Vin Diesel, 50 anni a tutta velocità
Nato ad Alameda County, in California, il 18 luglio 1967, Vin Diesel viene cresciuto da sua madre, psichiatra e astrologa e dal padre adottivo, attore e insegnante teatrale di origini afroamericane. Nonostante Diesel sia sempre stato ambiguo rispetto alle sue piene origini etniche, di certo si sa che nelle sue vene scorre il 50% di sangue italiano. Scoperto da Steven Spielberg, che lo ha voluto in 'Salvate il soldato Ryan' (1998), dopo l'apertura delle porte dorate di Hollywood la sua corsa non si è più arrestata. È il volto più noto della saga, giunta all'ottavo episodio, 'Fast and Furious'
A guardarlo, con quel fisico pazzesco, non sembra che il tempo per lui sia passato: è pressoché identico da quando gli fu affidato il primo ruolo che lo catapultò sotto i riflettori, quello in Salvate il soldato Ryan di Steven Spielberg (1998): stessa testa rasata, stessa definizione muscolare, stessa aria sorniona di chi sa di aver fascino e ci gioca sopra.
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Al tal proposito ha ricordato come venne scritturato per Salvate il soldato Ryan, che gli aprì tutte le porte del cinema: "Scrissi, produssi e recitai in un cortometraggio intitolato Multifacial, ovvero la storia di un attore – me stesso – che non riesce a trovare lavoro proprio perché 'multifacciale', indefinibile. Steven Spielberg lo vide e proprio per quel lavoro mi fece chiamare. Devo tutto a lui, alla sua intuizione, alla sua lungimiranza culturale".
Un lavoro, Multifacial, che Diesel autofinanziò con appena 3.000 dollari, e che venne infatti mostrato in anteprima al festival di Cannes nel 1995. Per trovare quei soldi – una cifra enorme per lui a quel tempo – ricorse a un trucchetto: "Non avevo un centesimo al tempo ma disponevo di una carta di credito da studente. Così andai in un negozio di elettronica sulla 14esima Strada, che aveva una politica di restituzione e rimborso 'no question asked', entro 30 giorni. Comprai un computer da 600 dollari sul quale scrissi la sceneggiatura e al 30esimo giorno tornai a restituirlo. Con i soldi ricavati ho potuto affittare una telecamera per tre giorni".
Sembrerebbe che le bravate siano sempre state al centro delle intuizioni professionali di Diesel. La sua prima esperienza come attore risale a quendo aveva appena sette anni. Insieme al fratello gemello Paul e a un gruppetto di amici, i pestiferi bambini si intrufolarono nel Greenwich Theater per vandalizzarlo. Il direttore artistico li colse in flagrante, ma invece di chiamare la polizia ebbe un'idea migliore, e chiese a loro di unirsi al gruppo di attori e allo spettacolo che stava preparando. Un modo per canalizzare la loro energia in qualcosa di creativo. Vin accettò. Così iniziò a recitare.
Per i suoi imminenti 50 anni, Diesel ha anche fatto pace con una sua vecchia amica, collega e 'complice' Michelle Rodriguez, anche lei volto di Fast and Furious, che a giugno aveva pubblicato su Instagram un post dai toni forti accusando la serie di sessismo e antifemminismo: "Spero si decidano a mostrare un po' di amore per le donne nel prossimo franchise o sarò costretta ad andarmene", aveva scritto Rodriguez. Diesel era stato il primo a rispondere, facendo autocritica sulla saga che l'ha reso un'icona: "Sono fiero di Fast and Furious, ma dobbiamo cercare di migliorarlo ogni volta. È questo che lo rende così divertente ed emozionante". Rodriguez ha fatto così marcia indietro: "Naturalmente non parlavo di Vin, io so che lui è sempre stato un sostenitore delle donne forti, nella vita come nel cinema. E io questo l'ho sempre apprezzato. I miei post su Vin sono stati fraintesi. È come se fosse mio fratello, ca**o!". Nel video realizzato insieme pochi giorni spuntano allora risate, un affettuoso bacio sulla fronte di lei, e un siparietto finale in cui lui finge di prenderla a calci nel sedere. Tutto chiarito e risolto, almeno fra loro, quindi.
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