'Blade Runner 2049', aspettando Rick Deckard: lo spot internazionale
Blade Runner 2049, Ryan Gosling sul set del film: gli scatti durante le riprese
Arriva nei cinema di tutto il mondo l'atteso sequel di "Blade Runner", la pellicola del 1982 firmata da Ridley Scott e tratta dal romanzo di Philip K. Dick "Il cacciatore di androidi". In "Blade Runner 2049" Ryan Gosling veste i panni dell'agente K della polizia di Los Angeles, che si mette alla ricerca dell'ex blade runner Rick Deckard (Harrison Ford) dopo aver scoperto un segreto sepolto da tempo. Ecco Gosling in alcuni scatti realizzati durante le riprese del film
Sempre dribblando gli spoiler, il centro drammatico del film si può riassumere in una domanda: i ricordi dei personaggi sono reali, oppure "impianti" nella testa di replicanti? Che è poi la stessa, a ben vedere, del film del 1982. Rispetto al quale Villeneuve e gli sceneggiatori Hampton Fancher (anche autore del soggetto) e Michael Green hanno compiuto un ottimo lavoro. I secondi non tradendo mai né lo spirito né la lettera del prototipo, cui fanno continuamente riferimento: e non per puro citazionismo, ma in modo sempre coerente e funzionale allo sviluppo del racconto.
Anzi, vorremmo dire che il sequel - almeno in un punto - rende al celebre romanzo di Philip Dick, classico della letteratura cyberpunk il cui titolo originale era "Do Androids Dream of Electric Sheep?", un servizio migliore del film precedente. Qui infatti ci sono diversi riferimenti agli animali (e compare anche un cane), che nel libro hanno un ruolo simbolico fondamentale ma che Scott aveva lasciato per strada. Tutto l'universo distopico che conoscevamo subisce un refresh, però nel senso di diventare ancora più cupo, alienato e degradato. Viene introdotta anche una variante ai personaggi femminili: Joi, graziosissimo ologramma innamorato (Ana De Armas) che offre a K un'inedita parentesi sentimentale. Quanto a Harrison Ford, come già in Star Wars: il ritorno della forza, compare solo a film avanzato; però serve a tirare tutte le fila dell'azione.
Se la sceneggiatura rispetta, rielaborandolo, l'universo del film che lo ha generato, non diversamente si comporta l'iperdotato Villeneuve con quello iconografico. I richiami alla megalopoli di Los Angeles - solcata da oggetti volanti, piena di insegne pubblicitarie, brulicante di un'umanità disperata - sono diretti; però alle sequenze notturne di Scott il regista canadese ne alterna altre in ocra e rosso, polverose e altrettanto post-apocalittiche. Non basta. Se Blade Runner 2049 è già in odore di cult-movie, lo si deve anche ad alcune sequenze d'azione magistrali: come la lotta tra K e Deckard nel locale in cui sta cantando un ologramma di Elvis o il confronto finale tra i buoni e la cattiva.
BLADE RUNNER 2049
Regia di Denis Villeneuve
Con Ryan Gosling, Harrison Ford, Ana de Armas, Sylvia Hoeks, Robin Wright, Dave Bautista
OOOOO