilla comincia ad accusare i primi sintomi di una malattia che si rivelerà un carcinoma.
L'ultimo sonno. Quando ancora non era certa la malattia, Bogart è dato per morto da molti giornali, e lui manda alla stampa una lettera aperta: "Leggo che mi sono stati asportati ambedue i polmoni, che i miei minuti sono contati, che sto combattendo per la mia vita in un ospedale che non esiste da queste parti. Che il mio cuore è stato rimosso e sostituito con un vecchio distributore di benzina. Mi sono praticamente incamminato in direzione di tutti i cimiteri, e voi li avete nominati tutti, da Hollywood al Mississippi, includendone anche alcuni che sono sicuro raccolgano solo spoglie canine. Tutto ciò turba non poco i miei amici per non menzionare le compagnie di assicurazione. Gran parte dei miei amici è iscritta alla società per la lotta contro l'alcolismo. Sotto lo shock di apprendere i seri malanni che mi hanno colpito, temo che possano abbandonare la buona e difficile strada della salvezza". Pochi mesi dopo viene sottoposto a un intervento chirurgico di otto ore, in cui rischia la vita. Per un anno combatte, ma alle due di notte del 14 gennaio 1957 muore nella sua casa Westwood, Los Angeles. Al suo funerale John Huston pronuncerà un memorabile discorso: "Noi non abbiamo nessun motivo per provare dispiacere per lui che è morto, ma solo per noi stessi poiché l’abbiamo perso. Bogie era insostituibile. Non ci sarà mai più nessuno come lui".