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CINEMA

Dalla sala ai social, il futuro del cinema: "Vogliamo aggregare le persone"

Grandi aziende e piccole società indipendenti stanno sperimentando un nuovo modo per promuove film ed eventi a suon di click. Con contenuti extra a disposizione del pubblico, dalle clip esclusive alle interviste con gli attori, fino a offerte speciali e giochi online. Da poter fruire con gli amici, anche su smartphone

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Nel presentare, la scorsa estate, la mostra Lumiére! L’invenzione del cinematografo, il direttore della Cineteca di Bologna Gian Luca Farinelli ha spiegato che il cinema è “l’unica arte che inizia con un 'noi'”. Quel primo film – La sortie des usines Lumière (L'uscita dalla fabbrica Lumière) – inaugura una dimensione collettiva per il cinema, fatto da più persone per più persone, e centoventi anni dopo quel primo esperimento l’intuizione di Farinelli è, allo stesso tempo, qualcosa a cui molti non hanno mai pensato e un aspetto fondamentale per altri. Se infatti c’è un elemento che è rimasto invariato in tutto questo tempo, nonostante le evoluzioni (il colore, gli effetti speciali, il 3D), è la condivisione, il fatto che il cinema è davvero sempre stata un’arte per tutti. Ed è proprio con il desiderio di voler raggiungere sempre più persone che molti, dalle grandi aziende che si occupano di cinema, alle piccole produzioni indipendenti, stanno sperimentando scelte 'social'. Al di là dell’acquisto di biglietti online, che già da tempo diversi circuiti cinematografici permettono, la novità, da questo punto di vista, la portano Facebook insieme con Fandango, che non è la nostra società di produzione ma un’azienda americana specializzata nella vendita di biglietti per il cinema tramite internet e smartphone (prevedono anche il rimborso o il cambio della prenotazione fino a due ore prima dell’inizio del film e sul loro sito hanno clip esclusive, interviste agli attori, offerte e giochi online). Le due imprese si sono accordate e la Fandango ha iniziato a vendere biglietti direttamente sul social network. Più precisamente: è possibile acquistare biglietti sia dalla pagina Facebook della Fandango che dalle pagine Facebook ufficiali dei film, basterà un click.

Per ora l’esperimento è stato fatto solo negli Stati Uniti: gli utenti hanno potuto prenotare il loro posto in sala per I magnifici sette con Denzel Washington e Cicogne in azione, film d’animazione uscito in Italia a fine ottobre. “Non è solo una questione di rendere più facile l’acquisto – spiega Paul Yanover, il presidente di Fandango – vogliamo aggregare le persone”. E Facebook è sicuramente lo strumento più adatto per dare vita a una condivisione di questo tipo: “Ehi, vogliamo andare a vedere questo film, perché non vieni con noi? Perfetto. È fatta!”. E con lo stesso spirito, la Fandango ha prima studiato un meccanismo per chi possiede un iPhone con sistema operativo aggiornato iOS 10 che permette di acquistare i biglietti senza dover abbandonare la chat di iMessage. Finestre pop up compariranno con informazioni su orari e cinema più vicini, per scegliere quale film vedere mentre si sta conversando con i propri amici. Ora, invece, l’azienda di Yanover pare intenzionata a fare la stessa cosa anche con Snapchat. Insomma, portare il cinema ovunque, a tutti: sembra questo il principio.

Anche in Italia c’è chi ha sposato questa missione, con esiti diversi però. Da noi infatti il tentativo di rendere social il cinema (o i social un ulteriore spazio dove far dilagare il cinema, come si preferisce) ha fatto sì che si creassero alternative alla classica serata davanti al grande schermo: si sta cercando, piuttosto, di portare il cinema alle persone e l’idea è un po’ quella della montagna che va da Maometto. Mymovies.it, ad esempio, il principale magazine online di critica cinematografica nonché contenitore che raccoglie le versioni digitali dei dizionari di cinema, la programmazione attuale e prossima delle sale, premi assegnati e novità in dvd, è stato il primo a lanciare l’idea di una sala virtuale, online. Ad offrire, in altre parole, la possibilità di guardare film da casa o ovunque ci troviamo, su pc e smartphone.

Per usufruire del servizio di Mymovies Live basta registrarsi con un username e password o accedere tramite il proprio account Facebook. Gratuitamente si possono vedere film in streaming prenotando il proprio posto per eventi programmati secondo un determinato calendario. Pagando, invece (cifre comunque sempre simboliche: l’abbonamento settimanale si acquista per 1,99 euro, il mensile per 6,90 euro, l’annuale per 50 euro), si può accedere a tutto il catalogo di film on demand suddivisi per genere o collezioni: I capolavori di Bergman, Truffaut Collection o Alla scoperta dei Dardenne, ad esempio. Se si sceglie di pagare poi – ed ecco la parte social – Mymovies ci permette anche di creare la nostra sala cinema personale, organizzando eventi a cui invitare amici con i quali vedere insieme film scelti tra una selezione di quelli disponibili. Sia per l’iscrizione free, che per quella a pagamento, poi, è possibile chiacchierare con gli altri spettatori 'in sala' tramite una chat attivabile prima, durante e dopo la proiezione. Accedendo col proprio profilo Facebook si possono anche scambiare foto o link.

E tutto questo discorso vale anche quando la sala virtuale di Mymovies Live diventa più grande (da circa 600 posti, si trasforma in uno spazio per 10mila spettatori): è Nuovo Cinema Repubblica che, da più di un anno, propone la visione condivisa (e commentata dalle firme di Repubblica) di quei film d’autore che spesso non trovano lo spazio adeguato in sala o, dalle ultime due edizioni, di una selezione dei film presentati alla Mostra del Cinema di Venezia che Repubblica e Mymovies hanno proposto gratuitamente in contemporanea con le proiezioni ufficiali al Lido.

Ma qualcosa si muove in questo senso anche tra le realtà più piccole: Smk Videofactory, ad esempio, è una società di produzione indipendente che dal 2013 si occupa anche di distribuzione (principalmente di documentari, ma anche di libri e musica) attraverso il progetto Distribuzioni Dal Basso. E da qualche tempo, una nuova sezione sul sito della DDB permette anche di acquistare i dvd dei documentari in catalogo (ci sono ad esempio quelli di Filippo Vendemmiati, È stato morto un ragazzo, su Federico Aldrovandi o Meno Male è Lunedì, presentato allo scorso Festival del Cinema di Roma) scaricarli e vederli dal pc e pure organizzare una proiezione. In quest’ultimo caso, l’obiettivo è proprio “stimolare la circolazione di film e documentari indipendenti e l’incontro tra autori e il pubblico”.