Joker al cinema, da Nicholson a Jared Leto e Joaquin Phoenix
Joaquin Phoenix potrebbe essere il prossimo ad interpretare Joker sul grande schermo. Todd Phillips, infatti, il regista che dirigerà il film sulle origini della nemesi di Batman, ha scelto lui come candidato ideale. I due si sono incontrati a fine anno scorso e una fonte ha rivelato a Variety che Phoenix avrebbe accettato il ruolo. Per chiudere l’accordo, quindi, mancherebbe l’ok della Warner Bros. che con la Dc Comics sta lavorando a un nuovo filone di film, separato dall’universo cinematografico della casa dei fumetti che abbiamo conosciuto finora e che ha l’obiettivo di raccontare la nascita dei personaggi principali, quelli che hanno fatto la storia dei libri. Il film su Joker, infatti, prenderà vita parallelamente ai progetti già in corso, come il seguito di 'Suicide Squad' o lo spin off incentrato su Harley Quinn nei quali sarà sempre Jared Leto a vestire i panni del jolly. Il frontman dei Thirty Seconds to Mars è infatti stato l’ultimo a portare il criminale psicotico sul grande schermo, lo aveva già fatto nel 2008 Heath Leadger nel secondo capitolo della trilogia sul 'Cavaliere Oscuro' di Christopher Nolan, interpretazione che è valsa a Ledger un Oscar postumo. Il primo invece ad indossare completo viola e a tingersi capelli di verde fu Jack Nicholson, nel 1989, per 'Batman' il film di Tim Burton, sicuramente uno dei Joker più memorabili di tv e cinema
Il primo a portare sul grande schermo lo psicotico criminale è proprio Nicholson, nel 1989 con il film Batman di Tim Burton. È lui il primo ad indossare completo e cappello viola, a mostrarsi con capelli verdi, faccia bianca e l’inquietante sorriso che è in realtà una cicatrice che gli segna la faccia dalla guancia sinistra a quella destra. Nicholson presenta al pubblico il più terribile criminale di Gotham City: "Puoi chiamarmi Joker" dirà Jack Napier all'ex socio Carl Grissom prima di ucciderlo, "e come vedi, ora sono molto più felice". La successiva danza della morte che Joker mette in scena per sparare a Grissom riassume bene le caratteristiche del personaggio: il jolly di Jack Nicholson, che si definisce "un artista dell’omicidio", è un sadico, un represso ma comunque sempre allegro, sarcastico. Ha la battuta pronta e un umorismo, come ha detto lo stesso Nicholson, “completamente di cattivo gusto”. L’attore non fu fin da subito entusiasta di quel ruolo. Si lasciò convincere solo dopo la stesura di un contratto sui generis, con specifiche richieste: Nicholson definì il numero di ore giornaliere che era disposto a dedicare alle riprese e comunque queste non lo avrebbero dovuto impegnare per più di tre settimane (su un totale di centosei giorni di lavorazione). Pretese poi delle modifiche al copione e quanto al compenso, volle che il contratto prevedesse, oltre a un fisso di sei milioni di dollari, una consistente percentuale di quello che il film avrebbe incassato al botteghino. Considerato l’enorme successo di Batman, Jack Nicholson detenne per parecchio tempo il record di attore più pagato per una singola performance. E quella performance diventò immediatamente un’eredità pesante per tutti gli attori che successivamente si sono confrontati col personaggio. Heath Ledger, ad esempio. Christopher Nolan lo volle per interpretare Joker nel secondo capitolo della sua trilogia sul Cavaliere Oscuro, del 2008. Quel ruolo fece guadagnare a Ledger un Oscar postumo.
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L'interpretazione, studiata per oltre un mese, rasenta la perfezione, ma porta l’attore al limite della follia. È l’ultimo film che Ledger completa, prima della morte per overdose di farmaci, nel gennaio 2008. “Lo avevo avvertito, quel ruolo ti succhia la vita” fu il commento di Nicholson alla notizia della scomparsa dell’attore. La rettifica, però, arrivò poco dopo: “non conoscevo bene Heath, il mio monito riguardava l'abuso di pillole che prendeva per dormire”. Nicholson criticò quella versione di Joker, era “senza spirito”, disse, e alla produzione rimproverò di non averlo coinvolto. Ma Heath Ledger si preparò tantissimo per il ruolo, chiudendosi in una stanza d’albergo per sei settimane, circondato da carte da poker, fumetti di Batman, immagini inquietanti di clown e scene di Arancia meccanica. Certo, il risultato fu un Joker completamente diverso da quello di Nicholson. Nolan voleva una versione più realistica del personaggio, anche per questo, nel suo film, il volto bianco, le labbra rosse e i capelli verdi sono solo un trucco, una maschera che “lo psicopatico senza coscienza delle sue azioni”, come lo definì Ledger, indossa ogni volta. E per questo tanta fatica l’attore la spese nello studiare la voce e quella postura un po’ gobba e forse, alla fine, è più il suo Joker a fare il film che non Batman/Christian Bale. Totalmente diverso, ancora una volta, è il Joker di Jared Leto in Suicide Squad (2016). Della squadra di criminali disposti ad operare per il bene, in cambio di uno sconto della pena, è sicuramente lui il protagonista, quasi una superstar, a cominciare proprio dall’aspetto. È il primo Joker sul grande schermo a non avere il sorriso deformato: quando è in preda alle risate si mette una mano davanti alla bocca sulla quale è tatuato il suo iconico ghigno. I tatuaggi sono infatti una delle caratteristiche più evidenti di Joker/Jared Leto, insieme con i denti placcati d’argento. Cambia spesso abito e il tradizionale completo viola diventa un soprabito in pelle dello stesso colore. Will Smith, che interpreta la parte di Deadshot, dirà di non aver mai conosciuto Leto durante la lavorazione del film, tanto l’attore si era calato nel personaggio. La sua preparazione per il ruolo del “carattere quasi shakespeariano”, come Leto lo ha descritto, lo ha portato a passare del tempo con medici e persone con problemi psicologici. Ha detto di aver tratto ispirazione dalla lettura di opere sullo sciamanesimo e dai boss della droga messicani. Il risultato è un Joker estremo tanto nella personalità quanto nell’aspetto, in un film che però, nel complesso, si è visto piovere addosso più critiche che complimenti.