'2001: Odissea nello spazio', il capolavoro di Kubrick che predisse l'evoluzione della razza umana
3 aprile 1968: dopo tre mesi di isolamento totale nella sua casa-laboratorio di Abbots Mead, in aperta campagna ma non lontano da Londra, Stanley Kubrick presentò al pubblico e alla critica il suo lavoro più ambizioso, '2001: Odissea nello spazio', tratto dal soggetto del guru della fantascienza Arthur C. Clarke. È un film rivoluzionario che entra di prepotenza nella storia del cinema: oggi si può anche leggerlo come un'icona di quell'utopia esistenziale che innerva la stagione dei grandi cambiamenti e dei fermenti che, dall'America all'Europa, segnano il fatidico anno 1968. Con un salto temporale che ancora oggi lascia senza fiato, l'inizio di '2001: Odissea nello spazio' trasporta l'uomo dall'alba della preistoria al futuro usando una metafora di offesa e conquista (l'osso scagliato verso il cielo) come simbolo di una violenza ancestrale che si trasforma in astronave e quindi in uno sguardo verso la possibile evoluzione della razza umana
In realtà, i festeggiamenti ufficiosi (slegati dall'iniziativa) sono iniziati già un anno fa, quando l'Egyptian Theatre, col suo design anni Venti e 1770 posti a sedere su Hollywood Boulevard, ha aperto per due settimane gli archivi della cineteca, proiettando l'opera di Kubrick così come l'ha concepita l'autore. Un'esperienza "fisica", dalle note di Richard Strauss - Also Sprach Zarathustra - al valzer di Johann Strauss jr. - The Blue Danube - ai misteriosi monoliti e le stazioni spaziali che sanno ancora affascinare i superstiti della fase analogica, re-immaginando cibernetica, robotica, postumano. Immersione totale sul grande schermo: aspettatevi un'ouverture d'atmosfera, intervallo e musica in coda.
L'American Cinematheque di Los Angeles continua a smaltire poster firmati dagli attori Gary Lockwood e Keir Dullea, insieme a t-shirt e buffissime ciambelle Hal9000 disegnate per l'occasione di nero, rosso e glassa da Donut Friend. Warner Brothers ha scelto il festival di Cannes per la première il 12 maggio - il direttore Thierry Frémaux: "Stanley Kubrick è nella selezione ufficiale" - e chiamato Christopher Nolan a presentare l'evento con i membri della famiglia Kubrick, tra cui Katharina Kubrick, figlia di Christiane Kubrick e Werner Bruhns, e lo storico socio-produttore e cognato Jan Harlan. "Una delle mie prime memorie cinematografiche è la visione di 2001: Odissea nello spazio in 70mm al Leicester Square Theatre di Londra, con mio padre" ha dichiarato il regista di Inception e Dunkirk. "L'opportunità di ricreare quell'esperienza per gli spettatori di oggi, e presentare la pellicola di Kubrick in tutta la sua gloria analogica a Cannes, è un onore e un privilegio". La ripubblicazione partirà una settimana dopo, il 18.
'2001: Odissea nello spazio', il trailer originale (1968)
Il film di Stanley Kubrick, basato su un soggetto di Arthur C. Clarke, è il film più tattile, sonoro, visivo di tutti i tempi, oltre ad aver spostato più in là il gusto per la fantascienza, dai Sessanta in poi. In un arco di tempo che abbraccia milioni di anni dell'evoluzione dell'uomo, 2001 è il viaggio nello spazio verso Giove a bordo dell'astronave Discovery One, sotto l'occhio del supercomputer Hal 9000, dotato di A.I. (intelligenza artificiale). La ragione della Jupiter Mission è un indecifrabile oggetto di origini aliene. Scegliete voi le immagini-chiave che restano più impresse dal 1968 a oggi, dopo che il film è stato nominato a quattro premi Oscar, inclusi miglior regia e miglior sceneggiatura, e ha vinto per i migliori effetti speciali.
C'è l'alba dell'uomo, nell'Africa estinta, dove un branco di ominidi vede apparire un monolito nero; ci sono i sistemi gioviani, i sette ottaedri e quel Bambino delle Stelle, il feto del Dr. Dave Bowman (Keir Dullea) che ha sconvolto i filosofi dell'elettronica e del digitale, tempestati di domande esistenziali: quel feto è l'ultima evoluzione dell'essere umano? Rappresenta la coscienza di una stella? Fa riferimento al dio Sole? Non tutti ne restarono colpiti all'uscita: Pauline Kael, critica del magazine New Yorker, morta nel 2001, scrisse: "Un film monumentalmente privo di ingegno".
'2001: Odissea nello spazio', il trailer della riedizione del film (2014)
Con l'avvicinarsi del cinquantesimo anniversario, Christiane Kubrick, moglie di Stanley, ha detto: "Sono lieta che 2001: Odissea nello spazio sia ridistribuito in 70mm e che Cannes abbia scelto di rendergli omaggio. Se Stanley fosse vivo oggi, ammirerebbe i lavori di Christopher Nolan. Quindi, da parte della famiglia di Stanley, ringrazio personalmente Christopher per il supporto al film". Parte del successo al box office di 2001 sta nelle sue riedizioni in sala: solo negli States ha incassato quasi 57 milioni di dollari (Kubrick consegnò il prodotto finale con circa sei mesi di ritardo, duplicando il budget previsto); nel '91 è stato giudicato "culturalmente, storicamente, o esteticamente rilevante" dalla Library of Congress e di conseguenza inserito nella lista delle pellicole salvate nel National Film Registry, con l'intenzione di preservare l'opera dall'usura del tempo.
A proposito di salvataggi, Scorsese, che tra gli altri ha restaurato da poco L'albero degli zoccoli e La dolce vita, e cancellato difetti e graffi, grazie a finanziamenti propri, ha organizzato una proiezione privata di Odissea nello Spazio - in 70mm - per sua figlia Francesca. "Voleva che lo vedesse nel formato corretto, così, un sabato mattina, si è fatto spedire la pellicola a New York e ha scelto il Museum of the Moving Image" ricorda il curatore David Schwartz. Chissà cosa penserà Scorsese del sequel, 2010 (girato nel 1984). Secondo il film di Peter Hyams, l'ultima comunicazione del comandante David Bowman sarebbe stata: "Mio Dio, è pieno di stelle". Quella rivelazione, Kubrick non la inserirà nel suo film - tra le stelle o al cospetto della statua della Fata Turchina spedirà invece Steven Spielberg, regista di A.I., da un lascito di Kubrick - ma nel romanzo di Arthur C. Clarke è presente.
'2001: Odissea nello spazio', i titoli di testa del capolavoro di Kubrick
Stesso mistero sull'età del supercomputer Hal. Kubrick voleva che Hal fosse un bambino, in modo tale che la sua morte avesse un forte impatto nello spettatore. Clarke ha insistito perché un computer così vecchio non fosse usato per una missione tanto importante. Nel libro, Hal ha quattro anni (12 gennaio '97), nel film nove (1992). Tra i fatti meno noti, il titolo stesso del film: originariamente si sarebbe dovuto chiamare Viaggio oltre le stelle. Tratto da un racconto breve di Clarke, La sentinella, il libro 2001: Odissea nello spazio è stato scritto da Clarke mentre redigeva la sceneggiatura con Kubrick giorno e notte. I due avevano chiamato il progetto How the Solar System Was Won (Come è stato conquistato il sistema solare).
Clarke ha anche scritto un dietro-le-quinte, Le ultime parole di 2001 e il suo romanzo (estensione dell'universo 2001) 3001: The Final Odyssey è finito nelle mani di Tom Hanks che sogna ancora di dirigerlo. Mentre Hal9000, formato ciambella o meno, continua a rimanere con noi: l'attore Douglas Rain ha ripreso il suo ruolo di computer cattivo nella commedia di Woody Allen, Il dormiglione, e a metà anni Settanta lo scrittore e fumettista Jack Kirby ha scritto una serie-adattamento Marvel da dieci episodi. Tra i personaggi di 2001: A Space Odissey (Marvel Treasury Special), un supereroe androide di nome Machine Man, nuovo, immortale prototipo kubrickiano. I destinatari? Tutti noi, Bambini delle Stelle Future.