E a giugno arriva Wonder Woman
Eppure anche questa sorridente e agguerrita quasi trantaduenne (a giugno, quando il film arriverà in Italia) svicola quando si parla di responsabilità e messaggio. "Se sento il peso del mio ruolo? Cerco di non pensarci. Mi viene in mente solo quando me lo chiedono, ma io sono un'attrice. È il mio lavoro e lo amo, mi sento molto fortunata di poter dare vita a questo personaggio". Ne parliamo all'interno di un bistrot belga, dietro le finestre sprangate per proteggersi da possibili pallottole vaganti. All'esterno infuria la Prima guerra mondiale e i soldati tedeschi sembrano in difficoltà nel controllare la piazza del villaggio scelto per le riprese. Un caffè, la chiesa, l'ufficio postale e una merceria. Una farmacia piena di cadaveri. L'Albergo dei Viaggiatori che promuove la propria cucina 'bourgeoise' e, al centro, una fontana. E un carrarmato distrutto, rovesciato "giusto ieri" dalla super-eroina. È solo uno degli ambienti ricostruiti sui set ai quali riusciamo ad avere accesso, il più vasto oltre che problematico, visto che oggi c'è troppo sole e i tecnici sono stati costretti a installare degli enormi pannelli per schermarne la luce.
C'è anche troppo freddo, soprattutto per Wonder Woman, seminuda per esigenze di scena. E per rispetto filologico, non tanto della serie tv che ha reso celebre Lynda Carter e con la quale sono cresciute generazioni di appassionati, convinti che girando vorticosamente su se stessi ci si potesse trasformare in una principessa amazzone, quanto piuttosto del fumetto creato da William Moulton Marston nel 1941. Un riferimento più per la produzione che per le star, visto che Chris Pine ammette candidamente di non saperne molto della storia raccontata nei comics e la Gadot non va oltre un "ne ho letto qualcuno". "La gente continua a chiedermi della serie tv, se la guardavo o quanto mi piacesse ma la serie e gli albi a fumetti sono mondi totalmente diversi rispetto alla nostra storia - aggiunge l'attrice - ovviamente conoscevo il personaggio, anzi ho sempre sentito una profonda connessione con lei e amato tutto quel che rappresenta: è una pacifista, lotta per la pace. E poi ama la gente, prova compassione... È piena di qualità, pressoché perfetta".
Per i 75 anni di Wonder Woman francobolli e un film tutto suo
75 anni e non sentirli, facile per una supereroina, d'altronde lei è Wonder Woman. Il servizio postale americano celebra i 75 anni dalla nascita del personaggio della DC Comics con una serie di quattro francobolli che sono stati presentati al Comic-Con di San Diego. E dopo aver apprezzato la sua incarnazione cinematografica in 'Batman v. Superman', con il volto e le gambe della modella e attrice israeliana Gal Gadot, si aspetta il film che la vedrà protagonista assoluta. Si intitola semplicemente 'Wonder Woman', sarà nelle sale americane nel giugno del 2017 e l'impressione è che non farà rimpiangere Lynda Carter della storica serie tv degli anni Settanta
Ma Wonder Woman non sarà un altro Captain America, ce lo assicurano. Anzi, secondo Chris Pine sarà una storia "ricca di oscurità, ma anche con molti momenti divertenti", forse "uno dei migliori CineComic degli ultimi tempi", "alla Deadpool", insomma. Quello spirito si respira dietro le quinte, come conferma di nuovo la costumista Lindy Hemming: "È un film, deve essere divertente. Non mi sono sentita condizionata dall'aspetto 'femminista' né dai riferimenti ai fumetti originari. Ho cercato di creare costumi che esprimessero la forza delle donne ma che fossero sexy. Credo sia normale mostrare le loro forme, nessuno si offenda. Alle fermate degli autobus si vedono ragazzine ben più discinte, basta andare in palestra per vedere seni, sederi e altro. Fa parte della nostra quotidianità. Io sono femminista, ma credo che femminismo sia poter fare le proprie scelte, anche su ciò che si indossa". Come il creatore di Wonder Woman, insomma, considerato un teorico del femminismo? "Femminista lui? Non direi, basta leggere il libro. Però è vero che difendeva i diritti delle donne...".