Irriconoscibile Kevin Spacey nel film sul rapimento Getty
La posta in gioco era grossa, e duplice: terminare il film in tempo per non doverne rinviare l’uscita sugli schermi, fissata per il 22 dicembre (il 4 gennaio in Italia), e per poter aspirare agli Oscar 2017, cosa che un rinvio all’anno prossimo gli avrebbe negato. È quanto riassume l’articolo con intervista al regista pubblicato in esclusiva da Entertainment Weekly. E così Ridley (che del resto non sembra prendersela affatto), dovrà festeggiare le sue ottanta primavere a Roma, o in viaggio per altra destinazione.
Plummer al posto di Spacey, il nuovo trailer del film di Ridley Scott
Se ottant'anni vi sembran molti dipende anche da chi, e da come, sono stati spesi. Negli otto decenni che ricorrono oggi Ridley Scott ha fatto, come minimo, il lavoro di un secolo: seminando pietre miliari della storia del cinema, raccogliendo Oscar, Emmy e una quantità esagerata di candidature, rinnovando i generi cinematografici, dalla fantascienza al "period film", dal road-movie al film di guerra. Al debutto nel lungometraggio, produttivamente modesto ma sùbito coronato dal successo, Scott si presentò come il capofila di una nuova generazione di registi che pareva fatta apposta per suscitare la diffidenza dei puristi del grande schermo.
Ridley Scott sul set a Roma per 'Tutti i soldi del mondo'
Ridley Scott ha girato a Roma Tutti i soldi del mondo, il film che racconta la storia del rapimento di John Paul Getty III avvenuto in Italia nel 1973 per mano della 'ndrangheta. Il regista, che era già avanti nella lavorazione, è dovuto tornare dietro la macchina da presa per rifare tutte le scene con Christopher Plummer nel ruolo del patriarca della famiglia Getty al posto di Kevin Spacey, sostituito dopo lo scandalo sulle molestie. Un lavoro frenetico andato avanti fino a fine novembre per rispettare l'uscita in sala, fissata per il 22 dicembre, in tempo per poter partecipare agli Oscar (in Italia il 4 gennaio)
Veniva infatti dalla pubblicità, come suo fratello Tony, Alan Parker, Hugh Hudson. Nomi tutti destinati a una certa fama, ma limitata ed effimera a paragone di quella di Ridley. Il cui esordio, I duellanti (1977), gli valse subito un premio speciale della giuria (presieduta, nientemeno, da Roberto Rossellini) al Festival di Cannes. Negli anni immediatamente seguenti il regista britannico si fece una fama ecumenica, centrando un successo dopo l’altro con opere che coniugavano qualità e seduzione spettacolare. Tanto che non c’è chi non conosca i suoi film; alcuni dei quali hanno resistito al tempo e traversato le generazioni come è stato concesso a ben pochi altri registi. Cominciando da Alien (1979), che poi ha generato mostri per decenni ed è stato ripreso di recente dal suo creatore con due prequel: Prometheus (2012) e Alien: Covenant (2017). Poi il seminale Blade Runner (1982), prototipo della fantascienza cyberpunk ripreso quest’anno nel sequel di Denis Villeneuve. Quindi Thelma & Louise (1991), imperdibile modello di “mainstream” femminista mille volte imitato; Il gladiatore (2000), melodramma storico aureolato di Oscar; Black Hawk Down – Black Hawk abbattuto (2001), tra i migliori war-movie degli ultimi decenni.
Sul set con Ridley Scott, gli 80 anni dell'uomo che ha raccontato passato e futuro
Cosa sarebbe la fantascienza cinematografica senza 'Alien' e 'Blade Runner'? E quanti americani si sono appassionati di storia romana grazie al Gladiatore con Russell Crowe? Ridley Scott con i suoi 40 anni di carriera (debuttò al lungometraggio nel '77 con 'I duellanti') ha saputo raccontare la storia passata e il futuro che doveva ancora arrivare. Oggi, a 80 anni, non ha nessuna intenzione di smettere. Il 4 gennaio arriverà in sala 'Tutti i soldi del mondo' sul rapimento Getty che il regista sta rimontando in tutta fretta, dopo lo scandalo molestie, per sostituire Kevin Spacey con Christopher Plummer
Ma che li elenchiamo a fare? Ciascuno di noi li conosce; anzi, qualcuno li sa a menadito, come si conviene alla categoria dei "cult", quelli veri. Varrà la pena, invece, ricordare alcuni titoli meno celebri, ma da riscoprire come esempi di solido cinema d’azione: Black Rain-Pioggia sporca (1989), ad esempio, actioner di agenti americani alle prese con la yakuza giapponese dotato dai bei paesaggi metropolitani e dalle sequenze motociclistiche mozzafiato; oppure l’ottimo American Gangster (2007), dove Scott contrappone a un Denzel Washington in versione "malamente" il suo attore-feticcio Russell Crowe. Si collocano a un livello qualitativo più modesto un paio di altri kolossal, ambiziosi ma non particolarmente ispirati, come Le Crociate-Kingdom of Heaven (2005) e Robin Hood (2010), protagonista un Crowe alquanto appesantito. Né paia ingeneroso flaggare anche alcuni film sbagliati (il fantasy Legend, l’inutile 1492 – La conquista del paradiso, Hannibal) o dimenticabili, quali lo pseudo-femminista, ma realmente militarista, Soldato Jane (1997) o il vinicolo, e vagamente ridicolo, Un’ottima annata (2006).
Ridley Scott, 38 anni di fantascienza da 'Alien' a 'Alien: Covenant'
Trentotto anni dopo 'Alien' (di cui molti ricordano lo slogan italiano "nello spazio nessuno può sentirti urlare") Ridley Scott torna, ancora una volta, nello spazio. Esce nelle sale l'11 maggio il sequel di Prometheus. A bordo dell’astronave Covenant tutto è tranquillo; l'equipaggio e le altre 2.000 anime sul vascello d'esplorazione sono profondamente addormentate nell’iper-sonno, lasciando che
Walter, l’organismo sintetico a bordo, cammini da solo per i corridoi. La nave è in viaggio verso il lontano pianeta Origae-6, sul fianco estremo della galassia, dove i coloni sperano di stabilire un nuovo avamposto per l'umanità. La pacifica tranquillità del viaggio viene interrotta quando una vicina esplosione stellare distrugge le vele di raccolta di energia della Covenant, provocando decine di vittime e facendo deragliare la missione. È un'occasione per rivedere quasi quarant'anni di viaggi nello spazio del regista di 'Blade Runner'.
Come ogni essere umano dietro la macchina da presa, anche Scott ha conosciuto qualche fase calante, vedi i recenti The Counselor – Il procuratore (2013) e Exodus – Dei e re (2014); ma la sua forza è stata saper rilanciare sempre con nuovi film di qualità, come Sopravvissuto-The Martian (2015). Si diceva dell’intensa attività sviluppata da Scott in quarant’anni tondi di carriera cinematografica. Ne fanno fede l’immensa mole di spot pubblicitari (tra cui quello per il lancio del Macintosh Apple), la fitta produzione televisiva e il ruolo di produttore cinematografico per film altrui, attraverso la casa di produzione Scott Free Production, fondata assieme al fratello regista Tony (suicida nel 2012). Curioso e appassionato d’innovazione, Ridley è stato anche produttore esecutivo per il primo social-movie mai realizzato: La vita in un giorno, esperimento di cinema globale “di base” generato dagli utenti di YouTube in una sola giornata, il 24 luglio 2010.