Non crede che gli anziani di Hollywood dovrebbero essere trattati con più rispetto?
"Verissimo, non succede quasi mai, sono quasi invisibili".
Lei è una delle poche eccezioni: invisibile non lo è certo mai stata. Qual è il segreto della sua longevità professionale?
"Dai tempi di Due vite una svolta del 1977, ho cominciato a proiettarmi nel futuro. Non perché avessi paura di invecchiare: non ho mai avuto i problemi di tante altre attrici mie coetanee. Cioè, non sono mai stata una grande bellezza, un sex-symbol. Quando lo sei allora sì che l'età ti spaventa. Ok, io ero graziosa. Sì, avevo belle gambe, da ballerina. Ma non mi portavo appresso il pesante fardello dell'apparenza. E mi interessava poco essere una star. Sceglievo solo i ruoli interessanti".
Che necrologio immagina per lei?
"Scriverei: "Finora mi piace di più questa vita!". Ma lo so, lei mi sta chiedendo qual è il successo come donna che definirebbe la mia vita... Non ne ho idea. Ok, vorrei che il mio necrologio dicesse: "Pensate che sia morta ma non lo sono". Meglio così? (ride).
Shirley MacLaine: "Una protofemminista? Gli uomini non la pensano così"
"Non c'è niente di più rischioso che mettersi su un palcoscenico davanti al pubblico, in teatro sei davvero a nudo. Sono sbarcata a Broadway a 16 anni, come ballerina, e non l'ho certo considerato un rischio".
Chi è stata la sua mentore, come in "The last word" lei lo diventa per la Seyfried?
"Joan Crawford ha cercato di darmi consigli. Che io non ho mai ascoltato. Sono così contenta della nuova serie Feud, con Jessica Lange e Susan Sarandon nei ruoli di Crawford e Bette Davis. Loro sì che avevano il problema dell'età a 50 anni, altro che io a 80".
Quanto di lei c'è in "The Last Word"?
"Prima vediamo se ha successo. Se ne avrà dirò: c'è molto di me! Le mie origini da ballerina mi spingono a insistere sempre su disciplina e efficienza, ma anche a cercare di rendere tutto facile ed equilibrato. L'etica del lavoro protestante, io da buona discendente irlandese, ce l'ho nel sangue. Se sei nata in piena Grande Depressione, il lavoro non ti spaventa, lo cerchi come fosse un tesoro nascosto".
"La La Land" evoca un cinema e una sensibilità d'altri tempi, quando lei muoveva i suoi primi passi: ricorda il suo primo provino?
"No, perché praticamente ero la cocca di Hitchcock e non ho mai dovuto affrontare un provino come Emma Stone nel musical. Dovevo solo essere brava sul set. Direi che sentivo ogni mio film un provino per il seguente".
Shirley MacLaine, un Oscar, quasi cento film e tanta voglia di cinema
È stata la giovane ragazza di vita parigina di 'Irma la dolce', l'impiegata di assicurazioni del film da Oscar 'L'appartamento', l'attrice strappacuore de 'La mia geisha', Aurora la mamma di 'Voglia di tenerezza' che le ha fatto vincere la sua unica statuetta e poi ancora in tempi più recenti la mamma di Nicole Kidman in 'Vita da strega', la nonna di Cameron Diaz in 'Se fossi lei' e poi la carismatica Martha Levinson, madre americana di Lady Grantham in 'Downton Abbey'. A 84 anni, che compirà il 24 aprile, Shirley MacLaine non ha nessuna intenzione di smettere: sta per uscire nelle sale americane 'The Last Word' dove interpreta una donna d'affari che ingaggia una giovane impiegata per scrivere il suo necrologio
"Dean era forse l'uomo più spiritoso che abbia mai conosciuto. Vedeva comicità in tutto. Di Frank ammiravo cuore e talento. Eravamo tutti pronti ad aiutare Sammy quando c'era un problema, come quando perse l'occhio: andammo tutti insieme su un bus in ospedale. Non erano i miei tipi però, il mio tipo era John Wayne! Ma quelli del Rat Pack mi mancano tutti. Molto".
Oggi come vive?
"Quando sono a casa scrivo, gioco coi miei cani, parlo con amici, guardo il cielo, leggo. La mia casa è piena di vecchie foto che riempiono quello che chiamo il "muro di luce". Vengono a trovarmi gli amici, si parla di quelle foto e facciamo una meravigliosa cena. Mi piace stare sola. L'isolamento mi ha permesso di risolvere molte cose personali. Mi piace metter ordine nel mio disordine".
Fama e ricchezza portano gioia?
"Servono a stare comodi, o a trovare i finanziamenti per realizzare film indipendenti e raccontare belle storie umane. Ho una vita molto privilegiata, e credo che fama e ricchezza non mi abbiano mai danneggiata. Però non mi sono mai sognata di considerarle un diritto".
Il suo prossimo progetto?
"Mi piacerebbe recitare un'insicura convinta di non aver fatto niente nella vita, con un inizio di demenza. Una parte perfetta per me... Le storie ci sono, basta aprire gli occhi e saperle cercare".