Napoli si colora con la forza delle donne: al cinema 'La parrucchiera', il trailer in anteprima
Distribuito da Good Films, produzione Rai Cinema e Sky dancers, La parrucchiera nasce da un soggetto di Incerti con Luciano Stella di Mad Entertainment: osservare con ironia e un tocco di speranza il conflitto tra le precarietà di donne (sole, ma solidali) dei vicoli e le ipocrisie dei quartieri alti, a colpi di shampoo e formaldeide, tra l'ex maestra e la giovane allieva con un figlio da tirar su. Nel cast, volti amati dal pubblico e di collaudata esperienza, da Massimiliano Gallo (di cui usciranno film e serie tv di D'Alatri, Olivares, Cotroneo) a Cristina Donadio, la sinistra Scianèl che sta per tornare in Gomorra 3 e qui si diverte in un altro mascheramento: finta e futile in apparenza, autentica nel fondo. Accanto a loro, Lucianna De Falco, la trans Stefania Zambrano, l'ex cantante trash Tony Tammaro e l'assai promettente Arturo Muselli (che sarà il prossimo cattivissimo, sempre in Gomorra) con i camei di Alessandra Borgia ed Ernesto Mahieux. Il sound dei Foja, oltre alla partitura di Antonio Fresa, regalano al film una musicalità eterogenea, che non disdegna incursioni rap, neomelodiche, o il gioco con il kitsch. Di tutto questo, e di molto altro, parla Stefano Incerti in un'intervista sul Venerdì di Repubblica in edicola oggi.
La resistenza di Rosa. "La mia Rosa è una ragazza madre, parrucchiera dei quartieri popolari, costretta a tagliare i ponti con la titolare che le ha insegnato tutto nel negozio della Napoli borghese, Patrizia-Donadio. Ed è la rivalità tra Rosa e Patrizia a muovere e alla fine a risolvere tutto", racconta a Repubblica Turco. "Aveva ragione Stefano, ovviamente: mi ha spinto verso una femminilità più morbida, romantica e, allo stesso tempo, combattiva. Lei è una che non molla mai, io nella vita non sono così, prendo atto, cerco subito un piano B". Dimenticate la giovane attrice nei panni angoscianti di Deborah, la moglie che moriva soffocata dal marito camorrista Marco D'Amore, alias Ciro l'Immortale. Qui la ritroviamo scollata e sinuosa, che citando un po' le inarrivabili Signore del cinema neorealista da Oscar, corre, ancheggia, balla sul ritmo di Sharm el Sheick, tormentone vintage di Tammaro (che qui fa il molestatore), lotta contro usurai e concorrenza sleale. Grazie alla solidarietà di due amiche sui generis (De Falco e Zambrano) e di un ex innamorato mai rassegnato a perderla (Gallo), Rosa metterà su un negozio tutto suo: "Testa e Tempesta". Ma dovrà vedersela con la morsa della crisi e i colpi bassi dei nemici.
'La parrucchiera': Stefano Incerti, Napoli e i colori delle donne
Rosa lavora nel negozio di parrucchiere di Lello e Patrizia a Napoli, quartieri spagnoli. Ma quando le avances di Lello si fanno troppo pesanti, è costretta a licenziarsi. Patrizia, che l'ha sempre considerata come una figlia, si sente tradita e prende le parti del marito. A questo punto Rosa, con l'aiuto delle sue amiche, tenta la sfida: aprire un salone tutto suo. E quando il sogno diventa realtà, il negozio arriva a rivaleggiare con quello di Lello e Patrizia e nella vita della ragazza si riaffaccia anche un (ex) grande amore. Tutto sembra filare liscio, ma un misterioso evento cambia le sorti del salone e delle loro vite. Arriva al cinema il 6 aprile 'La parrucchiera', la commedia di Stefano Incerti, cast corale composto - fra gli altri - da Massimiliano Gallo, Pina Turco, Cristina Donadio, Arturo Muselli, Lucianna De Falco, Tony Tammaro. Le foto di scena / IL TRAILER
La verità di Patrizia. "Calarmi nei panni e nei capelli rosso-Hayworth di Patrizia per me è stato come entrare in un mondo colorato, in una Napoli ormai inconsueta per cinema e tv, più leggera, multietnica, ma non per questo più superficiale", racconta la Donadio. L'attrice, tanta sperimentazione e teatro drammatico alle spalle, ha appena fatto in tempo a dismettere i tubini strizzati e la finta cattiveria della signora bene del set di Incerti che era già nella tuta informe e nella realistica ferocia della criminale Scianèl, a girare la prossima stagione della serie Sky. "Per me La parrucchiera ha significato essere guidata da amico attento, un regista che ho ritrovato dopo molto tempo, e poi lavorare con dei bravissimi compagni, costruire una città al femminile, con una bella squadra che secondo me deve molto anche alla passione di Carolina Terzi e Luciano Stella. La cosa che mi piace rivendicare del film è il rapporto tra queste parrucchiere: attraverso le loro storie, le loro vicissitudini, le rispettive sofferenze o miopìe si arriverà al finale che testimonia una grande e decisiva solidarietà tra donne". E c'è anche una sfida nella sfida, secondo Donadio: "Io penso che non solo Napoli come parte di una comunità nazionale, ma anche il cinema italiano hanno bisogno di percorsi diversi da incentivare. E se un volto che è più riconosciuto o più visibile può mettersi al servizio di idee che nascono sotto un segno di entusiasmo, che riescano ad andare un po' in direzione diversa rispetto a quella solita, penso che debba assolutamente farlo".
Lucianna, Stefania e il melting-pot delle razze. Nel film sfilano una bella cinese dalla linga appuntita dei vicoli, l'africana che parla solo in napoletano, anche la neomelodica che sui social fa numeri record, Emiliana Cantone, oltre alle brune gemelle esperte di "vesuviush", variante sul tema delle acconciature. Ma a guidare la combriccola che sostiene Rosa ci sono soprattutto le due amiche del cuore. E una ha l'empatìa e la gavetta di Lucianna De Falco. "Nonostante io faccia questo mestiere da più di trent'anni, non avevo mai girato un film per il cinema e a Napoli. La mia esperienza si limitava al magnifico Viviani teatrale di Martone e alla tv con Un posto al sole. Sono originaria di Ischia, ma è stato un grandissimo regalo riappropriarsi di questa città straordinaria, ci ho passato tutta l'estate, mi ha trasmesso calore, accoglienza, ma anche una nuova dignità, grande voglia di riscatto. Luoghi che un tempo erano interdetti sono stati restituiti alla popolazione e ai turisti, una Napoli più consapevole della sua bellezza e delle sue potenzialità. In qualche modo La parrucchiera racconta anche di questo, di questi contrasti tra bene e male, bellezza e orrore, dignità e soprusi, e lo fa in quest'epoca, ci racconta un'altra Napoli possibile, e ci fa sperare un po' di più". Un debutto direttamente dalla vita, invece, per Zambrano: "Ho amato questo ruolo un po' diverso da quelli solitamente offerti a tante ragazze trans: mi prendo cura del bambino di Rosa, ne sono la confidente, cerco di mediare nei conflitti con la mamma. E i miei sentimenti non li svendo: alla fine lascio un uomo di cui sono innamorata perché stufa della vergogna sociale che prova per la nostra relazione. Per me, il film ha una sua poesia e sono grata al regista anche perché anche la comunità trans esce dallo stereotipo della prostituzione. Noi non siamo solo quello. Ecco, come Napoli: che non è solo quello che si vede più spesso".
Un Gallo per riscattare gli altri maschi. "Gli uomini non se la passano tanto bene, in questo film. Ma con Incerti abbiamo deciso che il mio tatuatore è un'altra cosa, un mancato pittore con una sua sensibilità, non può neanche accettare di lasciare un orrendo disegno sulla pelle di un ragazzo. E diventa l'unico riferimento solido, maschile, per il gruppetto di donne e per Rosa, la ragazza che non gli è mai uscita dalla testa", sorride Gallo. Sei film in uscita al cinema solo quest'anno, l'attore che viene da una notissima famiglia d'arte ha un rapporto con il cinema sempre più intenso, dal primo ruolo di stragista di camorra (in Fortapasc) passando per incursioni comiche o di ingenuo e impacciato compagno (Mine vaganti, o La kriptonite nella borsa) fino allo splendido e atroce ruolo del marito violento in Per amor vostro di Gaudino, mentre in questi giorni è in teatro con l'efficace declinazione di Il sindaco del rione Sanità di Eduardo, firmata da Mario Martone. "Non mi appassiona la diatriba tra chi tifa per la città delle ombre o quella in chiaro. Io penso che esistano le sensibilità e i gusti ma anche le necessità di un racconto. La parrucchiera è la scelta di chi allarga lo sguardo e vuole aggiungere un'altra storia, un altro approfondimento su un certo modo di stare affacciati sul Mediterraneo, anche se più lieve".
I manifesti 6 per 3 di La parrucchiera, con il suo abito fasciante, stanno per invadere la città. Il trailer punta sul colore, una campagna anni Sessanta per gli schermi italiani. A Napoli addirittura è partito un furgoncino, dotato di vasca per shampoo, con i colori verde e rosa che promuoverà "Un taglio gratis contro la crisi". E Turco, per il lancio, si presenterà con un pancione di 5 mesi. "Volevamo lanciare un messagio positivo? E la verità supera la fantasia", dice. Succede quando l'happy end, fuori dal film, arriva col fiocco e si prende anche la sua deliziosa vendetta. "Già - ride Pina - perché sarà maschio".