Berlinale 2017 tra musica, divi, sballo. Ecco le cose da non perdere
Arianna Finos
Il festival di Berlino completa il cartellone: apertura affidata al biopic su Django Reinhardt, i divi Hugh Jackman e Richard Gere, gli autori Kaurismaki e Sally Potter. Nessun italiano in gara, Orso alla carriera a Milena Canonero
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GLI ARTIGLI di Wolverine e i velluti di Milena Canonero, lo sballo di Trainspotting e l'umorismo di Kaurismaki. E poi la musica, partendo dal grande Django Reinhardt. E' completo il cartellone della Berlinale 2017, curato da Dieter Kosslick. Una edizione che si annuncia tra misure di sicurezza rafforzate e un clima sottozero. A presiedere la giuria Paul Verhoeven, tornato al cinema da regista quest'anno dopo un decennio di assenza con Elle, che vede candidata all'Oscar la protagonista Isabelle Huppert. Malgrado il gelo non mancheranno film e star. Ecco gli appuntamenti da non perdere.
I divi. Si parte con Hugh Jackman, che molla il set di The boy from Oz per portare alla Berlinale Logan, ultimo capitolo dedicato al suo eroe con gli artigli Wolverine. Trio di giovani stelle nel film Z - La città segreta di James Gray, dal romanzo di David Grann. Charlie Hunnam interpreta il colonnello Percival Fawcett, versione britannica di Indiana Jones, figura realmente esistita. Con lui Sienna Miller e Robert Pattinson. The Dinner è una nuova versione, americana (firma Oren Moverman) adattamento del del romanzo di Herman Koch da noi portato sullo schermo nel film I nostri ragazzi di Ivano De Matteo (all'origine c'era uno spettacolo teatrale). In questa versione ci sono Richard Gere, Laura Linney. Per Trainspotting 2 arriva solo Danny Boyle. Nel film The Party di Sally Potter ci sono Cillian Murphy e Kristin Scott Thomas. Del film si apprende - dalla sinossi ufficiale - che “inizia con una celebrazione e finisce con del sangue sul pavimento".
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La musica. Berlino apre con Django, il film dedicato alla figura di Django Reinhardt, genio gitano della chitarra interpretato dall'attore francese Reda Kateb. Firma Etienne Comar. Molto atteso a anche On the Road del britannico Michael Winterbottom, film che riprende la rock band indie Wolf Alice (il nome arriva dal racconto breve di Angela Carter) durante il tour nel Regno Unito e in Irlanda. Una sorta di documentario ma con l'aggiunta di una storia d'amore. Protagonisti Ellie Rowsell, voce e chitarra, Joff Oddie alla chitarra, Joel Amey alle percussioni e Theo Ellis al basso. Dalla Nuova Zelanda ecco Poi E: The story of our song: storia della canzone Maori che nel 1984 ha scalato le vette della classifica discografica neozelandese. Questa è la storia anche del suo autore. Racconta invece di una donna, Félicité che lavora come cantante in un bar di Kinshasa il film che porta il nome della protagonista nel titolo, ed è cin concorso, prodotto da Francia, Senegale, Belgio, Germania e Libano.
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Kaurismaki e Co. Tra i film attesi c'è The other side of hope firmato dal regista finlandese Aki Kaurismaki. Il nuovo film dell'autore di Miracolo a Le Havre racconta di un ristoratore con la passione per il gioco d'azzardo e il suo incontro con un rifugiato siriano appena arrivato in Finlandia in cerca d'asilo. On the Beach at night alone di Hong Sang-soo, nuovo film dell’autore sudcoreano che racconta la vicenda di un’attrice. In concorso Ana, mon amour di Calin Peter Netzer, già vincitore dell’Orso d’Oro nel 2013 con Il caso Kerenes. Stavolta racconta una storia d’amore tra due studenti, sullo sfondo il tema della malattia mentale. Fuori concorso El Bar di Alex de la Iglesia e Final Portrait, firmato da Stanley Tucci, sulla figura dell'artista Alberto Giacometti, ambientato nel 1964.
L'Italia c'è. Non in concorso, dopo la vittoria dell'Orso d'oro di Gianfranco Rosi con Fuocoammare. Nessun film nel concorso principale, ma la presenza di artisti del nostro paese c'è. A partire dall'Orso alla carriera tributato a Milena Canonero, (riconoscimento che si affianca ai quattro Oscar per Barry Lyndon, Momenti di gloria, Marie Antoniette e Grand Budapest Hotel) che esordì col capolavoro di Stanley Kubrick, Arancia meccanica. Alessandro Borghi è stato chiamato tra le shooting star, le stelle emergenti del cinema europeo. Dopo il passaggio al Sundance ecco Luca Guadagnino con Chiamami con il tuo nome nella sezione Panorama (dove viene assegnato il premio del pubblico). Il film è l'adattamento del romanzo omonimo di André Aciman, che Guadagnino ha scritto assieme a James Ivory: una storia dell'amore tra un ragazzo italiano e un americano negli anni Ottanta.