Spettacoli

CINEMA

'Toy Story 4' sarà sceneggiato dalla scrittrice Stephany Folsom, e sarà molto romantico

Nel nuovo capitolo, previsto per giugno 2019, ritroveremo Woody e Buzz con la piccola Bonnie e ci sarà probabilmente spazio anche per una storia d’amore tra Woody e Bo Peep

1 minuti di lettura
Disney Pixar ha scelto lo sceneggiatore per la prossima avventura di Woody e Buzz, Toy Story 4. Si tratta di Stephany Folsom, scrittrice che l’anno scorso si è fatta notare per essere stata inserita nella Black List (l'elenco delle migliori sceneggiature non ancora entrate in produzione) per il suo lavoro su 1969: A Space Odyssey Or: How Kubrick Learned to Stop Worrying and Land on the Moon, storia immaginaria che racconta di come Kubrick sia stato convinto dalla Casa Bianca a collaborare con la Nasa per realizzare le immagini del finto allunaggio.

Toy Story 4, la cui uscita è prevista per giugno 2019, riprenderà le vicende dove le avevamo lasciate con l’episodio tre (il secondo maggiore incasso per la Pixar, dopo Alla Ricerca di Nemo, con oltre un miliardo di dollari raccolti al botteghino): ritroveremo quindi Woody e Buzz con la piccola Bonnie e ci sarà probabilmente spazio anche per una storia d’amore tra Woody e Bo Peep.

Accettando l’incarico, Stephany Folsom prende il posto che era stato inizialmente offerto a Rashida Jones, attrice oltre che sceneggiatrice, che aveva però rifiutato la proposta. Lo scorso novembre Hollywood Reporter aveva giustificato il rifiuto legandolo a tentativi di avances che il capo della Pixar, John Lasseter, avrebbe fatto a Jones, ma quanto scritto dal quotidiano statunitense non corrisponde a verità, ed è la stessa Jones a chiarirlo. Se infatti sono stati parecchi ad accusare il direttore creativo di Disney Pixar (autore proprio di Toy Story e produttore di Frozen o Inside Out) di essersi lasciato andare ad “abbracci, baci e commenti indesiderati”, al punto da spingere Lasseter a fare un passo indietro, a prendere sei mesi di aspettativa, Rashida Jones non è tra questi. Il suo “no” alla proposta di far parte della squadra del prossimo Toy Story, ha altre motivazioni. Ci sarebbero infatti “differenze creative e soprattutto di pensiero” alla base della sua scelta.

“Alla Pixar lavorano persone estremamente talentuose – ha dichiarato Jones al New York Times – ma è anche un mondo dove la voce delle donne e delle persone nere non ha lo stesso valore delle altre”. Tra i venti film che compongono la filmografia della casa di produzione “solo uno è stato co-diretto da una donna e solo uno da una persona di colore”. Le accuse di Jones si aggiungono a quelle di diversi impiegati alla Pixar, che hanno descritto il regno di John Lasseter come un luogo “sessista e misogino”.