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IL CASO

Facebook blocca gruppo di fan: voleva sabotare 'Black Panther'

Il social network ha chiuso la pagina "Down With Disney's Treatment of Franchises and its Fanboys", creata dai fan della Dc Comics per reclutare utenti e boicottare il film Marvel con recensioni negative su Rotten Tomatoes

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Facebook ha deciso di chiudere la pagina nata con l'obiettivo di sabotare Black Panther. L'ultimo film della Marvel, con un cast di attori esclusivamente neri, racconta la guerra che dovrà intraprendere T'Challa per essere riconosciuto il legittimo erede al trono di Wakanda. In Italia uscirà il 14 febbraio, ma considerando le prenotazioni dei biglietti già fatte negli Stati Uniti, il film potrebbe superare Deadpool e diventare il titolo uscito a febbraio col maggiore incasso nel weekend di apertura, con una cifra vicina ai 150milioni di dollari.

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Decisamente troppo per gli autori della pagina Facebook "Down With Disney's Treatment of Franchises and its Fanboys", nata per reclutare utenti e boicottare il film. Più precisamente, quello che gli ideatori della pagina si erano messi in mente di fare era "dare a Black Panter recensioni negative su Rotten Tomatoes", il sito aggregatore di revisioni di un film, scritte sia da critici sia dal pubblico. Definendosi fan dei film della Dc Comics, il principale rivale della Marvel, i quasi quattromila membri della pagina hanno accusato Rotten Tomatoes di manipolare i giudizi a discapito delle storie dell'universo Dc.

"Noi di Rotten Tomatoes siamo orgogliosi di aver creato una piattaforma dove fan e appassionati possono discutere e prendiamo questa responsabilità molto seriamente", avevano commentato dal sito, aggiungendo "solo se però rispettiamo le diverse opinioni degli utenti, non tolleriamo discorsi odiosi. La nostra squadra di sicurezza e gli esperti di social media continuano a monitorare la piattaforma e qualunque intervento di quel tipo verrà rimosso e il suo autore bloccato".

Subito dopo le dichiarazioni di Rotten Tomatoes, anche Facebook è intervenuta, disattivando il gruppo per violazioni delle regole della comunità. "Ci opponiamo a discorsi odiosi e non permettiamo che vengano fatti su questa piattaforma - ha spiegato un portavoce del social network - vogliamo che Facebook sia un posto dove siano tutelati il diritto di espressione e la libertà personale. Per questo abbiamo scritto gli Standard della comunità che chiunque può leggere".