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'Saw: Legacy', l'ottavo capitolo della saga horror in sala per Halloween

Nuova scia di omicidi per lo psycho enigmista Jigsaw interpretato da Tobin Bell, diretto dagli australiani Spierig Brothers: "Le trappole sono  sempre più studiate ma più una scena è difficile da girare, più sarà divertente guardarla in sala”

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Los Angeles - “Vivere o morire, fai la tua scelta”. Non sentivamo la voce roca di John Kramer dal lancio del primo iPad, sette anni fa. Le malefatte di Jigsaw, lo psycho enigmista interpretato da Tobin Bell, sembravano già in modalità reset al capitolo tre della serie Saw, dove il killer viene dato ufficialmente per morto. Poi sono seguiti copycat, apprendisti, simulazioni in realtà virtuale, videogame e un episodio in 3D, per un totale di 837 milioni di dollari d’incasso in tutto il mondo. Ora parte una nuova scia di omicidi - l’ottava - che porta il marchio ‘Jigsaw’. E allora John Kramer è ancora vivo o si tratta di un culto? Tutte le risposte in Saw: Legacy, distribuito da Eagle Pictures e diretto dagli Spierig Brothers, gli australiani Michael e Peter, autori dallo zombie-stracult Undead in parte autofinanziato, e di altri due film di genere, L’ultimo vampiro e Predestination, con Sam Neill e Ethan Hawke.
 

'Saw: Legacy', la saga horror continua: al cinema a Halloween

Quando Lionsgate ha bussato alla porta dei gemelli Spierig, i due erano al lavoro sul progetto Winchester (a dicembre) firmando un contratto per Cbs in cui la protagonista sarebbe stata, e sarà, Dame Helen Mirren, erede e padrona della famigerata casa maledetta a San José. “Non potevamo dire di no alla tentazione di rimetter mano alla saga di Saw” ci raccontano i fratelli Spierig. “A tutti e due piacciono i thriller, i puzzle, e soprattutto le trappole che Jigsaw congegna per colpire i ‘giocatori’ rapiti e chiusi in un fienile. Volevamo un nuovo cast, una nuova storia e atmosfere visive più ‘alte’ e classiche dei precedenti. Un po’ come tutti gli australiani, siamo appassionati di lavori pratici e manuali, quindi anche il set ne risente, ogni esecuzione appare più realistica, più studiata, nel rispetto della tradizione dell’horror e del mistery. Il nostro motto è: più una scena è difficile da girare, più sarà divertente guardarla in sala”. La casa di produzione Lionsgate non è preoccupata che non si sia visto un Saw dal 2010: a ridosso dello spirito dell’autunno scorrono, infatti, i fortunati titoli di Leatherface e Annabelle: Creation (spin-off di The Conjuring, dal co-creatore di Saw, James Wan).

Saw: Legacy è costato 10 milioni di dollari, in linea con i sequel, ma con il successo di La La Land a far da traino a John Wick: Capitolo 2, How to Be a Latin Lover, Come ti ammazzo il bodyguard e Boo 2! A Madea Halloween, lo studio fondato da Frank Giustra vent’anni fa può sopportare anche i crash di Divergent e Power Rangers, lasciando a Jigsaw e alla sua ultima puntata il compito di raddoppiare, almeno, il costo del film nel primo weekend. Il lato business non è un problema per i produttori: poche settimane fa, Tobin Bell si è recato a Wall Street con il team pubblicitario di Saw e preso il posto di un funzionario del New York Stock Exchange, suonando la campana.
 
Saw: Legacy, spiegano gli autori, “è diviso in due parti: un poliziesco procedurale, dove poliziotti, medici, coroner tentano di venire a capo del crimine, e il cosiddetto torture porn, in cui alle vittime, riunite in un granaio e messe di fronte ai propri vizi, è data l’opportunità di riparare. A caro prezzo”. La voce dell’enigmista è in stereo, diffusa attraverso altoparlanti futuristici o mini-dv anni Novanta. A un certo punto compare anche la sua versione Arlecchino, occhi rossi raggianti, maschera di cera, sul sellino di un triciclo che ha poco da invidiare a quello di Shining. Tredici anni dal primo Saw spostano il senso politico della serie un po’ più in là: da metafora del post-11 settembre (nel 2004 George W. Bush era alla Casa Bianca) a un’adesione al nuovo cinema radicale (i riferimenti degli Spierig sono i recenti War Machine e Thank You for Your Service) dove la guerra in Iraq è sedata e adesso c’è da pensare alla ricostruzione e al rimpatrio dall’Afghanistan. Per Jigsaw, questo è un vero e proprio ritorno a casa. A scrivere Saw: Legacy sono gli stessi di Piranha 3D e Piranha 3DD, Josh Stolberg e Pete Goldfinger.

“Al film abbiamo dato un respiro più da action che da horror, nonostante ci siano parecchi momenti di terrore” dicono i registi, mentre sognano di restare nel campo sci-fi e dar sfogo al grande sogno bambino: dirigere una storia della galassia di Guerre Stellari. La Disney ci sta pensando. “Ricorriamo ai flashback per spiegare perché le persone intrappolate nel gioco di Jigsaw meritino una punizione esemplare. John Kramer ha sempre creduto di fare del bene, con i suoi schemi diabolici e i trabocchetti. Qui abbiamo una donna che si è data al borseggio lasciando una persona senza le sue medicine, un tizio che ha venduto volontariamente la sua moto sapendo che i freni non funzionavano, una madre impazzita per il pianto del neonato. Ogni pedina ha qualcosa da nascondere e da scontare. È come fare skateboard tra prede e predatori, senza poterli riconoscere davvero. Tra l’altro noi andiamo pazzi per lo skate”.

La verità vi renderà liberi, il killer cita Gesù e il Vangelo di Giovanni. Eppure, fuori dal bunker-mattatoio, le autorità non sono così coscienziose come dovrebbero. Logan (Matt Passmore) è un veterano della guerra in Iraq, torturato a Fallujah; il medico Eleanor (Hannah Emily Anderson) è ossessionata da Jigsaw al punto da collezionare reliquie e arnesi-tortura. Si comincia dal martirio delle ‘Teste Secchiello’ con i players trainati a forza alla parete da catene d’acciaio, per essere fatti a fettine dalle lame che spuntano all’improvviso, passando per coltelli e forconi lanciati sui malcapitati in un deposito di grano, fino a laser micidiali, siringhe, teste esplose, acido cloridrico nelle vene. Una “macchina di Rube Goldberg” da record, tra sangue e arti strappati.
 
Non basta scagliare la prima pietra e confessare i peccati, per superare la prova di Jigsaw bisogna seguire le regole. Le stesse che i responsabili marketing di Saw: Legacy hanno messo in cantiere con una campagna di protesta in 25 città degli Stati Uniti: grazie all’iniziativa All Types Welcome, il franchise di Saw ha dato il via a ottobre a una catena di donazioni di sangue (in palio un biglietto per la prima del film). A partire dal suo slogan, All Types Welcome nasce come reazione alle norme di donazione imposte dalla Food and Drug Administration (Fda), l’autorità americana sugli alimentari e i medicinali, che proibisce agli uomini di donare sangue se hanno avuto rapporti con persone dello stesso sesso negli ultimi 12 mesi. Una prevenzione contro l’Hiv, sostiene la Fda. Una discriminazione contro gay e bisex secondo gli studios.