Roberto Rossellini, dal neorealismo alla Nouvelle Vague nelle foto dell'Istituto Luce
Ingrid Bergman, Anna Magnani, Jeanne Moreau, ma anche François Truffaut, Jean Renoir, Vittorio De Sica. Sono ritratti in bianco e nero che raccontano un pezzo di storia del cinema, non solo italiano, e uno dei suoi maestri, Roberto Rossellini. Dalla Mostra del Cinema di Venezia accanto ai giovani autori della Nouvelle Vague al Festival di Spoleto, ma anche sul set dei suoi film, le foto dell'Istituto Luce attraversano i decenni in bianco e nero: dalla fine degli anni Quaranta ai primi anni Sessanta
Video L'acquario di Rossellini: "Fantasia sottomarina"
Al Cinema ritrovato di Bologna, Bertolucci torna a parlare di Rossellini, ma lo fa con un'altra generazione di eredi: i tre italiani presenti all'ultima Quinzaine des Réalisateurs di Cannes. Leonardo di Costanzo, Roberto De Paolis, Jonas Carpignano, registi di generazioni diverse, al primo o secondo lungometraggio di finzione, che però hanno, indiscutibilmente, Rossellini come stella polare.
Rossellini moriva quarant'anni fa, il 3 giugno del 1977, poche settimane dopo aver premiato a Cannes Padre padrone dei Taviani come presidente della Giuria. In questi giorni lo ricorda il festival di Pesaro con una retrospettiva e una tavola rotonda, mentre a Bologna verrà presentato il restauro del suo ultimo film, Le Centre Georges Pimpidou, documentario sulla grande novità architettonica parigina, in un "Rossellini day" organizzato insieme a Istituto Luce- Cinecittà.
Archivio Luce - L'acquario di Roberto Rossellini: "Fantasia sottomarina" (1940)
Può sembrare paradossale che nell'epoca della manipolazione digitale delle immagini la lezione rosselliniana sia così viva. Ma il fatto è che la sua lezione è più ampia. Parlare di neo-neorealismo è fuorviante: la lezione importante non è quella della verosimiglianza o della scelta di temi forti, ma è la fedeltà a un metodo. E con le nuove, leggerissime tecnologie di ripresa, montaggio e diffusione, se ci si vuole orientare in un universo di immagini e in una realtà opaca, spinti dal demone della curiosità, forse più che mai non si può fare cinema senza Rossellini.