È morto Stephen Furst, "sogliola' di 'Animal House'
Aveva 63 anni. I figli su Facebook: "Non piangetelo, credeva nella terapia della risata. Festeggiatelo guardando uno dei suoi film"
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Addio a "Sogliola". È morto a 63 anni Stephen Furst, noto soprattutto per il personaggio di Kent Dorfman nel film Animal house con John Belushi (nella foto a sinistra).
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Ne hanno dato l'annuncio, via Facebook, i figli dell'attore Nathan e Griffith Furst. La causa del decesso è attribuibile - come scrive l'Hollywood Reporter - a complicazioni del diabete, l'attore è morto venerdì nella sua casa a Moorpark, nord di Los Angeles. Furst ha iniziato a recitare quando andava ancora al liceo, e questo in parte a causa del suo peso, ha confessato in un'intervista del 1985 al Chicago Tribune. "Sono una delle persone più insicure al mondo, lo sono sempre stato. Quando da bambini si è grassi, si fanno battute contro i grassi prima che gli altri abbiano la possibilità di farle", aveva detto. "Andavo in una scuola in cui c'erano surfisti. A loro non piacevo. Ma dopo il primo spettacolo di recitazione, è stato diverso: ho scoperto di essere bravo in qualcosa". La rèunion del cast di 'Animal House' del 2015. Accanto a Furst, la vedova di John Belushi (ap)
Stephen Furst aveva anche interpretato il dottor Axelrod nella serie tv A cuore aperto, mentre negli anni Novanta aveva fatto parte del cast di Babylon 5. L'attore aveva anche partecipato a varie sitcom come Chips, I Jefferson, McGyver, La signora in giallo, Melrose Place, Scrubs e doppiato parecchi cartoni animati come La sirenetta 2 dove dava voce al tricheco Dash e Timon e Pumbaa. Aveva diretto anche alcuni film a basso budget e alcune puntate della serie Babylon 5. Lo scorso anno era stato molto critico nei confronti dell'Academy, aveva scritto una lettera ai membri dell'Associazione che assegna gli Oscar accusandoli di essere razzisti e sessisti. Inoltre nella sua lettera, ripresa da Variety, aveva accusato i membri di votare i film senza vederli. "Se volete veramente onorarlo", hanno scritto i figli, "non piangetelo. Lui veramente credeva che la terapia migliore fosse la risata. Invece che essere tristi, festeggiate la sua vita guardando uno dei suoi film".