BERLINO - È il festival da sempre più attento alla musica, la Berlinale. Sono passati al Palast artisti che spaziano da Madonna ai Rolling Stones. E quest'anno è venuta a farsi celebrare in un documentario M.I.A. Il più atteso è la star del momento, Ed Sheeran, che accompagnerà di persona il doc che il cugino-regista ha girato su di lui, Songwriter. Ma nella playlist dell'edizione 68 ci sono anche Questo amore non si tocca di Gianni Bella, ballato da Alba Rorhwacher nel film italiano in concorso, Figlia mia di Laura Bispuri, L'animale di Franco Battiato che ha dato spunto e titolo al film di una regista austriaca (ma prodotta da un italiano). E poi le canzoni di Michael Jackson che rivivono attraverso le performance tributo dei suoi fan, i suoni aborigeni del grande Gurrumul, il musical politico filippino cantato senza accompagnamento strumentale e firmato dal regista culto Lav Diaz. I tamburi Taiko e i sassofoni nella colonna sonora di L'isola dei cani, trascinante cartone firmato da Wes Anderson con le musiche dei Sette samurai e del gruppo anni 60 West Coast Experimental Pop Art Band.
Sheeran, la scintilla del Songwriter. Atteso come la vera star della Berlinale 2018, il musicista più popolare del momento accompagnerà il documentario a lui dedicato, girato da suo cugino. Songwriter offre uno spaccato dall'interno sul processo creativo alla base della canzoni di Sheeran. Dietro la macchina da presa c'è il cugino Murray Cummings, che ha iniziato a girare video sul parente famoso già nel 2011, quando lo accompagnò nel tour statunitense. Il documentario nasce da un progetto lungo due anni e copre il periodo che va dal 2015, al tempo del tour Multiply, fino all'uscita di Divide lo scorso anno. "L'idea – ha anticipato il regista a Variety - era di catturare la scintilla iniziale che è dietro i successi". Songwriter non è il ritratto di una superstar, ma la fotografia di un ragazzo normale che eccelle nel suo lavoro, raccontato nella sua quotidianità, quando i riflettori sono spenti.
La La Lav, ovvero il musical filippino. Il regista culto filippino, Lav Diaz, porta al festival tedesco la sua personale versione di film musicale. Un racconto politico in cui i protagonisti cantano rigorosamente senza musica. Ang Panahon ng Halimaw, la stagione del diavolo, è ambientato alla fine degli anni Settanta, quando una milizia opprime un villaggio remoto della giungla filippina, cercando a suon di morti di sradicare la fede degli abitanti nelle leggende e negli spiriti. Lav Diaz descrive i suoi 234 minuti come un'opera rock filippina. Il regista firma i testi delle canzoni, che esprimono la sofferenza degli anni della dittatura di Marcos.
M.I.A. Ha conquistato il pubblico della Berlinale, M.I.A. La cantante e rapper anglo-cingalese è protagonista di un documentario firmato dal regista Steve Loverige, presentato nella sezione Panorama: 100 minuti in cui la musica c'è poco, in compenso ci sono le immagini girate dalla stessa protagonista negli anni della sua vita, che prima di essere una cantante è una artista visiva. Ecco le immagini in famiglia, con gli amici, il viaggio nello Sri Lanka alla ricerca delle proprie radici. La sua è una storia esemplare dei migranti di seconda generazione. È cresciuta a Londra, e la sua musica è chiaramente intrisa di hip hop ma espressione globale che mischia mille influssi provenienti da tutto il mondo.
'Figlia mia', unico italiano in concorso a Berlino 2018 - 'Questo amore'
Questo amore non si tocca. Tra le scene più apprezzate di Figlia mia, il film di Laura Bispuri presentato in concorso e ben accolto qui alla Berlinale c'è il balletto di Alba Rohrwacher, mamma alla deriva, sulla canzone Questo amore non si tocca cantata (e composta) da Gianni Bella. È invece Battiato e il suo L'animale a dare il titolo al film dell'austriaca Katharina Mueckstein prodotto dall'italiano Flavio Marchetti. Quella dell'animale di Battiato, spiega la regista, è la voce insopprimibile dentro di noi, la voce di Battiato potrebbe essere la voce di ognuno dei personaggi del film.
Noi che siamo Michael Jackson. Mirroring Michael Jackson è un documentario, presentato alla rassegna tedesca, sui fedeli fan della star che dedicano le loro vite a onorare la sua eredità trasformandosi in lui. Il film riunisce fan devoti provenienti da tutti i ceti sociali, da tutti gli angoli della terra, per celebrare il re del pop. Alex Al, bassista per dieci anni di Jackson, ha composto la colonna del documentario dedicato a quello che è ancora l'artista più venduto di tutti i tempi; oltre un miliardo di vendite a livello mondiale. Anche i suoi follower sono miliardi e continuano a crescere e a specchiarsi in lui.
Suono aborigeno. La voce australiana più importante: è quella di Gurrumul celebrato in un documentario scritto e diretto da Paul Williams. Il ritratto dell'artista indigeno Geoffrey Gurrumul Yunupingu, tra le voci più amate. Cieco dalla nascita, ha trovato il senso della vita nelle canzoni e nella musica. Il film tenta di catturare e spiegare l'unicità della musica di Gurrumul attraverso le sue origini, la sua cultura, la sua comunità a Eicho Island.
'L'isola dei cani' di Wes Anderson a Berlino e in sala a maggio
Wes fusion. Raffinato nelle scelte musicali come in quelle cinematografiche, Wes Anderson colora il suo cartone stop motion L'isola dei cani con una colonna firmata dal compositore francese Alexandre Desplat che mischia i tamburi Taiko ai sassofoni e ai clarinetti. Anderson prende in prestito musiche dai Sette samurai ma li affianca a brani acustici del gruppo psichedelico anni 60 West Coast Experimental Pop Art Band.