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'In a Heartbeat', un piccolo cuore racconta l'amore gay

Per la prima volta un cartoon parla esplicitamente dell'amore di due ragazzini: il corto d’animazione realizzato da Esteban Bravo e Beth David come tesi di laurea ha superato venti milioni di visualizzazioni su YouTube

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Il cliché del primo amore tra due adolescenti, quello nato tra i banchi di scuola, dell’insicurezza e della paura che accompagnano il tentativo di vivere la nuova sensazione  è stato raccontato e rappresentato mille volte e in altrettanti modi. In a Heartbeat, il corto d’animazione realizzato da Esteban Bravo e Beth David, due studenti al Ringling College, in Florida, per la loro tesi di laurea, potrebbe essere solo la milleunesima volta. In realtà non è così, perché questo racconto piccolo, togliendo le parole, ci lascia qualcosa in più. “Il cuore sceglie ciò che vuole” è il sottotitolo del film.
 

"In a Heartbeat", il cartoon gay diventa virale

Concetto semplice, proprio come semplice è quel video di quattro minuti circa che, pubblicato su YouTube lunedì scorso, ha superato venti milioni di visualizzazioni in meno di tre giorni e ha suscitato l’interesse di studi d’animazione e case di distribuzione importanti (come i Blu Sky Studios dai quali sono venuti fuori i vari L’era Glaciale e Rio, ma anche la Disney ci starebbe facendo un pensierino). J. A. Bayona, regista del prossimo Jurassic World, si è chiesto se si possa già parlare del miglior corto d'animazione dell'anno. Ashton Kutcher, su Facebook, lo ha commentato così: “Parla da sé, anche senza dialoghi”, Ellen DeGeneres invece ha scritto che è “dolcissimo” e poi ha fatto i complimenti ai due ragazzi che lo hanno disegnato. Non male, per un’opera prima.
  Non male anche se si considera il fatto che oltre a essere un’opera prima è anche la prima volta che un cartone affronta esplicitamente il tema di un amore gay. La storia racconta infatti di Sherwin, un ragazzino dai capelli rossi, che si innamora di Jonathan, “il più popolare della scuola”. Sherwin è timidissimo, ha paura di svelare le sue emozioni, allora ci pensa il suo cuore a fare tutto il lavoro, balzando – letteralmente – fuori dal petto per inseguire Jonathan. E lo raggiunge, con l’imbarazzo di Sherwin che invece si nasconde dietro un albero. “Il cuore vuole quello che il cuore vuole” si legge nella locandina del film, quindi Sherwin è costretto a correre per andare a riprenderselo. In un tripudio di delicatezza e dolcezza i due protagonisti inciamperanno, si scontreranno e si guarderanno intensamente. Fino al momento in cui, davanti agli altri ragazzi della scuola, dovranno fare i conti con i propri sentimenti e, quindi, la propria sessualità. È lì che il cuore di Sherwin, aggrappato con tutte le sue forze alle mani di Jonathan, ma tirato dal suo proprietario che vuole riprenderselo per scappare via, si spezzerà in due.

Senza giri di parole il corto di Bravo e David rompe un muro, quello eretto da chi crede ancora che non sia il caso di introdurre certi temi nel cinema per l’infanzia. Aveva provato a farlo, a inizio di quest’anno, la Disney, ma con un tentativo poco convinto, quando nel live action di La Bella e la Bestia ha insinuato l’idea che il personaggio di Le Tont possa essere omosessuale, attratto dal super macho Gaston. Forse anche mossa dalla campagna partita su Twitter, e diventata subito virale, con la quale il pubblico ha chiesto alla casa di Topolino di “dare a Elsa una fidanzata”. #GiveElsaAGirlfriend è stato l’ashtag con il quale sono state accompagnate le richieste di disegnare un’eroina lesbica per il sequel di Frozen, il film d’animazione record mondiale d’incassi.

Per il resto, però, i cartoni in cui ad amarsi o a formare una famiglia sono persone dello stesso sesso sono davvero pochissime: ci sono stati Bucky e Pronk in Zootropolis, sposi dello stesso sesso, Skaracchio che ha fatto coming out in Dragon Trainer 2 e il primo in assoluto, Mitch Downe, che nei minuti finali di Paranorman, film del 2012, dice: “Ti piacerà il mio fidanzato”. Basta, finito. “Non abbiamo voluto fare la morale a nessuno – hanno raccontato  a HuffingtonPost gli ideatori di In a Heartbeat – siamo contenti che il corto abbia avuto successo tra chi si identifica con i personaggi. Per quelli che invece non si identificano con Sherwin e Jonathan ci auguriamo che il film li porti a un livello di comprensione successivo”.

Che l’idea di Esteban Bravo e Beth David sarebbe stata apprezzata lo si poteva intuire già dallo scorso novembre, quando i due hanno lanciato una campagna di raccolta fondi sulla piattaforma Kickstarter per completare la produzione del cortometraggio. “Non si tratta solo del lavoro che chiude i nostri quattro anni di studio al College, In a Heartbeat affronterà un tema che fino a questo momento non aveva trovato spazio nei film di animazione”. Questa presentazione, accompagnata da un videomessaggio dei due, è stata sufficiente perché a fronte di un obiettivo fissato a 3mila dollari, si arrivasse a raccoglierne oltre 14mila. La maggior parte dei soldi è stata poi utilizzata per pagare Arturo Cardelús, il compositore che ha scritto la colonna sonora originale del film che, ora, ha pure trovato il suo spazio tra le playlist di Spotify.