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'Orecchie', quando la commedia umana comincia con un fischio

Dopo il successo a Venezia, Bari e Montecarlo, è in sala il secondo lungometraggio di Alessandro Aronadio: una storia tragicomica che inizia con un curioso fastidio all'udito. Nel cast anche Rocco Papaleo, Piera degli Esposti, Milena Vukotic, Massimo Wertmüller
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Gli fischiano le orecchie e il medico gli consiglia un’ecografia all’addome. Va dal professore di filosofia che aveva ammirato negli anni dell’università e lo ritrova incollato a un videogame, incapace di reagire agli stimoli esterni. Gli comunicano la morte di un carissimo amico, ma lui non ne ricorda neppure l’esistenza. È questa la giornata tragicomica del protagonista senza nome di Orecchie in una Roma fatta di periferie e scritte sui muri, lontana dai cliché cinematografici.

“Si potrebbe pensare che sia un film grottesco – commenta il regista Alessandro Aronadio - ma Orecchie è tutto il contrario, parla della quotidianità di ognuno di noi. Il film è iperrealistico, è la nostra realtà a essere grottesca”. Il secondo lungometraggio del cineasta siciliano porta sul grande schermo ciò che a molti è capitato: 24 ore in cui il mondo sembra un luogo incomprensibile, popolato …
Gli fischiano le orecchie e il medico gli consiglia un’ecografia all’addome. Va dal professore di filosofia che aveva ammirato negli anni dell’università e lo ritrova incollato a un videogame, incapace di reagire agli stimoli esterni. Gli comunicano la morte di un carissimo amico, ma lui non ne ricorda neppure l’esistenza. È questa la giornata tragicomica del protagonista senza nome di Orecchie in una Roma fatta di periferie e scritte sui muri, lontana dai cliché cinematografici.

“Si potrebbe pensare che sia un film grottesco – commenta il regista Alessandro Aronadio - ma Orecchie è tutto il contrario, parla della quotidianità di ognuno di noi. Il film è iperrealistico, è la nostra realtà a essere grottesca”. Il secondo lungometraggio del cineasta siciliano porta sul grande schermo ciò che a molti è capitato: 24 ore in cui il mondo sembra un luogo incomprensibile, popolato da persone folli.
 
“Avevo la voglia di fare una commedia low budget e prendermi la libertà di giocare con il genere”, da questo desiderio di Aronadio è nata una commedia fuori dal comune, che diverte giocando con situazioni conosciute al pubblico. “L’idea di partenza – continua il regista - è stata quella di un personaggio con un piccolo sintomo, come un sassolino nella scarpa. Ho optato per un fischio alle orecchie, che diventa una valanga”.

II bianco e nero esalta la scelta di ridere soprattutto di temi e personaggi che ispirano senso di angoscia o rispetto - il prete, il medico, il professore. “La vita è a colori, ma il bianco e nero è più realistico”, Aronadio cita Wim Wenders per spiegare la scelta estetica. “È una tecnica che permette di raccontare meglio volti ed espressioni e il film me lo sono subito immaginato così. Addirittura in fase di scrittura, come titolo avevo usato questo: “Sceneggiatura per un film rigorosamente in bianco e nero”.
 
Nel corso degli ultimi mesi, il film è stato proiettato in alcuni festival europei, dove ha ricevuto un’ottima accoglienza: da Venezia (dove ha vinto l’ARCA CinemaGiovani per il miglior film Italiano e il premio NuovaImaie Talent Award per il miglior attore emergente) a Montecarlo (dove ha ricevuto il premio del pubblico come miglior film e come miglior attore) a Bari (dove ha vinto il premio Ettore Scola per la miglior regia). Dal 18 maggio è nelle sale italiane, provando ad attirare il pubblico anche con un cast d’eccezione. Rocco Papaleo, Piera degli Esposti, Milena Vukotic, Massimo Wertmüller: sono questi alcuni dei volti che il protagonista incontra nel corso della sua “via crucis”.

“È incredibile la passione che così tanti hanno dimostrato per questo progetto – continua Aronadio – inizialmente avevamo pensato di affidare tutti i ruoli a esordienti. Il budget era di 150mila euro, non potevamo permetterci di pagare attori professionisti. Il cast è stata una delle magie di Orecchie: iniziò a girare la voce di una strana commedia in bianco e nero e molti attori hanno voluto leggere la sceneggiatura. Così qualcuno si è offerto per interpretare un ruolo specifico, qualcun altro si è addirittura presentato al provino, cosa che raramente capita quando attori noti partecipano a piccoli progetti. Tutti hanno preso a cuore il progetto e hanno fatto di tutto per partecipare alle riprese: Papaleo, per esempio, era impegnato in uno spettacolo teatrale e veniva a girare le sue scene di notte, uscito dal teatro”.
Il ruolo del protagonista, invece, è stato affidato a Daniele Parisi, che appare per la prima volta sul grande schermo. “In realtà – spiega Aronadio – avevo già lavorato con lui nel mio primo lungometraggio, Due vite per caso, ma per esigenze di montaggio mi trovai costretto a eliminare tutte le sue scene. A Daniele, però, promisi che un giorno l’avrei risarcito”. Ecco perché, quando iniziò il casting di Orecchie, il nome di Parisi venne subito fuori. “Avevo pensato a lui per un altro ruolo, poi però durante i provini ho avuto chiaro che sarebbe stato lui il mio protagonista. Daniele è un po’ quel personaggio e infatti credo che non sia uscito del tutto dal suo ruolo”.