Harry Styles, dagli One Direction al cinema di guerra: "Nessun favoritismo"
FILIPPO BRUNAMONTI
Con la boy band in pausa il cantante debutta nel film "Dunkirk" diretto da Christopher Nolan e dedicato alla secondo conflitto mondiale
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Los Angeles. Nella vasca da bagno dove nuotano i sogni di Harry Styles, il colore rosa divora le ceramiche, i fili appesi allo scarico, gli mp3, le proteine dello shampoo, gli ipnotici. È la vasca dove il cantante degli One Direction - ora in pausa - immerge il suo corpo - nella copertina del disco da solista - come un ragno con le mani in testa, il ciondolo che scivola sulla schiena. Il colore rosa lo segue sopra le erbacce del Barker Hangar dell'aeroporto di Santa Monica: Harry si avvicina, la pelle chiara, una camicia dello stesso tono dell'acqua fotografata da Harley Weir sulla cover dell'album. Una croce d'argento in pieno petto. "Teen spirit". Spirito adolescente. Il suo profumo è leggero e intossicante. "Allora, parliamo d'amore e guerra?" sorride. L'ascesa del rocker inglese è clamorosa: a 23 anni in cima alle classifiche di 84 paesi, 137 numeri uno, un accordo da 80 milioni con l'etichetta Columbia Records. Ha cominciato da X-Factor nel 2010, almeno due tour mondiali con gli One Direction, la passione per l'arte ("collezionare è il mio secondo mestiere") e un nuovo capitolo della sua vita. Al cinema. "Da tempo sognavo di lavorare con Christopher Nolan" dice. "Non è solo un regista ma un incantatore, un vero visionario". A portare insieme Styles e l'autore di Inception e Interstellar è l'uscita, il 31 agosto per Warner Bros, di Dunkirk, che racconta la vera storia di 400.000 soldati ammassati sul molo di Dunkerque, dal 27 maggio al 4 giugno del 1940, e dell'operazione Dynamo attraverso la Manica: un'evacuazione navale delle truppe inglesi circondate dalle divisioni corazzate tedesche. "Quando questi uomini non riuscirono a tornare a casa, casa andò a prenderli".
La copertina dell'album "Harry Styles" Ha scelto di fare come Elvis, che passò dalla musica al cinema con il debutto in Love Me Tender?
"Mi ritengo incredibilmente fortunato ad aver esordito con Christopher Nolan, senza scomodare il re del rock and roll o un altro grande artista che mi ha sempre ispirato, David Bowie. Il set, il film nel formato IMAX... Un'esperienza bellissima. Non c'è differenza tra la promozione di un disco e quella di un kolossal come Dunkirk. Per me è tutto uno spasso".
Come gli altri personaggi del film, Alex ha poche battute. Che valore ha la parola per lei?
"Alex è un giovane soldato all'apparenza affabile, buono, in realtà coi compagni si dimostra presto un tipo spigoloso. La seconda guerra mondiale lo ha per forza temprato, direi più degli altri soldati. Gli piace fare la parte del duro e l'idea che tutti abbiano paura di lui lo rassicura. Interpretare Alex è stata una sfida. La verità è che in guerra siamo tutti uguali, dovrebbe essere così anche in tempi di pace ma quando sei assediato dai nazisti, bombardato dal cielo e da terra e i natanti si capovolgono in mare, non puoi non sentirti parte della stessa famiglia. Quelle barchette lanciate sotto le bombe, guidate da normali cittadini per mettere in salvo le forze alleate sulla costa, sono un enorme motivo d'orgoglio per gli inglesi. A proposito della quasi totale assenza di dialoghi nel film, credo, da musicista, che a parlare siano soprattutto i suoni: cacciatorpediniere, spari, incrociatori. Non ho mai visto una fusione tra immagini e sonoro tanto meticolosa. E le musiche di Hans Zimmer - quei beat militari, i sintetizzatori in picchiata - sono proprio epiche".
Il regista le ha dato qualche film da guardare per prepararsi?
"Mi ha messo a sedere su una vecchia sedia e poi sono partiti, in ordine, La sottile linea rossa di Terrence Malick e Vite vendute di Henri-Georges Clouzot. Di mio ho scelto Salvate il soldato Ryan di Steven Spielberg. Il vero suggerimento di Christopher è stato quello di non guardare questi film per la 'letteratura' della guerra, ma di prenderli come un viaggio emotivo. E lo è stato sul serio, specialmente quando ho parlato con famiglie di amici che la battaglia di Dunkerque l'hanno vissuta sulla propria pelle".
Fare cinema è una sua idea spontanea o qualcuno, a Hollywood, le ha consigliato il salto?
"La curiosità è scattata quando ho saputo che Christopher stava preparando Dunkirk. Vado pazzo per i film di Nolan e volevo buttarmi. Non sono un calcolatore, non so nemmeno cosa mi è successo ieri o cosa farò domani. Quando ho letto il progetto ho pensato che fosse molto cool e che avrei fatto la fila anche solo per vederlo da spettatore, se mi avessero scartato".
Ma è vero che Nolan non sapeva che fosse così celebre in tutto il mondo?
"Credo di essermi guadagnato il mio posto da attore proprio perché mi ha trattato al pari degli altri. Ho fatto un provino insieme a Fionn Whitehead, ed eccomi qua. Nessun favoritismo".
Le piace testare i suoi limiti?
"Sono d'accordo con Nolan: il cinema è un processo cieco. Un esperimento continuo, senza barriere. Mi piace mettermi in condizioni di intimo disagio se so che i miei talenti sono nelle mani di un falco come Chris, un autore per cui ti viene voglia di lottare e percorrere quel chilometro extra tutti i giorni, sul set, per cinque mesi. Mi ha ricordato che sono di vetro e che posso rompermi".
L'aspettiamo in concerto all'Alcatraz, a Milano, il prossimo 10 novembre. Già sold out. E poi il 2 aprile al Forum sempre di Milano e il 4 all'Unipol Arena di Bologna. Pensa che la sua 'fanbase' possa tradirla e non andare a vedere Dunkirk?
"I giovani andranno a vedere Dunkirk perché non è un classico film di guerra ma una storia di empatia e di cuore. Al centro ci sono degli adolescenti costretti a combattere, ragazzi che sacrificano la vita".
Le scene sottacqua come sono andate?
"Quando parlavo dell'essermi scoperto 'di vetro', pensavo proprio a quei momenti. Nolan mi ha messo spesso di fronte al pericolo per insegnarmi a reagire. Quando ti manca il respiro perché l'acqua sale, devi ricorrere a tutti gli istinti di sopravvivenza che hai in corpo, per trattenere l'ossigeno. Nel mondo di Chris ci sono due elementi essenziali: la dilatazione del tempo e il dimenticare di essere attori. È stato difficile per me".
Se vuole ora può lamentarsi.
"L'ho odiato!" (grida)
Perché recita solo ora?
"Da piccolo, alla Holmes Chapel Comprehensive School, ero il re del palcoscenico. Ma ad essere onesto, penso fosse solo bisogno d'attenzione (i genitori di Styles si sono separati quando aveva sette anni, ndr). In genere a me piace non avere un'idea precisa di ciò che faccio. La mia impressione è quei giovani soldati chiamati alle armi, e costretti a crescere in fretta, cercassero anche loro, su diversa scala, un posto nel mondo".
Nolan veste elegante anche mentre dirige le scene di guerra?
"Mette una giacca firmata e ha i capelli supercomposti pure quando nuota. Un autentico beach master del cinema".
Registi come Ron Howard e J.J. Abrams stanno finanziando Napster e il progetto Screening Room, un servizio che permette agli utenti di guardare in streaming, da casa, i blockbuster nel giorno di uscita al cinema. Che ne pensa?
"È un discorso ampio che investe anche il mondo musica. Sono un feticista dei dischi e mi piace possedere l'oggetto, se merita. Non sono 'nessuno' per dire a chi non compra più vinili e scarica gratis che sta facendo uno sbaglio. Però, almeno al cinema, la potenza di un film in IMAX 70mm lasciatemela".
Harry si gira verso la publicist e grida: "Aiuto! Qui mi fanno parlare di pirateria!".